sabato 18 aprile 2026

San Biagio, è partita la missione popolare

In una Chiesa colma di fedeli è partita la Missione Popolare voluta dalla parrocchia di San Biagio e diretta dal parroco don Antonio Di Guida che si terrà dal 18 aprile al 26. A celebrare la santa messa inaugurale c'era il vescovo ausiliare don Michele Autuoro, coadiuvato dal parroco don Antonio di Guida e da i diaconi tutti. La missione Si svolgerà lungo nove giorni di eventi e di incontri con quaranta missionari Oblati di Maria Immacolata: i quali visiteranno persone abbienti, il mondo della politica mugnanese, nonché quello della scuola. "Sotto chi tene core" questo è il titolo dato alla missione "che vivremo e che sarà un tempo speciale di incontri, d'ascolto e annuncio della parola di Cristo". 

L'omelia del V.A. Michele Autuoro 

Testo e foto di Carmine Cecere 

Mugnano, i personaggi: Martini e Riviello

Nella foto a fianco vediamo due giovani sorridenti professori della Cirino degli anni settanta: Nicola Martini e Raffaele Riviello. Colonne portanti di quel periodo, il primo di Applicazioni Tecniche, il secondo professore di disegno. Se non ricordo male il Martini abitava nel palazzo della Zerowatt, in fondo via Mugnano - Melito; il Riviello, invece, abitava nel suo palazzotto sul finire di Via San Lorenzo, sotto il quale aveva una fabbrica dove realizzava scheletri in legno per videogiochi da bar. Aveva un carattere tenace e i suoi studenti sapeva tenerli a bada, ma non era cattivo né presuntuoso e quando c'era da scherzare era permissivo e anche lui scherzava. I più bravi in disegno di quella storica sezione eravamo io e Angelo Spaccamonte, buonanima. Il Martini era un pezzo di pane d'uomo, sopportava qualsiasi angheria da parte nostra. Ogni sua lezione si trasformava in guerriglia urbana, lui alla lavagna che spiegava e noi nei banchi a fare casino, dopo averci richiamato a più riprese, vinto se ne usciva a fumare una sigaretta, tra l'altro era un fumatore incallito, l'indice e il medio della mano destra erano ingialliti. Non meritava affatto alunni come noi, meritevoli solo di biasimo, indisciplinati fino al midollo, una vera apocalisse per un uomo così a modo, lasciò questa terra nel 1980. Del Riviello si sa solo che abbandonò Mugnano per trasferirsi al nord con la famiglia e la fabbrica. 


Testo di Carmine Cecere 
Foto Mugnano Antica 

venerdì 17 aprile 2026

Mugnano, il personaggio: "Peppe 'o faggiano"

"Peppe 'o faggiano" alias Giuseppe Capasso, il professore. Stimato da tanti per il suo impegno scolastico con la sua scuola sita in Via Napoli negli anni settanta - ottanta, nei cui locali a breve, speriamo, sarà aperta al pubblico la biblioteca e mediateca realizzata sotto l'amministrazione Sarnataro e in attesa ancora che ciò abbia un lieto fine. Il professore era un personaggio eclettico, un amicone con tutti, se così possiamo dire. Durante una tornata elettorale per le amministrative, se non ricordo male, gli fu giocato un brutto scherzo. Si era candidato tra le fila del PSDI è l'esito lo vide vincitore, ma la telefonata arrivata dalla prefettura era uno scherzo e la festa organizzata per le strade del paese si tramutò in una sorte di funerale. L'uomo ci rimase male e di tanto affronto non si è mai saputo chi fossero stati gli ideatori. Continuò a lavorare con la sua scuola e per anni ha sfornato generazioni di alunni che di sicuro avranno un buon ricordo di "Peppe 'o faggiano".


Testo di Carmine Cecere 
Nella foto in alto, tratta da Mugnano Antica, il primo da sx è il professore Giuseppe Capasso 

giovedì 16 aprile 2026

Mugnano, i segni del passato: le pompe di benzina

Agli inizi degli anni duemila fu smantellata la pompa di benzina API posizionata in Largo Cioto già esistente dagli anni settanta, dopo anni di esercizio la legge impediva l'esistenza di tale servizio a ridosso di civili abitazioni, pertanto fu rimossa e la piazza fu poi messa a nuovo. La stessa cosa avvenne con la pompa di benzina Esso (vedi nella foto sopra) posta in Via Napoli di fronte la croce un decennio prima e per lo stesso motivo. Seppur con i requisiti simili alla prima, era di una comodità unica, purtroppo la legge sulla sicurezza imponeva la rimozione. E così fu e i mugnanesi per fare rifornimento dovevano recarsi alla vicino Marano o altrimenti sulla circumvallazione.


Testo e foto di Carmine Cecere