Testo e foto di Carmine Cecere
MugnanoStoria
Documenti e foto storiche di Mugnano di Napoli
venerdì 19 giugno 2026
Mugnano, il boom della palestra Carol
Nel pieno degli anni settanta esplodeva a Mugnano una realtà prettamente per il mondo giovanile, laddove il pubblico era privo di ogni struttura come campi di calcio o palestre varie, l'unica possibilità per fare attività amatoriale o agonistica che dirsi voglia fu la palestra Carol. Ubicata in Via Napoli (foto sopra), all'inizio del paese, nel primo palazzone subito dopo i binari della Piedimonte sulla destra, in una sorta di grosso garage fu realizzata l'ampia struttura cui ospitava il settore danza e quello fitness. Per la gioia di ragazze e ragazzi provenienti non solo da Mugnano, ma anche dai paesi limitrofi, la Carol offriva quello che la varie amministrazioni non avevano mai dato ai propri cittadini. La struttura ebbe vita per oltre un ventennio, offrendo soddisfazioni e appagamento a un numero copioso di iscritti che intrapresero tale attività.
giovedì 18 giugno 2026
Mugnano, baby band: fu una bellissima realtà
Questa bellissima realtà fu per Mugnano come una meteora. Nacque nel 1986 con alunni della quinta elementare e si spense appena un decennio dopo. Composta da circa una quarantina di elementi, fu diretta dal maestro professor Francesco Iacolare. Prese parte a tante manifestazioni, ricevendo encomi e apprezzamenti in quasi tutte le regioni meridionali, parteciparono alle manifestazioni dei mondiali 90 con la Regione Campania. Composta da tutti gli strumenti di cui si compone una banda, esprimeva in tutto e per tutto il desiderio di chi vi prese parte, e cioè quello di segnare un cambiamento nell'apatico vivere di Mugnano d'allora. Non ci sono notizie di precedenti formazioni simili nate prima della baby band, pertanto, onore a questi ragazzi che ormai saranno uomini e donne con un ricordo per cui gongolarsi nei momenti cupi nell'affrontare il vivere quotidiano. Alcuni hanno studiato al conservatorio e oggi sono insegnanti.
Testo di Carmine Cecere
mercoledì 17 giugno 2026
Mugnano, quando si nasceva tra le mura di casa
Un tempo si nasceva tra le mura di casa. I parti avvenivano solitamente tra le proprie cose familiari, per tradizione e per necessità. Ciò è avvenuto fino agli anni settanta del XX secolo. C'era una figura emblematica, chiamata la "Mammana" o "Levatrice" ed era il personaggio chiave di una comunità, veniva anche chiamata, impropriamente, 'a Cummara. Non era un medico, né aveva altra qualifica inerente al ramo, ma era una semplice donna del paese con abbandonate esperienza che con passione aiutava a far nascere i bambini mugnanesi. Ce ne sono state diverse a Mugnano e tra le tante ricordiamo con questo post Francesca Capasso (in foto). La donna correva ad ogni richiesta, e immaginiamo che ciò avveniva quasi tutti i giorni. La Mammana arrivava e il marito e i figli della partoriente venivano fatti accomadore fuori casa, casa quasi sempre composta appena di una camera e un cucinotto, mentre il bagno era nel cortile del palazzo; le altre donne, invece, si davano da fare nell'aiutare colei che prendeva il parto. Con tutto l'occorrente pronto, ovvero pentole d'acqua calda e panni puliti d'ogni genere, giacché era usato nel momento propizio. Nato il pargolo, la levatrice recideva l'ombelico e batteva il culetto affinché si riprendesse. Tutto quanto avveniva nel letto matrimoniale, con lenzuola bianche e pulite. "La puerpera doveva rispettare un periodo di isolamento e riposo di 40 giorni (la cosidetta quarantena), durante il quale si seguivano diete specifiche (come il brodo di gallina) per non alterare il latte materno".
Testo e foto di Carmine Cecere
Mugnano, addio alla trattoria "'O Cancellino"
Triste e abbandonato se ne sta in questa foto uno storico locale mugnanese. In questa trattoria, oltre mezzo secolo fa si festeggiavano matrimoni e ogni sorta di evento. Un tempo era circondato da grossi alberi di noci, fin verso Marano, era uno spettacolo. Clienti provenivano fin da Napoli, una volta preso il tram gli si scendeva proprio di fronte e circondati dal verde si pranzava con i tradizionali piatti rustici nostrani. Per raggiungere questo locale lo si poteva fare anche con la Piedimonte, giacché il tratto ferroviario le passava accanto. L'esercizio, a conduzione familiare, ha smesso di esistere e di ciò restano solo i ricordi di chi almeno una volta lo ha frequentato.
Testo di Carmine Cecere
Foto Google Maps 2026
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