domenica 31 maggio 2026

Mugnano. Si è spento lo storico pasticciere Antimo Di Rosa

In questo triste giorno in cui un pezzo storico di Mugnano lascia per sempre questa vita dopo anni di sacrifici e di soddisfazioni nella Mugnano che lo ha adottato per sessanta anni e alla quale ha offerto il meglio della sua arte pasticcera. In questa foto scattata lo scorso anno lo vediamo instancabilmente ancora a lavoro tra i suoi amati clienti. Quest'anno, cinquantasette anni di attività in una Mugnano che nasceva commercialmente e lui già ne divenne un personaggio stimato. L'azienda, a carattere familiare, in questi anni si è impegnata anche nel sociale realizzando corsi di formazione per ragazzi diversamente abili. Un stupenda iniziativa che riempie di orgoglio i sostenitori e gli stessi che vi hanno partecipato. Quindi Antimo Di Rosa non è stato solo sapore e prelibatezze ma anche storia che ha contribuito alla crescita di questa città. La redazione di Mugnano Storia esprime le più sentite condoglianze alla moglie e i figli e all'intera famiglia.


Sopra Antimo a lavoro,
sotto l'ingresso della pasticceria 


Testo e foto di Carmine Cecere 


Mugnano. San Biagio, terminati i lavori alla cupola

Eccola di nuovo splendente e senza impalcatura la cupola di San Biagio si staglia in un cielo turchino. I lavori, iniziati nei giorni che precedevano il santo Natale (2025) si sono così conclusi in questo maggio caldo e luminoso. La cinquecentesca cupola del santo Vescovo e Martire, nel corso dei secoli, è stato oggetto di diverse riqualificazioni. Nel settecento, a causa di un terremoto, fu rifatta e ripresa ancora nel 1902. I lavori, sotto lo sguardo attento del parroco don Antonio Di Guida, rispecchiano senz'ombra di dubbio le caratteristiche della secolare struttura, tinteggiata laddove necessitava e ripulito l'artigianale maiolicato appare nuova agli occhi della cittadinanza. Si presume che quanto prima seguiranno anche i lavori interni alla struttura, dove sono evidenti i distacchi degli intonaci a ridosso dell'altare maggiore.


Testo e foto di Carmine Cecere 

sabato 30 maggio 2026

Mugnano, l'antica salumeria del Corso

Un altro esercizio storico che ha serrato l'uscio è stata l'antica salumeria del Corso ubicata in Via Napoli, in prossimità del parco Ciccarelli. In vita da un cinquantennio, attualmente era gestita da Umberto Cipolletta il quale era specializzato in prodotti artigianali e di qualità, ma purtroppo la grande distribuzione la fa da padrone e il Cipolletta è stato costretto a girare la chiave nella serratura e chiudere per sempre tutto quello che gli ha dato da vivere fin qui. Anche gli altri due negozi accanto hanno smesso di esistere molto prima dell'antica salumeria del Corso, aperte e chiuse successivamente diverse attività. 

 

Foto Google Maps 
2025


Testo e foto sopra di Carmine Cecere 

Mugnano, l'edicola di Via Napoli

Tra gli esercizi storici, ovvero la pasticceria Di Rosa e il bar Zannella siti in Via Napoli ce n'è un altro di pezzo storico commerciale ed è l'edicola di Raffaele Braco (Lello) oggi è di sicuro di altri di cui non conosciamo il nominativo, già esistente dagli anni settanta. Ne sono passate di generazioni di piccoli andare a comprare le figurine, di adulti a comprare giornali e riviste e di tanti raccogliere fascicoli di enciclopedie, come quando realizzai la mia sugli animali. Insomma quest'edicola è senz'altro un pezzo di storia nel panorama commerciale mugnanese e ormai di edicole la città ne conta appena tre, rammentando quella chiusa in Piazza Dante nel 2015.


Raffaele Braco

Edicola in Piazza Dante
Foto Google Maps 2012



Testo di Carmine Cecere 

Mugnano, il personaggio: "Francuccio 'o faligname"

In questa foto scattata da poco (2026) si vede il tempo logorare gli infissi e le insegne, e le erbe spontanee tappare le serrande come a siggilare ciò che è rimasto dentro. La bella falegnameria di Francesco Liccardo, Francuccio per gli amici, imperava in Via Napoli con le sue vetrine allestite anche dei suoi hobby: la pittura e i presepi, nonché il mobilio che realizzava: dall'anticato al moderno. Clienti non ne mancavano. Io, ogni qualvolta lo vedevo era lì che fumava sulla soglia della porta d'ingresso con le mani imbrattate di vinavil. L'attrazione delle sue vetrine erano i pastori che richiamavano la tradizione napoletana, belli illuminati nei giorni natalizi. Da quel piccolo ingresso si sprigionava un odore di legno tagliato che quasi sembrava fosse fresco. Ora in quei locali c'è soltanto silenzio e i ricordi di un uomo che lavorava mettendo in campo tutta la sua arte sorretta dalla passione per la falegnameria. Quando passo su quel marciapiede, quelle serrande sbarrate mi procurano una certa tristezza, ormai sono chiuse dal 2013, anno in cui Francuccio è volato in cielo.

Foto Google Maps 2011



Testo e foto sopra di Carmine Cecere 

Mugnano, "Zecchino Bove"

Oltre questa serranda ormai abbassata da anni, sita all'inizio di Via Diaz, un tempo, negli anni cinquanta, forse anche prima, vi era una sorta di Ferramenta e di vendita di materiale e attrezzi edili. Il proprietario era conosciuto con il nome e soprannome di "Zecchino Bove", un uomo scaltro, un venditore davvero d'altri tempi. È inutile dire che tutto il paese si servisse da lui, considerata l'ubicazione quasi nella Piazza principale del paese. Gli articoli coprivano una vasta gamma: dal cemento alle vernici ed elementi elettrici. Quante volte ci sono andato per conto di mio padre. A volte a dargli una mano c'era una delle figlie (se non ricordo male si chiamava Ginetta). Alla scomparsa del Bove, subentrò il genero Ciro F. il locale fu messo a nuovo e le vendite non scarseggiavano. Dopo qualche decennio, invece, il locale chiuse i battenti e a tutt'oggi è ancora chiuso.


Clicca per ingrandire la foto



Testo e foto di Carmine Cecere 

venerdì 29 maggio 2026

Mugnano, l'ARCI-UISP e i giochi della gioventù

Nella foto la sede di Via De Gasperi dell'ARCI-UISP (Unione italiana sport per tutti) di Mugnano e con le Ray-ban nere il sindaco di allora Giuseppe Vallefuoco, detto Peppe 'o russo. Correva l'anno 1978 quando si svolsero i giochi della gioventù a carattere nazionale e la sede mugnanese si trovava come detto in Via Alcide De Gasperi e aveva un bel numero di iscritti. "I "Giochi della Gioventù" del 1978 rappresentano la storica manifestazione sportiva ideata da Giulio Onesti e organizzata dal CONI per avvicinare i ragazzi allo sport. Quell'anno si tenne, tra le altre, la IX edizione dei Giochi Invernali della Gioventù a Cerreto Laghi (RE) e si distinsero per un ampio coinvolgimento studentesco a livello nazionale". Ricordo quei giorni con nostalgia, giacché anch'io vi partecipai prendendo parte alla gara podistica svoltasi con varie classi della Cirino e poi con le gare di salto in alto presso lo stadio Militare dell'Arenaccia. Fu un grande divertimento, una giornata in piena euforia, ma soprattutto d'allegria. 


Pagina a cura di Carmine Cecere 
Foto Mugnano Antica 

Mugnano, i lavori alla Cirino

Sorta negli anni settanta la scuola Media Cirino porta il nome del
sacerdote professore Luigi Cirino, il quale ebbe i natali a Mugnano nel 1827 e fu insigne latinista, trascorrendo la propria vita nel capoluogo campano. In seguito alla proposta del senatore Ambrogio Donini e Cesare Luporoni, in merito all'istituzione di una scuola media con l'obbligo di frequenza, si diede luogo alla Legge n°1859 del 31 dicembre 1962, la quale aboliva quella di Avviamento al lavoro e dava vita a una scuola media unificata ai fini di accedere a tutte le scuole superiori. Pertanto molte insegnati del Ritiro del Carmine, laddove già c'era la scuola media, furono assunte dallo Stato e Mugnano inaugurò la sua scuola media nel plesso di Via Sacro Cuore la cui denominazione fu dedicata appunto al Cirino. I lavori in corso (2026) procedono e voci traverse affermano che il plesso ritornerà a essere Scuola Secondaria di Primo Grado Luigi Cirino, nel linguaggio usuale Scuola Media. Nella foto sopra gli alunni della terza B, il primo in alto a destra è il sottoscritto.


Lavori alla Cirino in una foto
Del 2026


Il professore sacerdote 
Luigi Cirino




Testo e foto di Carmine Cecere 

Mugnano, accadde oggi vent'anni fa

Erano le dieci del mattino di lunedì 29 maggio, quando dalla Chiesa SS. Alfonso e Luigi mosse lo squadrone dei carabinieri a cavallo percorrendo tutta Via Napoli fin giù piazza Municipio, nella quale era pronta la fanfara che intonava il canto degli italiani, ovvero l'inno d'Italia, accolto dagli applausi di un folla copiosa intorno al palchetto su cui le autorità presenti esternarono parole di apprezzamento e di commiato per l'inaugurazione della Associazione Nazionale carabinieri intitolata al giovane carabiniere Salvatore Nuvoletta, sorta in Via Chiesa. Presente il Generale Cagnazzo, il sindaco Onofaro di Qualiano, l'allora sindaco Daniele Palumbo, il papà della povera vittima e i fratelli tutti. La fanfara si esibì anche con altri brani, mentre la Piazza si riempiva sempre più. Si spesero parole e promesse, ma, purtroppo, l'associazione non visse più di un decennio.  


Testo e foto di Carmine Cecere 

giovedì 28 maggio 2026

Mugnano, in ricordo di Pasquale Frascogna

La macelleria sita in Via Chiesa, attigua alla parrocchia di San Biagio, in passato è sempre stata un salone di barbiere. Da alcune foto storiche, in una degli anni quaranta in particolare, si notano dei clienti seduti fuori in attesa e la sovrastante scritta "Salone" (foto sotto). Negli anni novanta il barbiere di turno era Pasquale Frascogna, una simpatica e affabile persona di cui ancora si racconta tra noi amici frequentatori di quel salone ogni qualvolta ci incontriamo. Pasquale conosceva bene il suo mestiere, possiamo dire che era tecnicamente preparato per ogni tipo di taglio, amava disquisire e tra un discorso e l'altro ridere a qualche battuta del simpatico di turno. Purtroppo un cattivo male lo portò via da questa vita e dalla sua cara famiglia. I clienti tutti, a malincuore, dovettero andare altrove.

Il salone in una foto
Degli anni '40


Testo e foto (2026) di Carmine Cecere 

Mugnano, la mattina tutti da Coraggio

Erano gli anni sessanta quando frequentavo le scuole elementari Sequino in Piazza suor Maria Pia Brando, e tutte le mattine, con l'odore proveniente dalle vicine campagne, mi recavo a scuola. Cartella in spalla e grembiulino nero, nella folta processione di bambini pressappoco della mia stessa età. All'epoca non c'erano né mamme né papà ad accompagnare noi figli a scuola, eravamo automaticamente autonomi. Auto che potevano impensierire ce ne erano poche e pertanto ci si andava senza alcuna preoccupazione. L'unica preoccupazione era data dai litigi tra noi ragazzi, ma ciò accadeva raramente. Sulla strada che ci conduceva all'Istituto, nell' attuale Via Roma, un tempo Via Sant'Aniello, vi era un locale alquanto particolare. Poteva essere una merceria ma non lo era, una dolciaria e nemmeno poteva dichiararsi tale. Fatto sta' che ogni mattina innanzi quel negozio c'era una fila di bambini ad attendere il proprio turno per acquistare le varie leccornie in vendita. L'uomo dietro il piccolo bancone si chiamava Umberto Coraggio (parente di mio padre), il quale con una certa destrezza serviva i piccoli clienti che a spintoni acquistavano ogni tipo di caramelle, gli squisiti "Chicchirichì", che era una sorta di grosso bignè ripieno di panna, di "Ciuciu'" liquirizia e di penne a chi ne chiedeva una. Nella foto sopra il locale è quello con le porte marrone nel quale alcuni anni or sono vi era una salumeria. Ricordo ancora il frastuono che producevamo, qualche furbetto allungava le mani, ma l'occhio vigile di Coraggio scongiurava qualsiasi furto o altro. Non ricordo affatto quando chiuse i battenti, però so che a Coraggio subentrarono le nipoti che gestirono il negozio ancora per qualche anno e poi ci fu la chiusura definitiva.


Testo e foto (2026) di Carmine Cecere 

Mugnano, un giorno del 1985

In questa foto vediamo una Piazza Municipio alquanto luminosa e le persone hanno vestiti estivi. Pertanto, l'assembramento, che è evidente, non riguarda né la festa di san Biagio né quella del Sacro Cuore. Forse il motivo è politico o forse altra cosa. Alcuni personaggi presenti sono di mia conoscenza, ma i nomi purtroppo proprio non li ricordo. Sullo sfondo si vede il circolo dei cacciatori che oggi non esiste più, una bacheca su cui si affiggevano, come si vede, le locandine dei film del cinema Barone di Melito, e nella fattispecie c'è la pubblicità di un film di Cuck Norris: Invasion U.S.A. Più a destra il negozio di frutta e ortaggi di Enzo Moretti, appossianato di canto e di pallone il quale pubblicò un disco con un brano dedicato al Napoli. Sul lato sinistro, verso l'allora bar Liccardi, si nota un Ape 50 di colore azzurro, simile a quella del caro Schiuppetiello il quale imperava per le strade di Mugnano le domeniche all'ora di pranzo. Ogni famiglia non si sottraeva all'acquisto di ciciole varie purché fossero quelle di Schiuppetiello, all'anagrafe Salvatore Cipolletta. Nel centro della folla noto la mamma di Mimmo Betunio e un'altra signora di cui non ricordo più il nome anche se abitava vicino casa mia. Un po' più su a sinistra è chiara la persona del maresciallo dei carabinieri di quegli anni, Antonio Caruso.


Testo e foto di Carmine Cecere 


Mugnano, 'a merceria 'e Santulella

Un premio alla carriera, con i suoi cinquant'anni e passa di esistenza, andrebbe di sicuro al negozio 'e Santulella ubicato in Via Manzoni. Un piccolo locale nel quale si vendono articoli di merceria. Aperto negli anni settanta e per decenni ha soddisfatto le richieste di una vasta clientela e tutt'oggi ancora lo fa. La piccola donna, anziana negli anni, quando io la conobbi, si dava da fare con modi aggraziati nei riguardi di una clientela esigente. Ormai è tanto che il Signore l'ha chiamata a sé. In quel piccolo locale c'era di tutto e ancora ci trovi l'impossibile. Dopo il lungo periodo di gestione di Gianni Lucci, oggi è condotto da Antonella, una giovane donna anch'essa gentile e pimpante. Un altro negozio simile si trovava in Via Santa Maria, precisamente 'a reto 'e vecule, ed era conosciutissimo, rispondeva alla denominazione popolare di "Gigino 'e 'Rabbiela" vi andava a comprare anche gente da fuori Mugnano, con la scomparsa dei titolari è finito tutto ed il negozio è chiuso ormai da tanto.


Testo e foto (2026) di Carmine Cecere 

mercoledì 27 maggio 2026

Mugnano, origini contadine

Le origini di Mugnano sono prevalentemente contadine, nell' antichità il sostentamento si traeva esclusivamente dal lavoro della terra. Un gran numero di cittadini erano braccianti agricoli, nei documenti del Comune si legge Bracciale, poi vi erano altri artigiani. Il piccolo villaggio di Munnianum era circondato da ettari ed ettari di terra coltivata a frutteto, vitigni e ortaggi, nonché di frumento e canapa. Per Mugnano si girava esclusivamente con carri su i quali si trasportava il raccolto e le attrezzature per lavorare la terra. Attrezzature rudimentali ma efficaci con le quali si esercitava tutto il sapere per fare sì che la natura desse quanto lavorato. Si usciva presto la mattina per ritornare a casa la sera, dopo una estenuante giornata di lavoro. Certo a mezzodì non mancava mai la sana colazione portata da casa e fatta con i resti della sera precedente. Allora, anche i bambini aiutavano i genitori a gestire il piccolo o grande appezzamento preso in affitto dai tanti feudatari del tempo, tutti lavoravano per lo stesso intento, con sudore e sacrifici. Nella foto sopra, nostri concittadini mentre effettuano la potatura di meli. Da mattina a sera sali e scendi dai treppiedi e taglia e ammanca affinché le piante avrebbero poi risposto positivamente a tutto l'amore messo, dando i migliori frutti che da esse si chiedeva.


Testo di Carmine Cecere 

Mugnano, il chiosco di Nanuccia

"Nanuccia deve 'a voce e 'o popolo veveva". Mi piace questa immagine anche se non è veritiera, almeno credo. Nanuccia che reclamizza i suoi prodotti freschi per dissetare quanti si trovavano in piazza. Il chiosco era situato di fronte la Casa comunale negli anni sessanta/settanta a fianco dove oggi c'è l'associazione del Sacro Cuore. Le granite, lo sciroppo di mandorle e l'acqua sulfurea di Telese, quella che aveva un gusto a dir poco puzzolente ma era curativa e fu l'unica cosa che provai al chiosco di Nanuccia. Il tempo trascorre e le cose cambiano inevitabilmente. In Piazza Municipio sono cambiati diversi negozi, hanno aperto e chiuso anche in poco tempo, alcuni sono però secolari, specialmente l'associazione di San Luigi Gonzaga. E purtroppo anche il chiosco sparì. Nanuccia, all'anagrafe Anna Iacolare, non fu più la bella acquafrescaia del centro cittadino, ma divenne la pescivendola di Via Napoli con l'aiuto dei figli e dopo qualche decennio chiuse anche la pescheria. Nella foto sopra una giovane Nanuccia nel chiosco di Piazza Municipio.


Testo di Carmine Cecere 

martedì 26 maggio 2026

Mugnano, il tram dei desideri

Via Napoli, un tempo, era una strada sterrata impolverata, con alberi di noci a destra e a manca, profumata in primavera e ombrosa d'estate, allietata dal canto dei passeri, delle rondini e di tanti altri volatili. Non vi era illuminazione e quasi niente case. Su di un lato di essa c'erano i binari dell'antico tram che trasportava passeggeri da Mugnano fino al capoluogo. Prima l'ippovia, ovvero i tram coi cavalli e poi nel 1900 quelli con la corrente elettrica. In Via Napoli, dove oggi c'è la pizzeria e i negozi di abbigliamento, era ubicata l'officina nella quale si effettuavano controlli e riparazioni. E lì vi erano le prime case che davano verso il paese, così come si nota nella foto sotto. Nell'Azienda ci lavorano molti dei nostri compaesani, difatti nella foto sopra il conducente è Francesco Mosca. Il tram che dalla piazza omonima del capoluogo stazionava, una prima volta fuori dal paese, ovvero: più o meno all'altezza dove oggi c'è la croce in Via Napoli, successivamente, su richiesta del Consiglio comunale mugnanese, lo stazionamento avvenne 'nmiezo 'o llario. Credo che oggi i mugnanesi in merito ai trasporti abbiano fatto un passo in dietro, lamentele se ne sentono di continuo e quando si parla del tram che arrivava fino in piazza Dante lo si fa con una certa malinconia considerato che attualmente per raggiungere la stazione della metro lo si fa con mille difficoltà e con l'ausilio di un autobus che si fa desiderare.

Il tram fermo in Via Napoli
Nella foto a destra Carlo Albanese



Nella foto, sulla destra, si intravedono
i binari del tram nei pressi del
negozio di Maione Music (clicca la 
Foto per ingrandirla)



Testo di Carmine Cecere 

San Biagio, da sempre oggetto di furti

Diverse volte il santo patrono è stato oltraggiato nel corso della sua esistenza. Tele storiche e oggetti vari sono stati trafugati da ignoti. Oggi, per fortuna, esiste un sistema di controllo a circuito chiuso nella speranza che i furti non vengano a ripetersi comunque. È pur vero che la struttura è alquanto grande e controllare ogni singolo punto nevralgico si presenta difficile. La foto sopra fu scattata negli anni ottanta, molto prima che le storiche acquasantiere, nell'immagine, venissero trafugate nei primi anni del XXI secolo. Realizzate da autore ignoto le due opere furono sradicate dalla muratura e asportate. Non sono più state ritrovate. Oggi ve ne sono due nuove, ma collocate in posizioni diverse dalle originali. A causa del COVID nel 2020 e del relativo Lockdown le due vasche non sono più state usate, l'intingersi le dita per poi farsi il segno della croce è ormai cosa obsoleta. Pertanto, sono solo ornamentali.


Le acquasantiere attuali (Foto 2026)



Testo e foto di Carmine Cecere 


Mugnano, Sarnataro il sindaco più longevo

Undici anni ininterrotti di governo Sarnataro, il sindaco che taglia il nastro di un record storico e cioè quello di essere il più longevo nella storia cittadina; secondo: Fabrizio Memola Capece Minutolo che governò Mugnano dal 21.2.1885 al 25.5.1888 e dal 1.10.1900 al 8.10.1909, per tutti gli altri normale amministrazione. Qualcuno rinunciò addirittura subito dopo essere stato eletto. Nell'era moderna, invece, diversi sono stati i commissariamenti. Molti sindaci erano professionisti: avvocati, dottori, ci sono stati anche tre podestà durante il ventennio fascista, tra cui anche liberi professionisti e funzionari. Il giovane Sarnataro intraprese l'avventura a sindaco con determinazione, dopo che la città usciva dal governo Porcelli e precedentemente da quello del dottor Daniele Palumbo. Le elezioni dirette del 2015 vedono splancare le porte della Casa comunale, nonché del governo cittadino al giovane Luigi in seguito al ballottaggio con il candidato Piscopo. Alla successiva tornata, ovvero quella del 2020 e fortemente confermato ad un nuovo mandato nella continuità di quanto aveva fatto fino a compiere l'intero mandato, passando, simpaticamente, lo scettro all'amico Pierluigi Schiattarella nel 2026. Non esprimiamo giudizi sul suo operato, in quanto crediamo che sia una storia che debbano scrivere altri, di sicuro possiamo dire che è stato un sindaco della gente, un uomo che amava il contatto con l'altro, molto empatico, e questa è di sicuro cosa positiva. Buona vita, Luigi.


Testo di Carmine Cecere 

(Nella foto sopra è premiato personaggio mugnanese dell'anno 2026)


lunedì 25 maggio 2026

Marano, Salvatore Nuvoletta: "Dalla parte giusta"

La foto a fianco, a noi data in esclusiva, raffigura un'immagine sviluppata con l'intelligenza artificiale in cui è evidente l'immagine del carabiniere eroe Salvatore Nuvoletta che indossa l'uniforme storica dell'Arma dei Carabinieri, caratterizzata dalla giacca nera con alamari bianchi, strisce rosse sui pantaloni e la bandoliera bianca a fianco del suo caro fratello, anch'esso carabiniere, Enrico. Salvatore, medaglia d'oro al valor civile, fu barbaramente assassinato dalla criminalità organizzata nel luglio del 1982. I fratelli Nuvoletta si prodigano in meeting e manifestazioni laddove il tema riguarda le vittime innocenti di mafia. Il 4 giugno prossimo, in Marano di Napoli, presso lo storico convento francescano Santa Maria degli Angeli ci sarà la prima edizione del premio "Dalla parte giusta" premio Salvatore Nuvoletta, vi prenderanno parte gli studenti di ogni ordine e grado con elaborati sul tema della manifestazione.


La locandina della manifestazione 



Testo di Carmine Cecere 



Mugnano, Palazzo Capece Minutolo in Via Roma

Aabbandonato il gentilizio palazzo seicentesco i Capece Minutolo si trasferirono in quello realizzato in Via Sant'Aniello, oggi Via Roma. Si sa che l'antica struttura fu venduta al Comune il quale negli anni trenta realizzò la prima scuola comunale nel vero senso della parola, giacché precedentemente vi erano solo aule sparse in immobili in affitto. Analizzando la struttura in foto ci si rende conto che è finimente realizzata, in specialmodo il cornicione il cui scorcio mostra la tipica architettura dei centri storici napoletani, caratterizzata dai palazzi d'epoca con balconi in ferro battuto e facciate. Questa immagine ritrae un edificio storico caratterizzato da elementi architettonici tipici dell'architettura meridionale italiana. La struttura presenta balconi in ferro battuto, infissi in legno e finiture esterne che suggeriscono un'epoca di costruzione databile intorno alla metà del XX secolo. L'edificio mostra segni del tempo e potrebbe necessitare di lavori di ristrutturazione per migliorarne le condizioni strutturali ed estetiche. In questo palazzo abitava l'ex sindaco Fabrizio Antonio Giovanni Memola Capece Minutolo con la sua consorte Beatrice, diretta discendente dei Capece Minutolo di Mugnano.


Testo di Carmine Cecere, sviluppato con l'A.I.

Mugnano, il personaggio: "Masto Aitane"

Quell'omino simpatico salutato da tutti con ossequi e sorrisi si chiamava Gaetano Mango, conosciuto da tutto il paese come "Masto Aitane 'o fravecatore". Uomo eclettico che cercava il contatto con chiunque perché lui era fatto così, una forte socialità innata, un bisogno necessario di parlare con gli altri, di scambiare due parole, una battuta divertente con adulti e piccini. Di aneddoti carini se ne raccontavano e se ne raccontano ancora su di lui, ma quel che resta è il tenero ricordo di una brava persona. In questa foto tratta da Mugnano Antica, lo vediamo tenere il morso a un ciuchino vestito da azzurro simbolo della squadra del Napoli che in quell' anno vinse il primo scudetto con il grande Diego Armando Maradona. Ecco, non si sottraeva affatto, si metteva in gioco e giocava con tutti. Alle sue spalle c'è un altro ricordo storico e cioè il negozio di abbigliamento la cui prima denominazione fu Snoopy Shop, poi per motivi di copyright dovette tramutarlo in Spoony Posh e poi come si vede alle spalle di "Masto Aitane" prese nome di Taxi, ma dopo poco chiuse per sempre, ma per sempre nei nostri ricordi c'è quella voce particolare che contraddistingueva il nostro personaggio che lasciò questa terra diversi anni fa ormai. Ciao "Masto Aitane".


Testo di Carmine Cecere 

domenica 24 maggio 2026

Mugnano, luogo storico: il bar Galdiero

Generazioni dopo generazioni sono cresciute all'ombra del Bar Pasticceria Galdiero, un locale che imperava tra Via Napoli e Via Manzoni, meta domenicale per l'acquisto degli ottimi manicaretti dolciari e luogo di relax durante i giorni settimanali per gli studenti e non solo. Diretta dall'eclettico Giovanni Galdiero, passato a nuova vita alcuni anni or sono, negli anni sessanta divenne un luogo di ritrovo dei giovani mugnanesi considerato uno dei pochi luoghi di aggregazione. Per decenni è stato sulla breccia commerciale, ha servito famiglie mugnanesi e anche al di fuori di Mugnano, ha dato lavoro ai tanti che che collaborarono e aggiungiamo pure che è stato un luogo gioioso per i giovani che amavano stare all'aria aperta specialmente nei mesi primaverili ed estivi. L'attività fu ceduta ad altri ma oggi le serrande, purtroppo, sono chiuse. In questa storica foto, scattata negli anni sessanta, vediamo un gruppo di amici radunati al sole dinanzi l'ingresso del bar. Il primo in alto in piedi a destra è il professor Mario Di Carmine, seguito da De Mase Domenico, Biagio Capasso, Cristofaro Menna, Giuseppe Mauriello, Carlo Fago, sullo sfondo appena si intravedono i dipendenti della Pasticceria.


Testo di Carmine Cecere 
Foto Mugnano Antica 

sabato 23 maggio 2026

Mugnano, il personaggio: Suor Silvestra

Voglio ricordare questa suora della mia infanzia, di sicuro non solo la mia: Suor Silvestra, del convento di Gesù Eucaristico di Via Ritiro del Carmine. Erano gli anni sessanta quando per esigenze scolastiche, diciamo così, la ebbi a conoscere. Era la responsabile della classe materna, con lei si giocava ma non solo. Ebbi la fortuna di frequentare il Ritiro: primo perché abitavo a ridosso del convento e secondo perché mia madre ci lavorava. Era una suora con una certa grazia, gentile ma quando c'era da essere dura lo era davvero, anche se aveva un volto angelico, così sembrava. Le lezioni cominciavano con le immancabili preghiere, ripetute con una certa continuità. Dopo iniziavano le impartizioni didattiche, cose leggere, poi ci si alternava con i giochi fino all'ora di mensa, quando la suora ci faceva schierare in fila per due e ci conduceva in refettorio, locale alquanto angusto, il cibo però era buono. Poi si ritornava in classe a fare un riposino, si doveva dormire appoggiando la testa sul banco, ma questo è un ricordo confuso è probabile che sia da collocare al periodo che frequentai il collegio di san Mauro abbate a Casoria. Tuttavia, crescendo poi l'ho intravista altre volte, finquando la vita mi ha portato verso altri lidi perdendola del tutto di vista. Non ebbi più notizie, né quando il Signore la chiamò a se.


Il refettorio del Ritiro 



Testo di Carmine Cecere 

Mugnano, il personaggio: la mitica 'Taliana

Nella foto la famiglia De Stasio al completo e la prima, a partire da sinistra, (con vestito scuro) è la mitica 'Taliana alias Lilina. Colei che dagli anni settanta e per alcuni decenni è stata amica e mamma di generazioni di tanti alunni della Media Cirino. Un tipo eclettico, ma donna determinata e non meno gentile, diresse con tutto il suo saper fare la cartolibreria proprio di fronte il plesso scolastico. Persona simpatica e divertente con quel suo straordinario modo di mostrarsi con chi cercava di metterla in difficoltà, avendo sempre una parola giusta per tutti. Anche i professori e i collaboratori scolastici si servivano da lei e l'intero vicinato. Ogni mattina era tappa obbligata, anche se non si comprava niente si passava da lei anche solo a darle un saluto. È inutile dire che vi era sempre una folla di ragazzi a chiederle i più disparati oggetti che una cartolibreria potesse avere. In quel luogo crebbe i suoi tre amati figli, sostenuta anche dal marito il quale era quasi sempre presente. Si spense molti anni or sono e sicuramente è nella schiera degli angeli.



Testo di Carmine Cecere 
Foto di Mugnano Antica 


Mugnano, i Liccardo al primo posto

Il cognome più diffuso a Mugnano risulta essere Liccardo, subito dopo troviamo Migliaccio, seguito da Vallefuoco, Chianese, Esposito, Capasso, Cipolletta, Sarnataro, Grasso e De Rosa. Sul territorio nazionale, invece, troviamo al primo posto i Capasso con 4284 famiglie; seguono i Chianese con 1855 famiglie; i Migliaccio con 1613 famiglie; i Cipolletta con 830 nuclei familiari; i Sarnataro con 748; Liccardo con 698; Vallefuoco con 512. Si sa che molti dei cognomi italiani sono alquanto stravaganti, alcuni sono simpatici altri divertenti, altri ancora curiosi, taluni addirittura ridicoli e imbarazzanti come quello infelice del politico Mastronzo che fu costretto a tramutarlo in Mastranzo. Infatti ciò è possibile in virtù del D.P.R. 396 del 2000, il quale, in parte, sostituisce il Regio Decreto del 1939. La competenza è del Prefetto ed è colui che autorizza, su richiesta dell’interessato, il cambiamento del cognome una volta appurato che “questo sia ritenuto ridicolo, vergognoso o rivelante l'origine naturale”. Gli studi antroponimici riguardo il nostro territorio sono alquanto scarsi o per nulla esistenti, ma a carattere internazionale diversi sono stati gli studiosi che si sono inerpicati verso l’ingarbugliata matassa dei cognomi e del loro significato che per la maggior parte di essi resta inspiegabile.


Testo e foto di Carmine Cecere 
Stime tratte da Cognomix.it

venerdì 22 maggio 2026

Mugnano, la grotta dei briganti

Dall’Archivio storico del Comune di Mugnano, precisamente nei registri delle delibere della Giunta del 1901, sono riportate le richieste di concessione di apertura di taverne e cantine e depositi daziari di vini. In quell’anno furono concesse sei licenze e i beneficiari risultano i seguenti: Riccio Aniello di Vincenzo; Chianese Lorenzo, per deposito e vendita al minuto; Chianese Gennaro fu Vincenzo, apertura di cantina; Zingarelli Angela Gelsomina, apertura di cantina in un pagliaio di sua proprietà sito nel fondo denominato Bosco; De Lorenzo Arturo, apertura deposito di vini alla Via S. Aniello n°22; Basile Giuliano di Gaetano, apertura di cantina con l’esercizio dei giuochi leciti, nel fondo da lui coltivato denominato Pozzillo. Negli anni venti, in Via Torre 42, vi era "La Grotta dei Briganti" o cantina della Parrucchiana (come si vede nella foto sopra di 106 anni fa). Sempre frequentata dal vicinato i quali tra un quarto di rosso e una briscola trascorrevano ore alquanto liete dopo una giornata intensa di lavoro. Posta in un luogo alquanto angusto del paese era comunque meta anche di gente che pur essendo di Mugnano, veniva da fuori mano, come si suol dire, ovvero che non abitava in quella zona. Un'altra taverna storica di sicuro più famosa è quella detta del "Pisciaturo" menzionata in una fiaba del Basile, la quale si trovava sull'antico tratturo che da Mugnano dava verso Chiaiano e da qui verso Napoli.


Testo di Carmine Cecere 
Foto da Mugnano Antica 

mercoledì 20 maggio 2026

Mugnano, prima bar Liccardi oggi Amnesia Caffè compie 125 anni

Nato nel 1901 nella Piazza principale del paese il bar Liccardi (detto pure 'e don Felice) prima e Amnesia oggi ha deliziato col suo caffè le esigenze di tante generazioni mugnanesi, servito i dipendenti della vicina sede comunale, come narrano alcune determine di Giunta d'inizio secolo XX, e tanti avventori quando in città si svolgono le manifestazioni del Sacro Cuore o durante la festa del santo patrono San Biagio. Il giovane Felice, discendente della famiglia Liccardi, nei primi anni del duemila cedette la storica caffetteria a nuovi acquirenti, i quali con la nuova denominazione "Amnesia" seguono comunque il percorso tracciato dai Liccardi, offrendo alla clientela di sempre tutto quello che un esercizio del genere può offrire. I giovani gestori, cordiali e lavoratori, non sono da meno dei precedenti proprietari e fanno sì che il bar è sempre un pezzo pulsante della vita sociale mugnanese. Quest'anno questo storico luogo compie 125 anni ed è ormai un pezzo di storia dell'agorà cittadina. Ricordo mio nonno seduto ai tavolini del bar sul finire degli anni sessanta in compagnia dei suoi coetanei a parlare dei tempi della loro gioventù e delle avventure belliche vissute durante gli anni del ventennio fascista.


Queste due foto sono tratte
da Google Maps 


Testo e foto sopra di Carmine Cecere 


Mugnano, la prima fontana compie 131 anni

Nel 1895 nessuna casa privata o ufficio pubblico di Mugnano aveva un impianto di acqua corrente quando in Piazza Municipio fu inaugurata la fontana, il punto d'acqua che si vede nella foto qui pubblicata. È vero, nel corso della sua esistenza ha cambiato posizione e tipo di struttura: una volta in muratura, poi in ghisa, fino all'attuale scatolato in ferro. Quest'anno compie centotrentuno anni da quando nella cittadella mugnanese il primo zampillo dell’acqua del Serino avvenne nel lontano 1895, appunto ed era giovedì 23 maggio (evento immortalato nella foto sotto); all’inaugurazione, tenuta in pompa magna, prese parte la cittadinanza tutta e diverse autorità. Le fontane furono disseminate nelle piazze e lungo le strade principali e a “puntone ‘e vico”. Il quotidiano via vai era continuo e gli incaricati a tale servizio erano i ragazzi e le donne, quest’ultime ne approfittavano per intrattenersi volentieri a conversare tra loro. Per approvvigionarsi si usavano i più disparati recipienti: bottiglie, secchi, damigiane e quant’altro. Le piccole fontane erano costituite, quasi sempre, da una semplice struttura, ovvero una colonnina di circa mt.1,20 di altezza, di ghisa o in muratura in tufo. A Mugnano è tuttora esistente quella nella Piazza principale e da pochi anni, invece, è stata ripristinata quella in Piazza Brando e in Via Napoli. Altre, purtroppo, sono state soppresse, come quella di Largo Maio e quella di Largo Chianese, l’attuale Piazza Dante, nonché quella in Via dell’Orologio, l’odierna Via 4 Martiri. L’importo per la costruzione dell’impianto, per quanto riguardò Mugnano, fu di lire 36.758, e non pochi furono i problemi nell’estinzione di fatture insolute da saldare alla Società dell’Acquedotto. Per ovviare al consumo eccessivo si optò per la sostituzione dei rubinetti di tutte le fontanine, ovvero quelli a getto continuo lasciarono il posto a quelli a getto intermittente automatico. La fornitura fu a cura della ditta Segalli di Milano, con un costo pari a Lire 45. La maggior parte della popolazione mugnanese, nel 1901, si approvvigionava dell’acqua del Serino grazie, appunto, alle fontane disseminate sul territorio, tranne però pochi privilegiati, ovvero di alcune famiglie agiate dell’epoca, che ottennero il permesso per un impianto a domicilio, come per l’allora Sindaco Capece Minutolo, la famiglia Capasso Giuseppe e Pasquale e la famiglia Chianese. Per uso industriale fu autorizzato il signor De Liso Francesco, il quale prelevava, quotidianamente, circa 28 barili d’acqua per il suo molino a vapore, con una rata mensile di lire 14,80. Con delibera di Giunta n° 126 del 26 luglio 1904, su espressa richiesta della fondatrice dell’Istituto Sacro Cuore di Gesù, Suor Maria Pia Brando, le si concesse l’installazione, nel cortile del plesso da lei diretto, di una presa d’acqua con prelievo giornaliero di circa 500 litri e per la durata di cinque anni. Anche la Parrocchia di San Biagio, nel 1908, su richiesta dell’allora canonico don Nicola Cipolletta, si collegò alla rete idrica del Serino con un solo rubinetto posto nella vecchia sagrestia e con un prelievo giornaliero di circa cento litri, stipulando un contratto di cinque anni. Era fatto divieto di usare la fontana ai vetturini, pertanto non era possibile lavare i calessi o i cavalli.

Inaugurazione del primo punto 
D'acqua corrente in Piazza Municipio 



Testi e foto di Carmine Cecere 

lunedì 18 maggio 2026

Mugnano, 'o bancolotto 'e miezo 'o llario

Nel 2019 la vetusta ricevitoria della famiglia Acconciagioco lascia la gestione alle sorelle Liccardo, due donne dinamiche, direi instancabili che oggi portano avanti un luogo storico per tante generazioni mugnanesi, luogo in cui si va per tentare la fortuna e che da sempre si è visto il sorriso e la tristezza sui volti di chi entrava per giocare, come pure accade oggi. "Il gioco del lotto a Napoli affonda le sue radici nel XVII secolo. Arrivato in città nel 1682 grazie ai mercanti genovesi, il gioco divenne ben presto una vera e propria ossessione popolare, trasformandosi nel tempo in un linguaggio collettivo, un rito scaramantico e una forma di divinazione". E così in seguito si diffuse in ogni contrada o villaggio, fin quando anche Mugnano ebbe la sua prima ricevitoria e sicuramente quella di cui stiamo raccontando è una delle prime se non la prima. Per decenni diretta dai fratelli Acconciagioco di Marano, la ricevitoria di Piazza Dante è ormai totalmente digitale, rispetto a quando i biglietti si stilavano su foglietti di carta velina con una grafica tutta particolare. Oggi invece ci pensano le macchine, le penne, ormai, servono a ben poco, considerato il ciclo meccanico attuale. Un tempo in questo tempio del gioco c'era solo il lotto, ora c'è una vasta gamma di lotterie e soprattutto di gratta e vinci, ma si effettuano anche pagamenti di bollettini, ricariche telefoniche e altri servizi. E parlando di gioco del lotto non possiamo che salutarvi con un terno secco giocato da me alcune volte, augurandovi buona fortuna con: 8, 18 e 21.

Esterni della ricevitoria (2026) 



Pagina e foto a cura di Carmine Cecere 


Mugnano, esercizi commerciali storici

La storica pescheria sita in Piazza Dante "Al Vero Merluzzo" abbassò la serranda per sempre nel 2015 e oggi vi troviamo al suo posto il panificio di Antonio Migliaccio. In questo esercizio, un tempo, si vendeva solo quello cui indica l'insegna, come si vede nella foto, ovvero il merluzzo, poi in seguito ci si ampliò con la vendita del pesce in genere e ovviamente dei frutti di mare. La pescheria era gestita dalla famiglia Amoruso. Fu un punto di riferimento per diverse generazioni, quasi tutte le famiglie del circondario si servivano da Giacomino. Non tralasciamo il fatto che pur non essendo una città di mare, Mugnano aveva e ha un mercato ittico ormai consolidato strutturalmente che copre l'intera area di Napoli nord, con una vasta clientela che giunge anche da zone più distanti. Di Pescherie o baccalerie storiche ancora in attività c'è quella di Via Santa Maria di Aniello di "Sesinella 'e Miloccia"; un' altra pure chiuse alcuni anni or sono ed era sita in Via Diaz, di fronte la chiesetta di Santa Maria Assunta.



Un tempo c'era la pescheria,
oggi il panificio Migliaccio (2026)
 
Foto Carmine Cecere 




Testo di Carmine Cecere 
Foto sopra Google Maps 2014