MugnanoStoria
Documenti e foto storiche di Mugnano di Napoli
venerdì 1 maggio 2026
Compie 200 anni il cimitero consortile di Mugnano e Calvizzano
Dalle date riportate possiamo asserire che il cimitero consortile di Mugnano e Calvizzano ha raggiunto quota 200 anni, due secoli. In seguito all'ottemperanza di una legge del 11 Marzo del 1817, emanata da Ferdinando Borbone, primo re delle Due Sicilie, il Comune di Mugnano e quello di Calvizzano si consorziarono per dar luogo alla costruzione e la gestione del cimitero che da lì a poco doveva sorgere in Via dei Fiori, su di un podere espropriato ai signori Vulpes. Si rileva, però, che nel 1829 la struttura cimiteriale era ancora in fase di completamento, quando un decreto reale, dell'anno 1828, asseriva che quei Comuni, sprovvisti di Camposanti, avrebbero potuto costruirli attaccati a chiese rurali, purché distanti dal più vicino centro abitato almeno cento passi. All'indomani di queste notizie, e forse per altri motivi ancora, le amministrazioni comunali di Mugnano e Calvizzano presero in considerazione l'idea di abbandonare l'opera anche se in via di ultimazione e iniziare la costruzione dei cimiteri separati: uno in prossimità della Cappella di San Giovanni a Carpignano, l'altro presso la Cappella di San Giacomo in Calvizzano. La cittadinanza alla notizia di tali avvenimenti protestò vivamente, inoltrando una lettera alle autorità della Provincia di Napoli. Le proteste ebbero la meglio, e le ragioni del no prevalsero. Sostanzialmente la presupposta idea di costruire il cimitero in zona San Giovanni era tecnicamente da cestinare, in quanto molto vicino al centro abitato e per giunta sottoposto, per cui le esalazioni di gas nei periodi delle esumazioni avrebbero infestato l'intero circondario.Lo stesso territorio in quel periodo, presentava diversi inconvenienti, in quanto la zona era impervia ed era attraversata da un canale che d'inverno non avrebbe permesso di raggiungere con facilità il cimitero, poiché spesso straripava e allagava l'intera zona. Il cimitero di Mugnano e Calvizzano (in una foto del 2001) viene consegnato dalla ditta appaltatrice di G. Maiuri nel 1835, ma il sindaco di Mugnano non ha l'ammontare di 300 ducati e chiede all'interessato di poter estinguere il dovuto nell'arco dell'anno, ma il Maiuri ricorre all'Intendente Sancio della Provincia di Napoli, affinché con il suo interessamento possa essere al più presto pagato. Ai giorni nostri, fatti di cronaca non ne sono mancati come quando nel marzo del 2008, numerosi loculi furono saccheggiati da ignoti i quali trafugarono i portafiori; suscitando lo sdegno di tutta la popolazione. Oppure quando in seguito ad avverse condizioni atmosferiche, manifestatesi nel giugno 2008, l'intera area cimiteriale venne sommersa dalla pioggia subendo notevoli danni. Dagli interri fuoriuscirono le casse con le salme e molte sprofondarono. Attualmente, i principali viali sono in ristrutturazione.
sabato 25 aprile 2026
San Biagio, terminata la Missione Popolare
San Biagio stracolma in tutti i suoi angoli comprese le tre navate per la messa di chiusura della Missione Popolare "Sotto a chi tene core" iniziata il 18 aprile scorso e che ha visto per le strade e in ogni dove del paese i missionari OBI. Un migliaio di fedeli hanno preso parte alla celebrazione tenuta da sua Eminenza il Cardinale Metropolita Domenico Battaglia con la collaborazione dei ministri locali e del coro parrocchiale. Presenti le autorità cittadine, nella persona del sindaco Sarnataro ed il vice sindaco Daniela Puzone e l'assessore Santopaolo, nonché i carabinieri della locale stazione e gli agenti della polizia municipale. Don Mimì Battaglia ha anche celebrato il cinquantesimo di matrimonio di Antonietta C. e Biagio accolti in un tripudio di applausi e auguri per il traguardo raggiunto. Non sono mancate parole di compiacimento da parte del Cardinale per la riuscita della missione, nonché gli apprezzamenti per come i fedeli hanno saputo accogliere questo momento così speciale per la vita spirituale della città. A fine celebrazione l'alto prelato è sceso tra la gente come tutti acclamavano per poter avere la gioia di uno scatto fotografico. La serata si è conclusa con il concerto dei "Tulom" svoltosi presso l' Istituto del Sacro Cuore di Gesù.
venerdì 24 aprile 2026
Evviva la liberazione, evviva il 25 aprile
La liberazione napoletana. Il 30 settembre del ’43 la Napoli dei bassi, degli operai e degli studenti, respingeva, vittoriosa, le truppe del terzo Reich; le quali, arretrando, si attestarono nelle nostre zone, tentando di rinforzare la propria linea di difesa in quanto gli anglo-americani, seppur con mille difficoltà, avanzavano da Salerno verso il capoluogo partenopeo. All’epoca di quei tragici eventi mio padre aveva solo dieci anni ed era garzone presso la storica trattoria “’O fussutiello”, situata sulla strada che da Mugnano dà verso Giugliano. Una mattina di novembre del 1943, si stava recando sul posto di lavoro quando, proprio nei pressi del locale, si fermò una pattuglia tedesca che, sotto gli occhi di alcuni passanti e dello stesso datore di lavoro, gli intimò di salire sul mezzo. Immobilizzato dalla paura si lasciò catturare senza alcuna reazione. Stessa sorte capitò ad altri tre compaesani che vistisi puntare le armi contro non tentarono alcuna opposizione. Mentre la pattuglia si allontanava con il bottino di persone inermi, mio padre, dal rumoroso cingolato, lanciò un grido di aiuto con la speranza che tale supplica giungesse ai propri familiari; ma il rumore coprì la voce e il convoglio sparì nella grande nuvola di polvere che il veicolo lasciò dietro di sé percorrendo l’attuale Via 4 Martiri. Il viaggio, però, fu breve. In pochi minuti giunsero nel luogo di destinazione, ovvero dove i tedeschi stavano installando un accampamento situato tra la circumvallazione e Via Rossetti, qualche centinaio di metri più avanti, dov’era ubicata la stessa trattoria. Li scaraventarono dal veicolo e gli fu ordinato di scavare delle buche. Mio padre, ancora oggi, è convinto che quelle buche non sarebbero state né la sua tomba né quella degli altri, ma semplicemente le postazioni delle mitragliatrici. Come gli disse, in un italiano alquanto rudimentale, uno dei soldati messo a guardia dei forzati. Dopo alcune ore, del faticoso scavo, la stanchezza si faceva terribilmente sentire. Alcuni, tra una badilata di terra e l’altra, piangevano ed imprecavano; gli altri, invece, tentavano di rassicurarli. Nel frattempo in paese si era sparsa la voce ed alcuni familiari dei malcapitati giunsero presso il campo. La moglie di uno di questi, con in braccio il suo figlioletto, gridava dimenandosi affinché suo marito, che intanto continuava a scavare, venisse liberato. Quasi al termine dello scavo sopraggiunse anche uno dei proprietari della locanda dove mio padre era impiegato e questi, dopo aver interloquito con il comandante tedesco, riuscì a liberarlo dalle grinfie germaniche. Intanto, sul luogo sinistro, giunsero i parenti di tutti gli altri i malcapitati che dopo una tenace insistenza li riuscirono a portar via sani e salvi. Differente, purtroppo, fu l’epilogo di altri eventi accaduti in quei giorni nel nostro territorio. Le diverse rappresaglie eseguite dalle truppe tedesche segnarono di lutti tutti i comuni del comprensorio. Mugnano si vide massacrare quattro dei suoi figli migliori, quattro sacerdoti che immolarono le loro giovani vite nel tentativo di scongiurare un eventuale bombardamento ai danni della città. Sei, invece, fu il numero dei martiri di Villaricca, tra cui una donna. Mentre a Giugliano, a seguito del ritrovamento di un tedesco ucciso, furono trucidati 13 uomini la cui esecuzione avvenne in Piazza Annunziata. Nel frattempo le notizie che giungevano dal capoluogo e quelle recepite attraverso le trasmissioni di “Radio Londra” erano alquanto confortanti. L’avanzata degli alleati, se pur a rilento, confortava l’animo ormai stanco di chi aveva subito ogni angheria. Rincuorati dall’imminente venuta delle truppe di liberazione americane, un gruppo di partigiani maranesi, armatosi come poteva, tentò di contrastare i piani di sabotaggio dei tedeschi. Infatti diversi furono gli scontri che gli insorti ebbero con le truppe della Wehrmacht, evitando così che i ponti lungo il tratto di Via Santa Maria a Cubito venissero tutti distrutti per ostacolare e ritardare, quindi, l’avanzata degli alleati. Per stanare il gruppo di fuoco maranese giunsero, da Mugnano e da Giugliano, soldati tedeschi supportati da una intera colonna di Panzer Regiment e Kampfgruppen, senza però ottenere nessun risultato. Il 3 ottobre giunsero a Mugnano le autoblindo dello squadrone Kings Dragoon Guards, insieme ai fanti americani del primo battaglione del 143° Reggimento della 36esima Divisione e di alcuni carriarmati Sherman dei Royal Scots Greys britannici. E' quanto racconta pure Simon Pocock nella sua grande opera del 2009 "Campania 1943" edizione Three Mice Books. Alcuni giorni dopo la divisione tedesca, di stanza nei nostri comuni, incolonnatasi con quel che gli era rimasto del carico di morte, prese la direzione verso nord, lasciando, quindi, le nostre terre e inseguiti dagli alleati. E all'indomani dell’entrata della 23esima Brigata Corazzata inglese (Foto sopra), mio padre, nella piazza centrale di Mugnano gremita di gente, spontaneamente, stavolta, salì su di un carro armato gridando, insieme a tanti altri, “’A guerra è fernuta, evviva ‘a libbertà”.
testo di Carmine Cecere
Mugnano, morto l'avvocato Armando Cipolletta
Armando, amico di una spensierata giovinezza. È in questo momento tristissimo che i ricordi migliori ritornano alla mente, e i sorrisi e le battute di un tempo vengono a farci male, a farci riflettere. Facemmo amicizia negli anni settanta, spesso ero a casa sua, accolto sempre ben volentieri dalla famiglia. Il Movimento Biblico Cattolico fu dove avvenne il nostro incontro, dove nacque quell'amicizia che si salda nel tempo e anche se poi i percorsi della vita dividono il pensiero e gli incontri inaspettati diventavano sempre momenti di festa, di gioia nel rincontrarsi. Conosciuto da tutti per il suo passato di militanza nella Democrazia Cristiana, nonché consigliere comunale e rappresentante legale del Comune mugnanese. Non ci resta che esprimere il nostro cordoglio a tutta la sua famiglia per la prematura perdita, porgendo le più sentite condoglianze.
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