Testi e foto di Carmine Cecere
MugnanoStoria
Documenti e foto storiche di Mugnano di Napoli
giovedì 2 aprile 2026
Mugnano, Piazza Dante: edicola de "La Pietà" strafalcione storico
Nel 2012 l'edicola votiva posta sulle mura di palazzo Capece-Latro in Piazza Dante ('nmiezo 'o llario) subì un necessario restauro, giacché l'immagine stava del tutto sparendo. Ad eseguire l'opera fu il maestro Troncone che con doviziosa abnegazione riprese in grandi linee quello che vi era prima. Fin qui niente da recriminare se non l'affissione della lapide sottostante che non c'entrava affatto nulla con l'edicola de "La Pietà", poiché il marmo inciso fu sottratto dalla chiesetta di Santa Maria Assunta. La trascrizione del latino racconta del restauro della cappella di Santa Maria Assunta (SS. Virgini Assumtae) a seguito di eventi temporaleschi, nonché degrado della struttura (Quindici anni fa, la vecchia casa crollò sotto la forza del vento e rimase a lungo in rovina, ridotta a mura. I cittadini furono infine risvegliati dall'amore per la loro amata. Parte iniziale del testo in latino). Altro strafalcione è la modifica della data a margine della lapide cui è evidente la data originale con la modifica sovrastante (clicca sulla foto per ingrandirla). Tuttavia una cosa buona è stata fatta ed è quella che alla fine questa lapide non ha corso il pericolo di essere persa. Tengo a precisare che quanto qui riportato lo feci già presente al restauratore, poi la cosa, come si dice dalle nostre parti, è finita a tarallucci e vino. Comunque siamo grati sia all'artista sia all' Amministrazione comunale del recupero di questa edicola votiva, ce ne vorrebbero altri, considerato quante ancora di queste versano in condizioni deplorevoli.
Mugnano, il personaggio: donna Margherita Capasso
Donna e madre esemplare. Accogliente con tutti, di una dolcezza disarmante. Il figlio Gennaro, mio caro amico, mi raccontava che da giovane era la più bella donna di Mugnano. Qui nella foto la vediamo con il marito Andrea. Ogni qualvolta mi trovavo ad andare a casa sua era di un'accoglienza benevola, sempre sorridente e partecipe a ciò che raccontavamo. Madre di sette figli, cresciuti tutti nel sacro amore di un tempo. Ricordo come se fosse ora che le piaceva la battuta divertente e con me era sempre cordiale e per questo la porterò nel cuore sempre. Lasciò questa terra all'inizio degli anni 2000.
Foto di Gennaro Strazzulli
Testi di Carmine Cecere
mercoledì 1 aprile 2026
Il popolo contro tutte le discariche
Sono appena trascorsi 14 anni da quando il mondo civile di Napoli nord è quello dell'agro aversano intraprese una dura battaglia contro tutte le discariche dei rifiuti ma in special modo quella del Tirone a Marano di Torre Caracciolo e altre. La sensibilità a questo annoso problema fece alzare diverse barriere affinché in quei giorni i camion che sversavano ogni fetenzia si fermassero, giacché l'aria era ormai diventata torbida e irrespirabile. Ci furono campi di battaglia e politici contro politici, ma la novità fu quella della rivolta civile. Un numero incalcolabile di Associazioni e liberi cittadini combatterono sotto la stessa bandiera, quella della legalità, contro l'assillante problema dei rifiuti che per un decennio o forse più, aveva sottratto verde e qualità della vita, e che nessuno riusciva a risolvere. Le nostre strade erano ormai colme di sacchetti e puntualmente, al calar della sera, c'erano incendi in ogni dove. Una guerra che vide sul campo la continua lotta dei vigili del fuoco. Nel casertano per esempio si registravano centinaia di incendi al giorno, senza calcolare quelli di Napoli e provincia. Passavano mesi e anche le tavole rotonde, ma il problema sembrava non avesse via d'uscita, ed ecco che la gente a dimostrare per strada il proprio assoluto dissenso. Sul sagrato di san Biagio ci fu un incontro dei sindaci di Napoli nord i quali uniti decisero insieme di contestare l'immobilismo regionale. Trascorsero i giorni ed arrivarono quelli in cui furono rimosse le barricate di Vallesana, la Regione si attrezzò come ormai tutti sanno, lo sversamento selvaggio fu interrotto, i comuni si diedero da fare con la raccolta differenziata e finora sembra che proceda tutto alquanto nella norma, forse.
Foto di Maria Sarracino
Testo di Carmine Cecere
martedì 31 marzo 2026
Un autolavaggio e un'armeria divennero locali parrocchiali
Un'armeria e un autolavaggio diventano locali della parrocchia, quando sul finire degli anni novanta del secolo scorso l'allora parroco don Mario Bellicose riesce ad acquisire le due attigue strutture. Locali necessari per le attività parrocchiali e soprattutto far sì che l'autolavaggio di Michele sloggiasse in quanto troppo vicino all'ingresso della sagrestia. Quante volte ho portato a lavare la mia prima autovettura, la mitica cinquecento, di colore rosso. L'esercizio era indiscussamente frequentato da quasi tutti i mugnanesi, avere un esercizio del genere sotto casa era una comodità per molti di noi, non di certo per chi frequentava la parrocchia, giacché il movimento di auto era notevole e a volte poteva essere anche pericoloso. Nel primo locale che si vede nella foto sulla destra vi era l'armeria dei Loira che chiuse i battenti prima dell'autolavaggio. I proprietari decisero di vendere e padre Mario li acquistò entrambi. La comunità parrocchiale cresceva e quei locali furono necessari, vi fu poi ubicata la Caritas, ma si svolgevano tante altre attività, anche ludiche e non solo religiose. E fu così che la storica armeria dei Loira e l'autolavaggio da tutti detto da Michele, sparirono per sempre.
Foto dei locali Caritas dove un tempo vi erano l'autolavaggio e l'armeria.
Testi di Carmine Cecere
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