venerdì 17 aprile 2026

Mugnano, il personaggio: "Peppe 'o faggiano"

"Peppe 'o faggiano" alias Giuseppe Capasso, il professore. Stimato da tanti per il suo impegno scolastico con la sua scuola sita in Via Napoli negli anni settanta - ottanta, nei cui locali a breve, speriamo, sarà aperta al pubblico la biblioteca e mediateca realizzata sotto l'amministrazione Sarnataro e in attesa ancora che ciò abbia un lieto fine. Il professore era un personaggio eclettico, un amicone con tutti, se così possiamo dire. Durante una tornata elettorale per le amministrative, se non ricordo male, gli fu giocato un brutto scherzo. Si era candidato tra le fila del PSDI è l'esito lo vide vincitore, ma la telefonata arrivata dalla prefettura era uno scherzo e la festa organizzata per le strade del paese si tramutò in una sorte di funerale. L'uomo ci rimase male e di tanto affronto non si è mai saputo chi fossero stati gli ideatori. Continuò a lavorare con la sua scuola e per anni ha sfornato generazioni di alunni che di sicuro avranno un buon ricordo di "Peppe 'o faggiano".


Testo di Carmine Cecere 
Nella foto in alto, tratta da Mugnano Antica, il primo da sx è il professore Giuseppe Capasso 

giovedì 16 aprile 2026

Mugnano, i segni del passato: le pompe di benzina

Agli inizi degli anni duemila fu smantellata la pompa di benzina API posizionata in Largo Cioto già esistente dagli anni settanta, dopo anni di esercizio la legge impediva l'esistenza di tale servizio a ridosso di civili abitazioni, pertanto fu rimossa e la piazza fu poi messa a nuovo. La stessa cosa avvenne con la pompa di benzina Esso (vedi nella foto sopra) posta in Via Napoli di fronte la croce un decennio prima e per lo stesso motivo. Seppur con i requisiti simili alla prima, era di una comodità unica, purtroppo la legge sulla sicurezza imponeva la rimozione. E così fu e i mugnanesi per fare rifornimento dovevano recarsi alla vicino Marano o altrimenti sulla circumvallazione.


Testo e foto di Carmine Cecere 

Mugnano, i segni del passato

Sui muri di palazzo Capecelatro, sito in Piazza Dante detta dagli anziani del paese "'nmiezo 'o llario", restano ancora i segni del passato, ed il tempo trascorso si vede tutto. È da molto che notavo degli strumenti strani fissati alle mura esterne del detto palazzo e che sicuramente stanno lì da circa un secolo. Ciò me lo confermò anche la buonanima di mio padre che quei ferri in ghisa conficcati alla parete non sono altro che i tiranti dei cavi aerei del tram. Sono lì e testimoniano una realtà volata via, un tempo di questa cittadina ormai cancellato dal presente e dal progresso. Il tram che dalla piazza omonima del capoluogo stazionava, una prima volta fuori dal paese, ovvero: più o meno all'altezza dove oggi c'è la croce in Via Napoli, e successivamente, su richiesta del Consiglio comunale mugnanese, lo stazionamento avvenne 'nmiezo 'o llario. Di tutto l'ambaradan di binari e cavi, restano solo quei due tiranti che nel loro piccolo fanno la storia di un tipo di trasporto ancora attuale nelle grandi città ma scomparso nelle piccole comunità e che credo sarebbe stato molto più utile di una metropolitana la cui stazione è lontana due chilometri e mal raggiungibile.

Il tram fermo in Piazza Dante
a Mugnano. Foto sopra: uno dei due 
tiranti sulla parete di palazzo 
Capecelatro 


Foto e testo di Carmine Cecere 

lunedì 13 aprile 2026

Mugnano, nuova toponomastica, i personaggi: Luigi e Enrico Amatore

La strada nuova detta Via Papa è stata assegnata a Luigi Amatore, 64 anni, e il figlio Enrico Amatore, 21 anni, entrambi originari di Mugnano di Napoli, perirono nell'incidente aereo avvenuto nel Casertano: il Tecnam su cui stavano viaggiando, decollato da Castel Volturno, cadde nel territorio di Cellole. Nell'impatto, avvenne in una zona disabitata, il monomotore andò completamente distrutto e i soccorritori non riuscirono a fare altro che constatare il decesso di entrambi i passeggeri. Enrico Amatore, in passato cestista della Delfino Mugnano, tra le squadre dilettantistiche di basket più note del territorio, voleva prendere il brevetto di volo. "Una tragedia che spegne il sogno di un ragazzo brillante, che studiava perché voleva diventare pilota", dichiarò don Antonio Di Guida, parroco della Chiesa di San Biagio. Il padre era agente della Polizia Municipale in pensione. Le due vittime sono rispettivamente figlio e marito della dirigente scolastica del liceo Segré di Marano di Napoli, Lina Varriale. La famiglia, proseguì il parroco, era molto vicina alla parrocchia e lo stesso Enrico fino a qualche tempo fa partecipava all'ACR, l'Azione cattolica ragazzi. Il sindaco di Mugnano, Luigi Sarnataro, con un post sui social, espresse la solidarietà e vicinanza alla famiglia a nome dell'Amministrazione.


Testo tratto da Fanpage.it
Pagina a cura di Carmine Cecere