Testo e foto di Carmine Cecere
MugnanoStoria
Documenti e foto storiche di Mugnano di Napoli
martedì 23 giugno 2026
Mugnano, i lavori al convento del Carmine
Non ancora ultimati i lavori al convento del Carmine iniziati nel 2024. Si sta completando il cortile centrale dove c'è il pozzo e la zona retrostante la struttura dove c'è il passo carraio. I tempi di completamento erano previsti, come si legge dalla tabella dei lavori, a marzo 2026. Ciò che preme di più è il dopo lavori, che cosa ne sarà della struttura, quali saranno i tempi tecnici per organizzarsi e realizzare quanto previsto dalle promesse politiche. Confidiamo nella buona volontà e nella tempestività di quello che dovrebbe diventare l'ex convento, ovvero, si è raccontato di un centro polifunzionale anche se non ben definito. Cosa importante però è che la struttura sia stata ripresa in toto in tutti i suoi elementi architettonici, garantendo la sicurezza strutturale dell'immobile. La seconda vita del convento sta per prendere forma in modo diverso, per noi, però, resterà sempre il caro "Ritiro del Carmine".
Mugnano, la salumeria di Carolina
A metà Via Ritiro, per anni, c'è stato un punto di riferimento per i residenti del quartiere ed era la "salumeria di Carolina" della famiglia Strazzulli. Sorta negli anni settanta o poco prima, soddisfaceva le esigenze delle famiglie quando ancora la grossa distribuzione non aveva messo piede a Mugnano e non aveva ancora fatto i danni che si sono visti poi negli ultimi anni. Era un esercizio a conduzione familiare, il classico esercizio di quegli anni, comodo per quanti vivevano nelle vicinanze o pressappoco più distante. La cordialità era di casa e pure la disponibilità a scambiare quattro chiacchiere nel mentre si preparavano i prodotti richiesti dal cliente. La battutina, la risata che non fa mai male e il rispetto reciproco venditore cliente. L'ultimo proprietario a gestire di persona il locale fu Enzo Strazzulli, giovane eclettico, simpatico, sempre con la battuta pronta e capace per le qualità richieste nel mondo della salumeria. Poi, purtroppo, come molti negozi chiusi a Mugnano, anche Carolina abbassò le serrande e ancora sono giù, laddove il tempo sta deteriorando gli elementi degli infissi e su quelle imposte cresce la tristezza dei giorni belli che furono.
Testo e foto di Carmine Cecere
lunedì 22 giugno 2026
Mugnano, il tempo in cui si cardava la lana
Chi non poteva permettersi il cardalana, la lana se la lavorava da sé, con l'aiuto delle vicine. Gruppi di cinque o sei donne volenterose a turno si aiutavano a cardare la lana dei materassi, quei grossi e massicci materassi di una volta. Con la venuta dell'estate iniziava un programma fitto di aiuti reciproci, tutte le donne di ogni palazzo si organizzavano nella corte e giù di mano ci si dava da fare iniziando con la lana e fino alla confezione delle bottiglie di pomodoro e succhi di frutta. Nei caldi meriggi si lavorava e si conversava, si parlava di tutto un po' e si rideva a più non posso. La lana rinsecchita si allargava con le sole mani e c'era chi prima la lavava mettendola ad asciugare al sole e dopo qualche giorno si procedeva a distenderla. Coloro che potevano impiegare qualche lira chiamavano 'o cardalano che con un attrezzo dentellato di chiodi effettuava ciò che le donne facevano con le sole mani. Mestiere antico e itinerante quello di cardare la lana, e nei mesi estivi si lavorava sempre. L'uomo azionava lo scardasso o il cardatore e pettinava la lana dei materassi e dei cuscini, altrimenti veniva fatta stessa cosa col solo uso delle mani delle donne e di bambine curiose che sembravano divertirsi.
Testo di Carmine Cecere
Foto internet
sabato 20 giugno 2026
Mugnano, il personaggio: Mimì Verrazzo detto Chinaglia
Nel pieno svolgimento dei mondiali di calcio 2026, non possiamo esimerci di ricordare il nostro concittadino, un bomber di razza come Mimì Verrazzo da tutti chiamato Chinaglia per la somiglianza con l'attaccante laziale Giorgio Chinaglia quando militava con la maglia celeste negli anni settanta. Gli stessi di quando il Verrazzo giocava nel Mugnano e riscuoteva successo per le sue capacità tecniche che lo portavano a fare gol a dismisura: un vero goleador. Operaio un' intera settimana con il suo lavoro di falegname, giacché era occupato presso l'azienda del professor Riviello, e la domenica campionissimo con i colori del Mugnano. Per vederlo giocare bisognava andare sempre fuori paese, poiché allora, Mugnano, non aveva il bellissimo stadio che ha adesso. Stessa cosa per la squadra del Club Napoli, una vita giocata sempre fuori casa, poiché l'Alberto Vallefuoco fu realizzato soltanto negli anni novanta, quando il bel calcio mugnanese non esisteva più, né tantomeno i suoi fuori classe come Vecchione e appunto il Chinaglia nostrano. Nella foto sopra Domenico Verrazzo sul campo del Piscinola.
Testo e foto di Carmine Cecere
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