giovedì 24 settembre 2026

Mugnano, Sacro Cuore: iniziati i lavori dell'asilo nido

In questo settembre assolato sono iniziati i lavori del nuovo asilo nido delle suore del Sacro Cuore. Difatti nell'omonima strada sono presenti mezzi pesanti compresa una escavatrice la quale ha abbattuto il vecchio muro perimetrale e la casetta in cui un tempo vi era il Movimento Biblico Cattolico, così come si può notare nella foto in alto. Saranno centosessanta metri quadrati di struttura realizzata dall'architetta Adele Altimari. L'immobile sarà costruito in sette mesi, e nel 2027 Mugnano avrà una nuova struttura da mettere a disposizione della cittadinanza. Voci asseriscono che le richieste sono già tante, considerato il prestigio dell'istituto. "L'amministrazione Sarnataro - asserisce lo stesso - ha fortemente preteso l’abbattimento del muro con conseguente arretramento di tutto il volume a favore della strada, per “addolcire” quello che era un brusco restringimento che c’era".



Foto e testo di Carmine Cecere 



lunedì 20 luglio 2026

Mugnano piange Patrizio Zingarelli

La storia in questa vita la fanno anche le persone semplici e non solo i politici, gli scienziati e gli inventori, ma anche un uomo come Patrizio Zingarelli, stimato da un'intera comunità, quella mugnanese e non solo. Patrizio lavorava da anni presso il centro polifunzionale "Ippocrate", ormai era diventato un personaggio pubblico apprezzato per la sua disponibilità e l'amicizia che ti offriva al primo approccio che avevi. Ha portato la sua croce per quarant'anni e per gli stessi offrì il suo cuore al santo "Scauzone", ha lottato per quarant'anni contro un male che si manifestò in giovane età con la speranza di Cristo nel cuore, e forse quel male l'ha portato via dagli affetti più cari. Il suo corpo non ci sarà più, ma il ricordo sarà forte, sarà una presenza sorridente come quando in vita lo offriva a chiunque. Stamani si sono svolti le esequie presso il Santuario del Sacro Cuore di Gesù la cui santa messa è stata celebrta dal parroco di san Biagio don Antonio Di Guida e da don Salvatore Giuliano. La piccola chiesa era stracolma di conoscenti e parenti. Patrizio lascia questa terra a soli 63 anni.

L'omelia di don Antonio per Patrizio 


Testo e foto di Carmine Cecere 

giovedì 16 luglio 2026

Mugnano, festa del Carmelo

Come ogni anno le campane e l'ariana di fuochi mattutini hanno svegliato il circondario destando gli abitanti e ricordando loro che in questo giorno si commemora il santo nome della madonna del Carmelo, tanto caro ai fedeli mugnanesi. La chiesetta del Ritiro ha spalancato le porte accogliendo per le messe numerosi devoti alla mamma del monte Carmelo, nonché affezionati dell'ex Istituto. Le campane suonano ancora e chiamano a raccolta per la prima celebrazione delle otto, dopodiché seguirà un'altra alle 9 e poi alle 10, concludendo la giornata con la messa solenne delle diciannove. Antistante la chiesa, anche quest'anno, volontari offrono lavori, per la raccolta di offerte, oggetti realizzati nel Burkina Faso, oggetti carini che attirano l'attenzione dei più curiosi. Il vicoletto è ravvivato dalla presenza di tante donne e uomini come quando lo era per l'ingresso dei piccoli a scuola. Un tempo questo che fa parte ormai della storia mugnanese. Un grazie va al dottor Tafuri che con abnegazione cura la chiesetta e mettendola a disposizione dei tanti fedeli nel giorno della commemorazione.

Prima del restauro 


Il bel restauro dell'ex Istituto (Luglio 2026)



Testo e foto di Carmine Cecere 

lunedì 29 giugno 2026

Mugnano, l'ortopedico fatto in casa

Fino alla metà del 1900, in tempo di guerra o in luoghi rurali come lo era Mugnano, per medicare le fratture agli arti si utilizzavano bende, se non stracci, imbevute di chiara d'uovo, farina, colla o gesso impastato con acqua e versato sul braccio interessato. Questa pratica primitiva veniva effettuata dall'ortopedico fatto in casa, ovvero dalla donna di casa più anziana, quasi sempre la nonna che nell'arco della sua esistenza era ormai diventata una specialista. Sembra assurdo ma è così, anche le fratture venivano curate in casa, l'ospedale era per il cittadino e non per il contado che per arrivare in ospedale ci sarebbe voluto quasi un'intera giornata e molte volte non c'erano i soldi per affittare il calesse e recarsi a Napoli. "Nel Medioevo il gesso veniva applicato dai medici arabi sotto forma di poltiglia, o versato in stampi di legno attorno all'osso rotto per farlo solidificare". Non in tutte le case però c'era la specialista o lo specialista ovviamente, in una realtà come Mugnano ce ne erano tre o quattro su tutto il territorio che praticavano l'ortopedia fai da te, che a volte mettevano a rischio la stessa salute del malcapitato, vuoi per una cattiva manipolazione dell'arto o per altro. I cosiddetti santoni o stregoni dal malcapitato poi ricevevano un obolo per essersi adoperati. Tanti sono stati i casi che si sono risolti positivamente e tanti che hanno lasciato dei segni permanenti.


Testo di Carmine Cecere e consulenza Internet 
Foto tratta da Step salute