Da piccolo abitavo in Via Ritiro 38 e nella corte di quel palazzone, quasi nel centro, vi era un forno. Un bel forno, seppur datato, tutto mattonato, il quale veniva usato il sabato per far pane e pizze. Ma nei giorni prima della Pasqua veniva sottoposto a un tour de force, giacché tutte le mamme presenti in quell'immobile si davano da fare a preparare ogni ben di dio per i giorni di festa prossimi a venire. Per noi piccoli quel trambusto era già una festa, tutto quell'affaccendarsi di anziane e giovani donne trasmetteva un entusiasmo particolare, difficile da descrivere dettagliatamente. A rallegrare quei momenti anche il clima fresco di fiori e dell'odore di frutti che arrivava dalla circostante campagna. Le donne infornavano e sfornavano pastiere, casatielli, biscotti pasquali e altre leccornie. Di tanto in tanto sbirciavamo le mamme indaffarate, mentre si giocava per ore ed ore in quel largo che sembrava non finire mai. All'imbrunire, quando quasi tutte avevano cotto il loro prezioso bottino, le campane del Ritiro avvisavano che da lì a paco sarebbe iniziata la santa messa. In fretta e furia, ogni mamma, raccoglieva figli e quanto cucinato per prepararsi alla celebrazione vespertina. Il forno man mano si raffreddava e tutti ripuliti ci si avviava verso la chiesetta del Carmine, come in una piccola processione. Erano gli anni sessanta.
Foto e testo di Carmine Cecere




