venerdì 3 aprile 2026

Mugnano, la mitica pizzeria "Don Lucio"

Gli anni settanta hanno segnato la mia giovinezza e quella di tanti miei coetanei. A quei tempi c'erano zero luoghi di aggregazione eccezion fatta dell'esistenza dell'unica pizzeria, dove giovani e persone adulte si ritrovavano. Il giorno in cui affollavamo la pizzeria di "Don Lucio" era il sabato. La margherita o la marinara era d'obbligo e in quei locali affumicati si faceva esperienza di vita guardando i grandi fumare e bere a più non posso. In quel locale accade pure un raccapricciante fatto di cronaca che non sto qui a raccontare, giacché mi preme fare un passaggio sui proprietari i quali li ho sempre apprezzati per la loro pazienza nei confronti di noi giovani scatenati. Anche se capitava spesso che qualcuno di noi veniva accompagnato per le orecchie fuori dalla porta per l'estremo comportamento nei riguardi degli altri. Il locale aveva due entrate: una dalla corte del palazzo De Magistris, a fianco il cinema "Cellariello", l'altra da viale De Magistris, come si vede dalla foto sopra (scattata nel 2026) che di allora resta ben poco. Un giorno pensando a quel periodo mi venne di scrivere dei versi che rispecchiano quanto qui raccontato e vissuto. Passarono degli anni e in quei locali si trasferí l'Ufficio Postale, anni dopo, invece, il Banco di Napoli. Ora c'è un bar sportivo. 

‘A pizzeria ‘e don Lucio 
di Carmine Cecere 

Addò sta ‘o Bbanco ‘e Napule 
ce steve ‘a pizzeria ‘e don Lucio, 
e quanno se puteva , ‘o sabbato, 
a tarda sera, ce se jeve a cunsulà. 

Che prufume, 
che sapure, 
che specialità. 
 
Nuje guagliuncielli, attuorne e tavule, 
ce attiggiavemo a ffà ll’uommene 
‘nmieze all’uommene fatti ‘a vvino, 
‘nmieze ‘e ghiastemme ‘je resate. 

‘A primma sigaretta, 
e primme cumpagnielli, 
‘a vita accumminciava.



Testo e foto di Carmine Cecere 

giovedì 2 aprile 2026

Mugnano, Piazza Dante: edicola de "La Pietà" strafalcione storico

Nel 2012 l'edicola votiva posta sulle mura di palazzo Capece-Latro in Piazza Dante ('nmiezo 'o llario) subì un necessario restauro, giacché l'immagine stava del tutto sparendo. Ad eseguire l'opera fu il maestro Troncone che con doviziosa abnegazione riprese in grandi linee quello che vi era prima. Fin qui niente da recriminare se non l'affissione della lapide sottostante che non c'entrava affatto nulla con l'edicola de "La Pietà", poiché il marmo inciso fu sottratto dalla chiesetta di Santa Maria Assunta. La trascrizione del latino racconta del restauro della cappella di Santa Maria Assunta (SS. Virgini Assumtae) a seguito di eventi temporaleschi, nonché degrado della struttura (Quindici anni fa, la vecchia casa crollò sotto la forza del vento e rimase a lungo in rovina, ridotta a mura. I cittadini furono infine risvegliati dall'amore per la loro amata... Parte iniziale del testo in latino). Altro strafalcione è la modifica della data apportata a margine della lapide cui è evidente la data originale 1815, con la modifica sovrastante (clicca sulla foto per ingrandirla). Quindi la chiesa di Santa Maria fu oggetto del crollo del tetto a seguito di un temporale avvenuto nel 1800 e nel 1815 la cappella fu inaugurata dopo i lavori apportati, pertanto la lapide in questione riguarda Santa Maria e non l'edicola in piazza Dante. Tuttavia una cosa buona è stata fatta ed è quella che alla fine questa lapide non ha corso il pericolo di essere persa. Tengo a precisare che quanto qui riportato lo feci già presente al restauratore, poi la cosa, come si dice dalle nostre parti, è finita a tarallucci e vino. Comunque siamo grati sia all'artista sia all'Amministrazione comunale del recupero di questa edicola votiva, ce ne vorrebbero altri, considerato quante ancora di queste versano in condizioni deplorevoli.

La lapide sottostante l'edicola votiva


Testi e foto di Carmine Cecere 

Mugnano, il personaggio: donna Margherita Capasso

Donna e madre esemplare. Accogliente con tutti, di una dolcezza disarmante. Il figlio Gennaro, mio caro amico, mi raccontava che da giovane era la più bella donna di Mugnano. Qui nella foto la vediamo con il marito Andrea. Ogni qualvolta mi trovavo ad andare a casa sua era di un'accoglienza benevola, sempre sorridente e partecipe a ciò che raccontavamo. Madre di sette figli, cresciuti tutti nel sacro amore di un tempo. Ricordo come se fosse ora che le piaceva la battuta divertente e con me era sempre cordiale e per questo la porterò nel cuore sempre. Lasciò questa terra all'inizio degli anni 2000.


Foto di Gennaro Strazzulli
Testi di Carmine Cecere 

mercoledì 1 aprile 2026

Il popolo contro tutte le discariche

Sono appena trascorsi 14 anni da quando il mondo civile di Napoli nord è quello dell'agro aversano intraprese una dura battaglia contro tutte le discariche dei rifiuti ma in special modo quella del Tirone a Marano di Torre Caracciolo e altre. La sensibilità a questo annoso problema fece alzare diverse barriere affinché in quei giorni i camion che sversavano ogni fetenzia si fermassero, giacché l'aria era ormai diventata torbida e irrespirabile. Ci furono campi di battaglia e politici contro politici, ma la novità fu quella della rivolta civile. Un numero incalcolabile di Associazioni e liberi cittadini combatterono sotto la stessa bandiera, quella della legalità, contro l'assillante problema dei rifiuti che per un decennio o forse più, aveva sottratto verde e qualità della vita, e che nessuno riusciva a risolvere. Le nostre strade erano ormai colme di sacchetti e puntualmente, al calar della sera, c'erano incendi in ogni dove. Una guerra che vide sul campo la continua lotta dei vigili del fuoco. Nel casertano per esempio si registravano centinaia di incendi al giorno, senza calcolare quelli di Napoli e provincia. Passavano mesi e anche le tavole rotonde, ma il problema sembrava non avesse via d'uscita, ed ecco che la gente a dimostrare per strada il proprio assoluto dissenso. Sul sagrato di san Biagio ci fu un incontro dei sindaci di Napoli nord i quali uniti decisero insieme di contestare l'immobilismo regionale. Trascorsero i giorni ed arrivarono quelli in cui furono rimosse le barricate di Vallesana, la Regione si attrezzò come ormai tutti sanno, lo sversamento selvaggio fu interrotto, i comuni si diedero da fare con la raccolta differenziata e finora sembra che proceda tutto alquanto nella norma, forse.


Foto di Maria Sarracino
Testo di Carmine Cecere