giovedì 28 maggio 2026

Mugnano, un giorno del 1985

In questa foto vediamo una Piazza Municipio alquanto luminosa e le persone hanno vestiti estivi. Pertanto, l'assembramento, che è evidente, non riguarda né la festa di san Biagio né quella del Sacro Cuore. Forse il motivo è politico o forse altra cosa. Alcuni personaggi presenti sono di mia conoscenza, ma i nomi purtroppo proprio non li ricordo. Sullo sfondo si vede il circolo dei cacciatori che oggi non esiste più, una bacheca su cui si affiggevano, come si vede, le locandine dei film del cinema Barone di Melito, e nella fattispecie c'è la pubblicità di un film di Cuck Norris: Invasion U.S.A. Più a destra il negozio di frutta e ortaggi di Enzo Moretti, appossianato di canto e di pallone il quale pubblicò un disco con un brano dedicato al Napoli. Sul lato sinistro, verso l'allora bar Liccardi, si nota un Ape 50 di colore azzurro, simile a quella del caro Schiuppetiello il quale imperava per le strade di Mugnano le domeniche all'ora di pranzo. Ogni famiglia non si sottraeva all'acquisto di ciciole varie purché fossero quelle di Schiuppetiello, all'anagrafe Salvatore Cipolletta. Nel centro della folla noto la mamma di Mimmo Betunio e un'altra signora di cui non ricordo più il nome anche se abitava vicino casa mia. Un po' più su a sinistra è chiara la persona del maresciallo dei carabinieri di quegli anni, Antonio Caruso.


Testo e foto di Carmine Cecere 


Mugnano, 'a merceria 'e Santulella

Un premio alla carriera, con i suoi cinquant'anni e passa di esistenza, andrebbe di sicuro al negozio 'e Santulella ubicato in Via Manzoni. Un piccolo locale nel quale si vendono articoli di merceria. Aperto negli anni settanta e per decenni ha soddisfatto le richieste di una vasta clientela e tutt'oggi ancora lo fa. La piccola donna, anziana negli anni, quando io la conobbi, si dava da fare con modi aggraziati nei riguardi di una clientela esigente. Ormai è tanto che il Signore l'ha chiamata a sé. In quel piccolo locale c'era di tutto e ancora ci trovi l'impossibile. Dopo il lungo periodo di gestione di Gianni Lucci, oggi è condotto da Antonella, una giovane donna anch'essa gentile e pimpante. Un altro negozio simile si trovava in Via Santa Maria, precisamente 'a reto 'e vecule, ed era conosciutissimo, rispondeva alla denominazione popolare di "Gigino 'e 'Rabbiela" vi andava a comprare anche gente da fuori Mugnano, con la scomparsa dei titolari è finito tutto ed il negozio è chiuso ormai da tanto.


Testo e foto (2026) di Carmine Cecere 

mercoledì 27 maggio 2026

Mugnano, origini contadine

Le origini di Mugnano sono prevalentemente contadine, nell' antichità il sostentamento si traeva esclusivamente dal lavoro della terra. Un gran numero di cittadini erano braccianti agricoli, nei documenti del Comune si legge Bracciale, poi vi erano altri artigiani. Il piccolo villaggio di Munnianum era circondato da ettari ed ettari di terra coltivata a frutteto, vitigni e ortaggi, nonché di frumento e canapa. Per Mugnano si girava esclusivamente con carri su i quali si trasportava il raccolto e le attrezzature per lavorare la terra. Attrezzature rudimentali ma efficaci con le quali si esercitava tutto il sapere per fare sì che la natura desse quanto lavorato. Si usciva presto la mattina per ritornare a casa la sera, dopo una estenuante giornata di lavoro. Certo a mezzodì non mancava mai la sana colazione portata da casa e fatta con i resti della sera precedente. Allora, anche i bambini aiutavano i genitori a gestire il piccolo o grande appezzamento preso in affitto dai tanti feudatari del tempo, tutti lavoravano per lo stesso intento, con sudore e sacrifici. Nella foto sopra, nostri concittadini mentre effettuano la potatura di meli. Da mattina a sera sali e scendi dai treppiedi e taglia e ammanca affinché le piante avrebbero poi risposto positivamente a tutto l'amore messo, dando i migliori frutti che da esse si chiedeva.


Testo di Carmine Cecere 

Mugnano, il chiosco di Nanuccia

"Nanuccia deve 'a voce e 'o popolo veveva". Mi piace questa immagine anche se non è veritiera, almeno credo. Nanuccia che reclamizza i suoi prodotti freschi per dissetare quanti si trovavano in piazza. Il chiosco era situato di fronte la Casa comunale negli anni sessanta/settanta a fianco dove oggi c'è l'associazione del Sacro Cuore. Le granite, lo sciroppo di mandorle e l'acqua sulfurea di Telese, quella che aveva un gusto a dir poco puzzolente ma era curativa e fu l'unica cosa che provai al chiosco di Nanuccia. Il tempo trascorre e le cose cambiano inevitabilmente. In Piazza Municipio sono cambiati diversi negozi, hanno aperto e chiuso anche in poco tempo, alcuni sono però secolari, specialmente l'associazione di San Luigi Gonzaga. E purtroppo anche il chiosco sparì. Nanuccia, all'anagrafe Anna Iacolare, non fu più la bella acquafrescaia del centro cittadino, ma divenne la pescivendola di Via Napoli con l'aiuto dei figli e dopo qualche decennio chiuse anche la pescheria. Nella foto sopra una giovane Nanuccia nel chiosco di Piazza Municipio.


Testo di Carmine Cecere