sabato 16 maggio 2026

Mugnano, storia di una lite tra fratelli

Le tante voci mugnanesi di un tempo raccontavano che in Via Diaz, nell'antichità Via Majo, salendo la strada, sulla destra, sono attigui due immobili di due fratelli acerrimi nemici di cui non conosciamo i nominativi né tantomeno nello specifico sappiamo dei motivi della lite che li portò fino ad odiarsi. Alla parete di uno dei due palazzi vi è affissa una targa in marmo che recita: "Al mondo mal non è senza rimedio" frase che però non spiega l'alterco, anche se la risposta dell'altro ci fa intuire qualcosa e forse ci porta ad una risposta e magari riflettendoci un po' a darci il perché dell'odio che provassero i due reciprocamente. Al muro dell'immobile successivo fu realizzata un'edicola votiva dedicata alla Madonna della Salute con sotto la dedica o ancora meglio la risposta al fratello contrastato: Questa è la vera medicina. Tutto accadeva probabilmente nel 1838, come recita la targa al margine dell'edicola votiva.

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Testo e foto di Carmine Cecere 

Mugnano, la torrefazione Cante

Le nuove attività commerciali si succedono a tante che hanno fatto la storia in questo settore qui a Mugnano. Tanti sono stati gli esercizi aperti con entusiasmo e poi dopo neanche un decennio sono stati costretti a chiudere da Via Napoli fin giù le arterie che confinano una con Giugliano e l'altra con Melito, passando per il centro storico e le altre piccole viuzze cui è composta la città. Facendo un escursione per il cuore del paese sono copiose le serrande abbassate già da tempo immemore rispetto alle poche che riaprono i battenti con nuovi generi. Ogni attività ha un proprio percorso, una propria storia e un momento storico particolare. Intraprendere la strada del terziario non è cosa facile in una realtà composta da appena 35.000 abitanti, giacché le spese a volte superano gli introiti e il commerciante di turno è costretto in definitiva ad abbassare la serranda oppure a reinventarsi, e nonostante ciò non sempre si riesce a risolvere quanto si voleva raggiungere. A proposito di commercio, nella foto sopra Via Diaz, dove oggi c'è la friggitoria come si vede, vi era, negli anni settanta, la torrefazione Cante, presente sul territorio diversi decenni, poi, come abbiamo raccontato sopra, un bel giorno serrò per sempre le porte e la città perse un prodotto di qualità e un personaggio squisito.


Testo e foto di Carmine Cecere 

Mugnano, luoghi dell'adolescenza

I luoghi dell'adolescenza segnano la vita di chiunque, un mondo che hai vissuto e che ti resta nell'anima: persone, cose e posti che si è frequentati. Nella presente foto sono tre i luoghi che ho frequentato in questo stabile di Via Mugnano-Melito. Nel locale terraneo, il primo da destra vi era la ferramenta di Pasquale che alla vendita si alternava con la sua consorte. Mio padre mi mandava a comprare oggetti come viti, chiodi, vernici e altre cose. Nel secondo locale da sinistra, negli anni settanta, mio padre aveva una piccola sala in cui vi erano biliardini e flipper che gestiva per conto terzi. Quando uscivo da scuola, con la scusa che andassi ad aiutare il mio vecchio, ero sempre lì a giocare e a mangiare gelati, sì, perché si vendevano pure gelati. Il terzo luogo che frequentai è l'appartamento al secondo piano in cui abitava un mio caro e ormai vecchio amico con cui ancora mi frequento. Di pomeriggio, quando tornava da scuola, mi recavo da lui per trascorrere insieme la serata suonando la chitarra e comporre canzoni che suonavamo nella nostra comunità. Uno dei momenti indimenticabili vissuti a casa sua fu quando insieme a tutti i suoi parenti e con altri amici assistemmo alla finale mondiale di calcio del 1982. Scesi per strada, poi, andammo a festeggiare.


Testo e foto di Carmine Cecere 


martedì 12 maggio 2026

Mugnano, luoghi di un tempo: Parco Padre Pio

Da qualche decennio Parco Padre Pio (San Pio), negli anni settanta 'E palazzine 'e Via Napoli. Questo complesso abitativo si presentava logoro in tutti i suoi isolati, il cancello d'ingresso non c'era, le mura della recinzione erano fatiscenti, né tantomeno vi era la ringhiera. Di sicuro, e ricordo bene, c'era un fazzoletto di terra dove noi piccoli, affamati di pallone, giocavamo da mattina a sera, fin quando qualche condomino non veniva a sollecitare di sloggiare per il baccano che facevamo. Noi che abitavamo sul Ritiro, per raggiungere Via Napoli, attraversavamo un muro nel quale vi era una spaccatura che ci permetteva di passare dall'altra parte superando le palazzine e sbucando sulla strada principale del paese. All'epoca, proprio all'uscita delle palazzine, vi era la pompa di benzina della Esso di cui purtroppo non ricordo più i nomi dei proprietari. Ora, invece, le palazzine hanno tutto un altro aspetto, finanche i viali sono decorosi con la copertura di asfalto. Non entrano più estranei, i quali eravamo noi, e i plessi ristrutturati hanno dato all'insieme tutta un'altra immagine, oserei dire lussuosa. Ora il complesso si presenta in splendida forma e i condomini che un tempo erano giovani sono ormai quasi tutti attempati e di sicuro a questo luogo sono alquanto legati.


Testo e foto di Carmine Cecere