giovedì 4 giugno 2026

Mugnano, il personaggio: Biagio Migliaccio

Io me lo ricordo così, mai visto in abiti civili. Sotto quella divisa di certo c'era un'uomo che pochi hanno conosciuto, per noi ragazzi di Via Napoli, invece, era 'o suldato. Trasmetteva una tale austerità in quella palandrana che sembrava di gesso e quel petto appesantito da un numero imprecisato di medaglie, segno di riconoscimenti per chissà quali battaglie combattute di cui sarebbe interessante conoscere. Biagio Migliaccio, mugnanese di generazioni, era equiparato ai caduti di guerra, Capitano e Maggiore in ruolo d'onore. Fratello del salumiere detto Ciccio 'o russo e Ottaviano della macelleria in Piazza Dante. Si narra che il Capitano fu ferito gravemente alle gambe durante una battaglia non ben specificata, pertanto deambulava con l'aiuto di un bastone. Il militare era zio di Franco il tabaccaio, in quanto fratello del padre Nicola, il quale ha promesso che appena sarà possibile ci onorerà di qualche ricordo dello zio per farcelo conoscere meglio. Intanto, lo ricordiamo uscire dal palazzo di Via Napoli, dove appunto Franco ha il suo esercizio, fiero della divisa che indossava e ciò che rappresentava e ha rappresentato la sua vita segnata dal lavoro al servizio della patria.

Segue quanto ci racconta il figlio Giacomo.

Buongiorno Carmine, ti ringrazio per questo bel ricordo di mio padre: dal tuo articolo traspare, tra le altre cose, la nostalgia per un mondo semplice, fatto di persone vere, che non c’è più e che sempre più ci manca; non prendertela a male, però, se ti correggo alcune inesattezze: papà riporto’ una lesione al midollo spinale dopo essere stato sbalzato in aria dall’esplosione di una bomba durante il bombardamento dell’aeroporto militare di Eleusis (Grecia) da parte degli alleati anglo-americani del 28 settembre 1943: come altri suoi commilitoni era stato fatto prigioniero dagli ex alleati tedeschi, che in barba alle convenzioni internazionali impiegavano i prigionieri nei compiti più rischiosi. Dopo un breve ricovero all’ospedale di Atene fu deportato in Germania e per i due lunghi anni che seguirono la sua famiglia non ne seppe nulla; dopo sofferenze e vicissitudini d’ogni genere arrivò a casa, dove già lo davano per morto, il 17 giugno 1945. Nonostante la sua infermità riuscì negli anni successivi a costruirsi una solida posizione economica e, soprattutto, una famiglia. Non girava sempre in divisa: la indossava solo in alcune manifestazioni pubbliche; i gradi , le medaglie, l’iscrizione nel ruolo d’onore dell’Esercito Italiano furono riconoscimenti successivi. Dietro l’aspetto burbero che molti ricordiamo c’era un animo buono, che avrebbe volentieri cambiato tutte le medaglie e gli onori per una vita normale, ma che ha accettato con coraggio la vita che gli è toccata ed ha cercato di viverla al meglio.



Testo di Carmine Cecere 
Foto Mugnano Antica 



mercoledì 3 giugno 2026

Mugnano, i 117 anni dell' Associazione Sacro Cuore

La presente foto è quella inaugurale dell'Associazione cui fu realizzata nel 1909, anno della sua fondazione, centodiciassette anni or sono. Al centro del gruppo riconosciamo don Eugenio Caianiello, affiancato sulla sua destra da un giovane comandante delle guardie municipali Domenico Palumbo. Sarebbe bello pure conoscere i nomi di tutti i presenti, ma, purtroppo, è cosa ardua. Di sicuro la fotografia è stata scattata davanti il primordiale ingresso del santuario del Sacro Cuore, immagine che provoca un certo sentimento, direi quasi un'effimera dolcezza. Nella foto sottostante ritroviamo nel centro di essa, vestito di nero il simpatico Pasquale, il sacrestano, il factotum della parrocchia di San Biagio. La foto riprende la vecchia sede ubicata all'inizio di Via 4 Martiri negli anni ottanta. Nell'ultima foto scattata, questo 3 giugno 2026, presso l'attuale sede ritroviamo Gigiotto (Luigi Giordano) il presidente e il primo da destra il professore di musica Francesco Iacolare. La foto in alto ci è stata concessa di riprodurla dal presidente al quale porgiamo i nostri ringraziamenti.


Foto degli anni ottanta 

Foto 3 giugno 2026


Testo e foto di Carmine Cecere 

lunedì 1 giugno 2026

Mugnano e il 2 giugno

Viva la nostra amata Repubblica, la nostra amata Costituzione, ciò è per ringraziare all'infinito coloro che tra sacrifici e sofferenze ci hanno donato la libertà, la democrazia. A tutti quelli che sono caduti sui campi di battaglia, nelle strade per cacciare il nemico, la dittatura, l'usurpatore; ai nostri quattro martiri, a Giuseppina Bianco, ai martiri di Giugliano, di Villaricca, agli studenti del Vomero, a Gennarino Capuozzo, a Pansini a Illuminato, a Lenuccia Cerasuolo, ai nostri soldati che passarono con i partigiani, ai soldati IMI (Internati Militari Italiani) che rifiutarono di passare coi tiranni; all'amato presidente Sandro Pertini, a tutte quelle persone semplici che divennero eroi per amor di patria e del prossimo; a tutte quelle bocche che non vollero stare zitte, a quelle mani che attanagliarono il nemico, a quegli occhi luccicanti e impavidi che si scagliarono contro il regime, alle madri e padri costituenti che ci hanno regalato la carta della libertà, a coloro che pur in silenzio gridano il loro: evviva il 2 giugno!!

Nella foto sopra i Vigili del fuoco di Aversa il 2 giugno del 2021 mentre srotolano il tricolore. 


Testo di Carmine Cecere 

Mugnano, villa stile liberty

Di questa bella villa stile liberty abbiamo solo il cognome degli attuali proprietari: Alessi e nient'altro. Non conosciamo l'anno di realizzazione e chi furono i principali proprietari. Probabilmente sorse nei primi anni venti, nel periodo della belle epoque. "Questa epoca (circa 1880-1914) è stato un periodo storico e culturale europeo di grande prosperità, spensieratezza e fiducia nel progresso, che ha visto l'ascesa della borghesia e si è concluso tragicamente con lo scoppio della Prima Guerra Mondiale". È evidente che quando venne su, in quella zona, vi era solo campagna e filari di alberi di noce. E noi ce la immaginiamo immersa nel verde di una Via Napoli che stava man mano trasformandosi, difatti la villa sorge di fronte al supermercato della Decò, dove un tempo era ubicata la fabbrica di scarpe di Cillo, altro pezzo storico lavorativo della Mugnano degli anni settanta. Ci piacerebbe attingere dei dati sulla villa, ma purtroppo non abbiamo agganci né altre fonti per poter ampliare la nostra ricerca, tranne quella visiva, oggi infatti, è una scuola. Peccato, magari anche qualche foto del tempo che fu, farebbe piacere.


Testo e foto di Carmine Cecere