sabato 20 giugno 2026

Mugnano, in via Deledda restaurata l'edicola del Volto Santo

Nell'anonima Via Deledda che è solo una strada adibita per lo più a parcheggio auto, è evidente una vecchia edicola dedicata al Volto Santo, del tutto privata, ma pubblica al culto di quanti le passano davanti. Consumata dal tempo e dalle intemperie, i proprietari Iodice, in questi giorni, hanno dato luogo al suo restauro delegando il maestro Renato Morrone originario di Marano ma residente in Mugnano il quale ha ripreso le linee originali della cappella rispettando il profilo di sempre. A giorni avverrà l'inaugurazione e la benedizione dell'immagine i cui fedeli di sicuro ne saranno contenti. Nella foto sopra il maestro è a destra e sulla sinistra l'aiutante occasionale Enrico Nuvoletta.


L'opera completata



Testo e foto di Carmine Cecere 

venerdì 19 giugno 2026

Mugnano e la vicina Calvizzano

In questo scatto stupendo (clicca sulla foto per ingrandirla) non si vedono solo tre uomini, ma alle loro spalle c'è un mondo che ora non c'è più, e scusate la retorica. Stiamo parlando dell'incrocio di Mugnano e Calvizzano, dove a destra c'è Villa Vulpes e a sinistra, dove si nota quella colonna, iniziava la proprietà dei conti Mirabelli, di fronte dove adesso c'è un bar. A destra, incastonati nel basolato, si intravedono i binari del tram che dal Capoluogo campano raggiungevano Giugliano passando, ovviamente, per Villaricca. La prospettiva dell'immagine è da Marano verso Calvizzano. Sullo sfondo, invece, sono visibili gli alti pini della antica pineta sul lagno il cui tratto raggiungeva finanche Qualiano. La foto dovrebbe essere degli anni quaranta o giù di lì; dei tre uomini, invece, conosciamo solo il nome di quello al centro: si chiamava Gaetano Liccardo di Mugnano, degli altri due, purtroppo, non abbiamo i nomi. È probabile che il giorno in cui avvenne lo scatto sia di domenica, giacché a quell'epoca, per raggiungere la citta maranese, si passava per Calvizzano, anziché percorrere l'isolata Via Napoli e idem per l'attuale Corso Europa, allora Santa Maria a Cubito. Un altro indizio ce lo danno i vestiti indossati, alquanto composti e di una certa foggia. Ed è probabile che la comitiva fosse formata da quattro e non solo dai tre che si evincono nello scatto, considerando che sicuramente dietro la macchina fotografica ci fosse il quarto amico e che insieme si stessero recando per una passeggiata a Marano.


Testo di Carmine Cecere 
Foto di Giovanna Liccardo, nipote del Gaetano.

Mugnano, il boom della palestra Carol

Nel pieno degli anni settanta esplodeva a Mugnano una realtà prettamente per il mondo giovanile, laddove il pubblico era privo di ogni struttura come campi di calcio o palestre varie, l'unica possibilità per fare attività amatoriale o agonistica che dirsi voglia fu la palestra Carol. Ubicata in Via Napoli (foto sopra), all'inizio del paese, nel primo palazzone subito dopo i binari della Piedimonte sulla destra, in una sorta di grosso garage fu realizzata l'ampia struttura cui ospitava il settore danza e quello fitness. Per la gioia di ragazze e ragazzi provenienti non solo da Mugnano, ma anche dai paesi limitrofi, la Carol offriva quello che la varie amministrazioni non avevano mai dato ai propri cittadini. La struttura ebbe vita per oltre un ventennio, offrendo soddisfazioni e appagamento a un numero copioso di iscritti che intrapresero tale attività.


Testo e foto di Carmine Cecere 

giovedì 18 giugno 2026

Mugnano, baby band: fu una bellissima realtà

Questa bellissima realtà fu per Mugnano come una meteora. Nacque nel 1986 con alunni della quinta elementare e si spense appena un decennio dopo. Composta da circa una quarantina di elementi, fu diretta dal maestro professor Francesco Iacolare. Prese parte a tante manifestazioni, ricevendo encomi e apprezzamenti in quasi tutte le regioni meridionali, parteciparono alle manifestazioni dei mondiali 90 con la Regione Campania. Composta da tutti gli strumenti di cui si compone una banda, esprimeva in tutto e per tutto il desiderio di chi vi prese parte, e cioè quello di segnare un cambiamento nell'apatico vivere di Mugnano d'allora. Non ci sono notizie di precedenti formazioni simili nate prima della baby band, pertanto, onore a questi ragazzi che ormai saranno uomini e donne con un ricordo per cui gongolarsi nei momenti cupi nell'affrontare il vivere quotidiano. Alcuni hanno studiato al conservatorio e oggi sono insegnanti.


Testo di Carmine Cecere