Testo e foto di Carmine Cecere
MugnanoStoria
Documenti e foto storiche di Mugnano di Napoli
sabato 20 giugno 2026
Mugnano, il personaggio: Mimì Verrazzo detto Chinaglia
Nel pieno svolgimento dei mondiali di calcio 2026, non possiamo esimerci di ricordare il nostro concittadino, un bomber di razza come Mimì Verrazzo da tutti chiamato Chinaglia per la somiglianza con l'attaccante laziale Giorgio Chinaglia quando militava con la maglia celeste negli anni settanta. Gli stessi di quando il Verrazzo giocava nel Mugnano e riscuoteva successo per le sue capacità tecniche che lo portavano a fare gol a dismisura: un vero goleador. Operaio un' intera settimana con il suo lavoro di falegname, giacché era occupato presso l'azienda del professor Riviello, e la domenica campionissimo con i colori del Mugnano. Per vederlo giocare bisognava andare sempre fuori paese, poiché allora, Mugnano, non aveva il bellissimo stadio che ha adesso. Stessa cosa per la squadra del Club Napoli, una vita giocata sempre fuori casa, poiché l'Alberto Vallefuoco fu realizzato soltanto negli anni novanta, quando il bel calcio mugnanese non esisteva più, né tantomeno i suoi fuori classe come Vecchione e appunto il Chinaglia nostrano. Nella foto sopra Domenico Verrazzo sul campo del Piscinola.
Mugnano, in via Deledda restaurata l'edicola del Volto Santo
Nell'anonima Via Deledda che è solo una strada adibita per lo più a parcheggio auto, è evidente una vecchia edicola dedicata al Volto Santo, del tutto privata, ma pubblica al culto di quanti le passano davanti. Consumata dal tempo e dalle intemperie, i proprietari Iodice, in questi giorni, hanno dato luogo al suo restauro delegando il maestro Renato Morrone originario di Marano ma residente in Mugnano il quale ha ripreso le linee originali della cappella rispettando il profilo di sempre. A giorni avverrà l'inaugurazione e la benedizione dell'immagine i cui fedeli di sicuro ne saranno contenti. Nella foto sopra il maestro è a destra e sulla sinistra l'aiutante occasionale Enrico Nuvoletta.
venerdì 19 giugno 2026
Mugnano e la vicina Calvizzano
In questo scatto stupendo (clicca sulla foto per ingrandirla) non si vedono solo tre uomini, ma alle loro spalle c'è un mondo che ora non c'è più, e scusate la retorica. Stiamo parlando dell'incrocio di Mugnano e Calvizzano, dove a destra c'è Villa Vulpes e a sinistra, dove si nota quella colonna, iniziava la proprietà dei conti Mirabelli, di fronte dove adesso c'è un bar. A destra, incastonati nel basolato, si intravedono i binari del tram che dal Capoluogo campano raggiungevano Giugliano passando, ovviamente, per Villaricca. La prospettiva dell'immagine è da Marano verso Calvizzano. Sullo sfondo, invece, sono visibili gli alti pini della antica pineta sul lagno il cui tratto raggiungeva finanche Qualiano. La foto dovrebbe essere degli anni quaranta o giù di lì; dei tre uomini, invece, conosciamo solo il nome di quello al centro: si chiamava Gaetano Liccardo di Mugnano, degli altri due, purtroppo, non abbiamo i nomi. È probabile che il giorno in cui avvenne lo scatto sia di domenica, giacché a quell'epoca, per raggiungere la citta maranese, si passava per Calvizzano, anziché percorrere l'isolata Via Napoli e idem per l'attuale Corso Europa, allora Santa Maria a Cubito. Un altro indizio ce lo danno i vestiti indossati, alquanto composti e di una certa foggia. Ed è probabile che la comitiva fosse formata da quattro e non solo dai tre che si evincono nello scatto, considerando che sicuramente dietro la macchina fotografica ci fosse il quarto amico e che insieme si stessero recando per una passeggiata a Marano.
Testo di Carmine Cecere
Foto di Giovanna Liccardo, nipote del Gaetano.
Mugnano, il boom della palestra Carol
Nel pieno degli anni settanta esplodeva a Mugnano una realtà prettamente per il mondo giovanile, laddove il pubblico era privo di ogni struttura come campi di calcio o palestre varie, l'unica possibilità per fare attività amatoriale o agonistica che dirsi voglia fu la palestra Carol. Ubicata in Via Napoli (foto sopra), all'inizio del paese, nel primo palazzone subito dopo i binari della Piedimonte sulla destra, in una sorta di grosso garage fu realizzata l'ampia struttura cui ospitava il settore danza e quello fitness. Per la gioia di ragazze e ragazzi provenienti non solo da Mugnano, ma anche dai paesi limitrofi, la Carol offriva quello che la varie amministrazioni non avevano mai dato ai propri cittadini. La struttura ebbe vita per oltre un ventennio, offrendo soddisfazioni e appagamento a un numero copioso di iscritti che intrapresero tale attività.
Testo e foto di Carmine Cecere
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