"Oggi il nostro paese perde un volto che, nel bene e nel male, ha fatto parte della sua storia. Lo ricordo da bambino, quando andavo a fare la spesa per conto di mia madre nella sua salumeria in piazza. Per tanti anni quel negozio non è stato soltanto un'attività commerciale, ma un punto di riferimento, un luogo di incontro, una piccola istituzione conosciuta e frequentata anche da persone provenienti dai paesi vicini.
Aveva un carattere forte, a volte burbero, facilmente irascibile. Non era il tipo che cercava di piacere a tutti. Ma era una persona autentica, sincera e onesta. Uno di quelli che ti dicevano ciò che pensavano senza filtri. E chi ha avuto la fortuna di incontrarlo nelle giornate giuste sa bene che sapeva essere anche goliardico, spiritoso e capace di regalare una risata.
Come molti commercianti della sua generazione, ha visto cambiare il mondo intorno a sé. Ha assistito all'arrivo della grande distribuzione e alla trasformazione delle abitudini delle persone, pagando il prezzo di un'epoca che si chiudeva. Ma ancora prima di queste difficoltà, dovette sopportare una delle ferite più dolorose: la cattiveria gratuita di chi aveva aiutato. Per anni aveva dato fiducia e opportunità a persone che forse altrove non ne avrebbero trovate. Lo fece in buona fede, con la convinzione che tendere una mano fosse la cosa giusta da fare. Non sempre quella fiducia fu ricambiata.
Oggi, al di là dei difetti che ogni uomo porta con sé, voglio ricordarlo per ciò che era: una persona vera. Di quelle che non si costruiscono un personaggio, che non indossano maschere e che lasciano un segno nella memoria di una comunità.
Alla sua famiglia va il mio pensiero più sincero e le mie condoglianze.
Riposa in pace Ciccio".
Testo di Francesco Imperatore
Foto di Carmine Cecere




