domenica 24 maggio 2026

Mugnano, luogo storico: il bar Galdiero

Generazioni dopo generazioni sono cresciute all'ombra del Bar Pasticceria Galdiero, un locale che imperava tra Via Napoli e Via Manzoni, meta domenicale per l'acquisto degli ottimi manicaretti dolciari e luogo di relax durante i giorni settimanali per gli studenti e non solo. Diretta dall'eclettico Giovanni Galdiero, passato a nuova vita alcuni anni or sono, negli anni sessanta divenne un luogo di ritrovo dei giovani mugnanesi considerato uno dei pochi luoghi di aggregazione. Per decenni è stato sulla breccia commerciale, ha servito famiglie mugnanesi e anche al di fuori di Mugnano, ha dato lavoro ai tanti che che collaborarono e aggiungiamo pure che è stato un luogo gioioso per i giovani che amavano stare all'aria aperta specialmente nei mesi primaverili ed estivi. L'attività fu ceduta ad altri ma oggi le serrande, purtroppo, sono chiuse. In questa storica foto, scattata negli anni sessanta, vediamo un gruppo di amici radunati al sole dinanzi l'ingresso del bar. Il primo in alto in piedi a destra è il professor Mario Di Carmine, seguito da De Mase Domenico, Biagio Capasso, Cristofaro Menna, Giuseppe Mauriello, Carlo Fago, sullo sfondo appena si intravedono i dipendenti della Pasticceria.


Testo di Carmine Cecere 
Foto Mugnano Antica 

sabato 23 maggio 2026

Mugnano, il personaggio: Suor Silvestra

Voglio ricordare questa suora della mia infanzia, di sicuro non solo la mia: Suor Silvestra, del convento di Gesù Eucaristico di Via Ritiro del Carmine. Erano gli anni sessanta quando per esigenze scolastiche, diciamo così, la ebbi a conoscere. Era la responsabile della classe materna, con lei si giocava ma non solo. Ebbi la fortuna di frequentare il Ritiro: primo perché abitavo a ridosso del convento e secondo perché mia madre ci lavorava. Era una suora con una certa grazia, gentile ma quando c'era da essere dura lo era davvero, anche se aveva un volto angelico, così sembrava. Le lezioni cominciavano con le immancabili preghiere, ripetute con una certa continuità. Dopo iniziavano le impartizioni didattiche, cose leggere, poi ci si alternava con i giochi fino all'ora di mensa, quando la suora ci faceva schierare in fila per due e ci conduceva in refettorio, locale alquanto angusto, il cibo però era buono. Poi si ritornava in classe a fare un riposino, si doveva dormire appoggiando la testa sul banco, ma questo è un ricordo confuso è probabile che sia da collocare al periodo che frequentai il collegio di san Mauro abbate a Casoria. Tuttavia, crescendo poi l'ho intravista altre volte, finquando la vita mi ha portato verso altri lidi perdendola del tutto di vista. Non ebbi più notizie, né quando il Signore la chiamò a se.


Testo di Carmine Cecere 

Mugnano, il personaggio: la mitica 'Taliana

Nella foto la famiglia De Stasio al completo e la prima, a partire da sinistra, (con vestito scuro) è la mitica 'Taliana alias Lilina. Colei che dagli anni settanta e per alcuni decenni è stata amica e mamma di generazioni di tanti alunni della Media Cirino. Un tipo eclettico, ma donna determinata e non meno gentile, diresse con tutto il suo saper fare la cartolibreria proprio di fronte il plesso scolastico. Persona simpatica e divertente con quel suo straordinario modo di mostrarsi con chi cercava di metterla in difficoltà, avendo sempre una parola giusta per tutti. Anche i professori e i collaboratori scolastici si servivano da lei e l'intero vicinato. Ogni mattina era tappa obbligata, anche se non si comprava niente si passava da lei anche solo a darle un saluto. È inutile dire che vi era sempre una folla di ragazzi a chiederle i più disparati oggetti che una cartolibreria potesse avere. In quel luogo crebbe i suoi tre amati figli, sostenuta anche dal marito il quale era quasi sempre presente. Si spense molti anni or sono e sicuramente è nella schiera degli angeli.



Testo di Carmine Cecere 
Foto di Mugnano Antica 


Mugnano, i Liccardo al primo posto

Il cognome più diffuso a Mugnano risulta essere Liccardo, subito dopo troviamo Migliaccio, seguito da Vallefuoco, Chianese, Esposito, Capasso, Cipolletta, Sarnataro, Grasso e De Rosa. Sul territorio nazionale, invece, troviamo al primo posto i Capasso con 4284 famiglie; seguono i Chianese con 1855 famiglie; i Migliaccio con 1613 famiglie; i Cipolletta con 830 nuclei familiari; i Sarnataro con 748; Liccardo con 698; Vallefuoco con 512. Si sa che molti dei cognomi italiani sono alquanto stravaganti, alcuni sono simpatici altri divertenti, altri ancora curiosi, taluni addirittura ridicoli e imbarazzanti come quello infelice del politico Mastronzo che fu costretto a tramutarlo in Mastranzo. Infatti ciò è possibile in virtù del D.P.R. 396 del 2000, il quale, in parte, sostituisce il Regio Decreto del 1939. La competenza è del Prefetto ed è colui che autorizza, su richiesta dell’interessato, il cambiamento del cognome una volta appurato che “questo sia ritenuto ridicolo, vergognoso o rivelante l'origine naturale”. Gli studi antroponimici riguardo il nostro territorio sono alquanto scarsi o per nulla esistenti, ma a carattere internazionale diversi sono stati gli studiosi che si sono inerpicati verso l’ingarbugliata matassa dei cognomi e del loro significato che per la maggior parte di essi resta inspiegabile.


Testo e foto di Carmine Cecere 
Stime tratte da Cognomix.it