Chiesa di San Biagio Vescovo e Martire. (Parrocchia) San Biagio, protettore della città, venerato dai mugnanesi da secoli; è vissuto nel IV secolo, medico, di origine armena. Fu vescovo della città di Sebaste e in seguito alla sua carcerazione ordinata da Agricolao durante le persecuzioni, guarì miracolosamente un ragazzo che aveva ingoiato una lisca di pesce conficcata nella trachea. Pertanto da sempre è riconosciuto ed invocato contro i malanni della gola. Da piccola chiesetta che era, come si evince da alcuni documenti del 1542, la chiesa di San Biagio (foto sopra), nel corso degli anni è stata ampliata e trasformata, sul finire del Seicento e metà Settecento, fino a renderla come oggi ci appare. Attraverso i secoli la struttura ha subito diverse trasformazioni, di seguito riportiamo una descrizione del 1677 fatta dal Parroco de Fusco, in seguito alle diverse Visite Pastorali, tra cui quelle del Cardinale Giacomo Cantelmo, Carafa, Caracciolo, Gesualdo, Scilla, Spinelli e tanti altri. "La Chiesa parrocchiale di San Biagio, si ritrova fondata nel mezzo di due palazzi... uno di D. Alfonso Filomarino (nipote del Cardinale Ascanio) e l'altro del sig. Spasiano Brancaccio (Vespasiano Brancaccio avvocato, Patriziato napoletano dei seggi Nido e Capuano): et poiché è immemorabile la sua fondazione, come dicono di questo gli abitanti, non si può avere lume del nome e cognome di specifici fondatori, perché dicono che l'Università di detto Casale l'abbia da pietra in pietra fondato. L'unica porta d'ingresso della chiesa è tutta rovinata, e le finestre sono 11; l'altare maggiore è ben ornato con custodia; il vecchio baldacchino di cuoio che pendeva dalla tribuna è stato sostituito da un altro, in seta damascata, bianco e rosso, con frange e bacchette intagliate, tre delle quali sono rivestite d'oro. Nelle vicinanze dell'altare maggiore, dal lato del Vangelo vi è l'altare della B.V. del Rosario sul quale si trova una statua della Vergine, rivestita di un abito rosso, che ha sul capo una corona d'argento e con la mano sinistra sorregge il Bambino Gesù... Lo stesso parroco, nel 1689, ci relaziona sullo stato materiale della chiesa, riportando il peso delle due campane, rispettivamente di q.li 4 e 1,50. Nella stessa relazione fa presente che la fonte battesimale viene spostata a sinistra dell'ingresso e che la statua di San Biagio non e ancora stata restaurata...(.) Gli ingressi laterali furono realizzati nel 1790 come pure la pavimentazione maiolicata. Nel 1908, invece, su richiesta dell’allora parroco don Nicola Cipolletta, ci si collegò alla rete idrica del Serino con un solo rubinetto posto nella vecchia sagrestia e con un prelievo giornaliero di circa cento litri, stipulando un contratto di cinque anni. Nel 1950, l'allora parroco don Nicola Cipolletta curò la pavimentazione di tutta la struttura. Il primo parroco fu Giovanni Fasulo con Bolla di nomina del 19 luglio del 1529. Dei restauri furono effettuati nel 1974, realizzando la nuova sacrestia e un edificio per le varie attività parrocchiali che ancora esiste. Per la ricorrenza del santo, 3 febbraio, accorrono pellegrini da ogni parte e numerosi sono i fedeli che lo venerano. Negli anni scorsi la chiesa veniva addobbata con drappi e panneggiamenti di velluto ed al centro veniva allestito un palco dove musici eseguivano brani sacri. Per un trentennio questo non avveniva più, ma il parroco don Mario bellicose, con la collaborazione di alcuni fedeli riprese in parte la vecchia tradizione; però la lunga fila di fedeli intenti a farsi ungere la gola è sempre uguale. Nel 2008 con i fondi comunali, gli oboli dei fedeli di San Biagio e il supporto della Sovrintendenza ai Beni Culturali iniziò il restauro degli storici dipinti su tela, posti sull’altare maggiore e su i due altari laterali, nonché quello sul soffitto della chiesa. La prima fu quella della “Madonna con Bambino e anime purganti”, posta sul transetto a destra dell’altare maggiore, avente misure 300x250 cm ed è dipinta ad olio, d’autore anonimo. La seconda tela riguarda la “Madonna del Rosario”, anch’essa dipinta ad olio da ignoto, avente misure complessive cm 300x400. Seguì poi quello de “Il martirio e gloria di San Biagio” le cui misure sono di cm 400x200, posta sulla volta della navata centrale. L’unica tela ad aver in calce la firma dell’autore è la “Presentazione di Maria al tempio” di un tal C. Fattirusco, datata 1707. È probabile, invece, che sia Giuseppe Fattorusso, nato a Napoli sul finire del XVII secolo, pittore barocco della scuola napoletana e allievo di Andrea Vaccaro. Restauro il cui progettista e direttore dei lavori fu l'arch. Giovanni Di Sarno, con la lodevole esecuzione della dott.ssa Michela Acquaro di Pietravairano. Nel 2010, invece, è la volta della lucidatura della pavimentazione; mentre nel settembre del 2014, per la caduta di pietre, il campanile di San Biagio viene avvolto da una rete per evitare pericolo alla pubblica incolumità; ma molte sono le perplessità sul recupero della struttura, visto che versa in degradanti condizioni. I lavori di ristrutturazione sono iniziati nel settembre 2020 e per la prima volta è stato completamente intonacato dopo 245 anni dalla sua realizzazione o presunta tale avvenuta nel 1777. Sono seguiti, poi, i lavori degli interni e dell'esterno ultimati nel giugno del 2022 degli uffici parrocchiali, della facciata ultimata nel 2021 e nel novembre 2022 è stato restaurato il vestibolo, al quale sono stati sostituiti i pannelli delle porte con vetri tipo cattedrali. Dopo circa 320 anni, nel dicembre 2022, le due colonne dell'antica chiesetta o del ciborio poste presso il presbiterio sono state rimosse con l'autorizzazione della Sovrintendenza e collocate negli angoli all'inizio della navata centrale. Nel gennaio 2023, il presbiterio viene arricchito di sedili in legno per i ministranti e trono per l'officiante.
 |
| I restauri del campanile eseguiti nel 2020 |
 |
Restauro Vestibolo effettuato nel novembre 2022. Opera dell'artigiano Migliaccio Sabatino. |
 |
Colonne ricollocate nel 2022
|
 |
| Opera artigianale di Migliaccio Sabatino 2023 |
 |
| Anno 2010, lucidatura pavimento |
 |
| San Biagio 2026 - Foto GI.RA news |

Ritiro e Chiesa del Carmine. Suor Angela Maria Pignatelli acquistò i locali per farne una casa per orfanelle e il 17 giugno del 1818 fu fondato il Ritiro del Carmine. Nel 1835 la comunità era composta da 36 suore guidate dalla Superiora Suor Maria Luisa Cirino e la sua Vicaria Suor Maria Felice Chianese. La chiesa dedicata alla Madonna del Carmine fu eretta nel 1860 come si evince dalla lapide a destra dell'ingresso e inaugurata con solenne cerimonia da Mons. Vincenzo Taglialatela, Arcivescovo di Siponto, nel 1861; il primo curatore della chiesa fu don Vincenzo Orlando. Nel 1937, a seguito della mancanza di vocazioni, il ritiro fu ceduto alle suore Discepole di Gesù Eucaristico guidato da Suor Maria Rosaria Fornari. Nel 1940 ebbe inizio la scuola Elementare con regolare autorizzazione da parte del Provveditorato agli Studi nel 1944, dopodiché nel 1946 si diede inizio anche alla scuola Media femminile. Nel 1981, in seguito agli eventi sismici del 1980, furono eseguiti lavori di ristrutturazione e di consolidamento riguardanti la chiesa; l'altare maggiore fu abolito e i marmi furono usati per il nuovo, i rimanenti furono incastonati nel nuovo tabernacolo. Il Capasso nel suo "Mugnano e Carpignano", ci racconta delle famose sfogliatelle del Ritiro le quali furono presentate finanche alla mensa dei reali di Francia e di Fabrizio Corbera detto il Gattopardo. La Congregazione delle Discepole di Gesù Eucaristico abbandona il convento e Mugnano, ufficialmente, l'1 settembre del 2003; ancora una volta per mancanza di vocazioni. (Nella foto sopra don Eugenio Caianiello nel cortile del Ritiro attorniato da fedeli).
 |
| Suor Arcangela (guardiana) 1937 |
 |
Suor Maria Rosaria Fornari Prima superiora delle SDGE |
 |
Suor Rosalia e le sue alunne
|
 |
| Cucina a legna |
 |
Processione Madonna del Carmine Anno 1967
|
 |
Il card. Ascalesi in visita Pastorale presso il Ritiro |
 |
| Settimanale "Provincia Oggi" 2008 |
 |
| Settimanale "Provincia Oggi" 2006 |
Chiesa di San Lorenzo. Fu costruita dalla famiglia Flauto proveniente da Napoli nel 1708 e venne eretta con diritto patronale di cui fu beneficiario il figlio Giuseppe, al quale successe Domenico Flauto. Curarono la cappella: don Tommaso Taglialatela nel 1819 e nel 1881 don Giosuè de Magistris. Da una relazione evince che nel 1902, la cappella era chiusa e in totale stato di abbandono. Negli anni '80 la chiesetta, su iniziativa dell'irlandese Corrado Walher, un religioso laico che si stabilì a Mugnano, fu completamente ristrutturata; perdendo, purtroppo, l'aspetto decoroso auspicato dal Gargiulo. Per circa un decennio la chiesetta è stata sede del Movimento Biblico Cattolico, alla cui guida, tutt'oggi, vi è Gennaro Strazzulli il quale, nel 2015, insieme a tutti gli altri membri, dovette abbanodonare la chiesetta su perentoria richiesta del proprietario Biagio di Stazio; trasferendosi presso quella di San Giovanni a Carpignano.
 |
Corrado Whaler si occupava Della chiesa di san Lorenzo |

Chiesa e Convento del Sacro Cuore. Nel 1867, Don Vincenzo Orlando acquistò «un vasto comprensorio con giardino» dal Principe di Canosa, con l'idea di fondare a Mugnano il ritiro dei Sacratissimi Cuori. Successivamente agli acquisti dei luoghi, il religioso si adoperò alla ristrutturazione dei locali, per permettere a sei religiose, nel 1873, l'inizio della tanto sospirata comunità. Prima della morte del zelante sacerdote, avvenuta il 4 agosto del 1884, l'opera fu affidata a Suor Maria Pia Brando, la quale fece ristrutturare il ritiro e completare la chiesa che fu terminata nel 1888. Maria Pia Brando nacque a Napoli il 3 giugno 1851 da Giovan Giuseppe e da Concetta Marrazzo. L'ambiente familiare, in cui trascorse l'infanzia e l'adolescenza, la spinsero alla ricerca di una maggiore perfezione nello stato religioso. Il 23 maggio 1870 si ritirò nel Monastero delle Fiorentine all'Arco Mirelli, dove emise la professione dei voti solenni. Nel maggio 1878, per la malferma salute, fu costretta a ritornare in famiglia, con la possibilità di rientrare solo a brevi intervalli nel Monastero. Intanto andava maturando in lei il desiderio di intraprendere un nuovo cammino, rimanendo sempre nella vita religiosa. Nel 1881 venne indirizzata a Mugnano dal Vicario Generale, Mons. Giuseppe Carbonelli; di complessione esile, ma forte di carattere e di volontà, la Brando riuscì col tempo a suscitare nuovo slancio e a farsi animatrice di un nuovo indirizzo spirituale. Le fu così possibile riunire intorno a sé un buon numero di consorelle, che presero il titolo di Suore Francescane del S. Cuore di Gesù. Fece ampliare l'orfanotrofio e costruire la chiesa in onore del S. Cuore, di cui essa stessa ideò e fece eseguire una bellissima statua. Nel 1904 fece domanda all'Amministrazione comunale per una condotta d'acqua potabile, come evince dalla seduta consiliare n° 126, nelle foto a margine. Per le crescenti necessità si rese pellegrina questuante in mezzo a difficoltà, privazioni e sacrifici enormi. Si spense placidamente, come una lucerna, all'estremo delle sue risorse fisiche, la sera del 27 agosto 1916. Compianta da tutti in paese, fu chiamata la " Monacella Santa ". La devozione popolare ottenne in seguito che la sua salma fosse tumulata nella chiesa del S. Cuore, dove riposa dal 14 aprile del 1929. Padre spirituale del convento fu per diversi anni don Eugenio Caianiello. (Nella foto la chiesa con innanzi i membri dell'associazione in una foto degli anni 30/40).
 |
| Una antica foto dell'orfanotrofio |
 |
| Don Eugenio Caianiello |

Chiesa di San Alfonso e San Luigi. Il sito dove oggi vi è la parrocchia dei SS. Alfonso e Luigi fu deciso dal Cardinale Corrado Ursi, con decreto del 4 giugno 1970. L'appezzamento di terreno era un beneficio parrocchiale di San Castrese in Marano; già durante i lavori della nuova chiesa fu data nomina come primo parroco al Rev. Don Andrea Cipolletta, scomparso nel 2001. La vasta struttura, la cui forma vuole rappresentare una nave in cammino, è composta dalla casa canonica, la sala teatro, e due sale per riunioni e attrezzature sportive, tra cui un campo di bocce e campo di basket. La prima messa fu celebrata la notte di Natale nel 1972 e il 7 dicembre del 1974 fu consacrata dal Cardinale Ursi. L'attuale parroco è don Luigi Bosso. Negli anni 2000 furono realizzate delle modifiche come si puo vedere nella foto allegata; ovvero si effettuarono delle aperture a mo di finestre formando una croce, con lo scopo di illuminare con la luce naturale l'altare rispetto al progetto originario nel quale non vi erano finestre. I progettisti che la realizzarono furono: Arch. Prof. Giulio De Luca; Arch. Dott. Gaetano Borrelli. Direttore dei lavori Ing. Mario Origo. Impresa, Fontanella Nicola.
 |
Inaugurazione del Centro Sportivo SS. Alfonso e Luigi |
 |
Bocciofila della parrocchia SS. Alfonso e Luigi
|
 |
| Il teatro |
Chiesa San Nunzio Sulprizio. Edificata nel quartiere San Lorenzo, voluta da don Vincenzo Imperatore e dal suo successore Padre Thomas Rezmopoluch. La prima pietra fu posta il 30 settembre del 2007, alla cui cerimonia prese parte S.E. Rev.ma P. Filippo Iannone Vescovo Ausiliare di Napoli, con la presenza dell'autorità cittadine, il Sindaco Palumbo e i fedeli accorsi festanti. Ultimata due anni dopo circa, il complesso religioso si compone di un'unica e ampia navata, con annessi locali, casa canonica e teatro. In prossimità dell'ingresso vi è il campanile le cui campane sono automatizzate. Il parroco attuale è don Pasquale Marono.
 |
| clicca per ingrandire la foto |
Nessun commento:
Posta un commento