lunedì 1 giugno 2026

Mugnano e il 2 giugno

Viva la nostra amata Repubblica, la nostra amata Costituzione, ciò è per ringraziare all'infinito coloro che tra sacrifici e sofferenze ci hanno donato la libertà, la democrazia. A tutti quelli che sono caduti sui campi di battaglia, nelle strade per cacciare il nemico, la dittatura, l'usurpatore; ai nostri quattro martiri, a Giuseppina Bianco, ai martiri di Giugliano, di Villaricca, agli studenti del Vomero, a Gennarino Capuozzo, a Pansini a Illuminato, a Lenuccia Cerasuolo, ai nostri soldati che passarono con i partigiani, ai soldati IMI (Internati Militari Italiani) che rifiutarono di passare coi tiranni; all'amato presidente Sandro Pertini, a tutte quelle persone semplici che divennero eroi per amor di patria e del prossimo; a tutte quelle bocche che non vollero stare zitte, a quelle mani che attanagliarono il nemico, a quegli occhi luccicanti e impavidi che si scagliarono contro il regime, alle madri e padri costituenti che ci hanno regalato la carta della libertà, a coloro che pur in silenzio gridano il loro: evviva il 2 giugno!!

Nella foto sopra i Vigili del fuoco di Aversa il 2 giugno del 2021 mentre srotolano il tricolore. 


Testo di Carmine Cecere 

Mugnano, villa stile liberty

Di questa bella villa stile liberty abbiamo solo il cognome degli attuali proprietari: Alessi e nient'altro. Non conosciamo l'anno di realizzazione e chi furono i principali proprietari. Probabilmente sorse nei primi anni venti, nel periodo della belle epoque. "Questa epoca (circa 1880-1914) è stato un periodo storico e culturale europeo di grande prosperità, spensieratezza e fiducia nel progresso, che ha visto l'ascesa della borghesia e si è concluso tragicamente con lo scoppio della Prima Guerra Mondiale". È evidente che quando venne su, in quella zona, vi era solo campagna e filari di alberi di noce. E noi ce la immaginiamo immersa nel verde di una Via Napoli che stava man mano trasformandosi, difatti la villa sorge di fronte al supermercato della Decò, dove un tempo era ubicata la fabbrica di scarpe di Cillo, altro pezzo storico lavorativo della Mugnano degli anni settanta. Ci piacerebbe attingere dei dati sulla villa, ma purtroppo non abbiamo agganci né altre fonti per poter ampliare la nostra ricerca, tranne quella visiva, oggi infatti, è una scuola. Peccato, magari anche qualche foto del tempo che fu, farebbe piacere.


Testo e foto di Carmine Cecere 

domenica 31 maggio 2026

Mugnano. Si è spento lo storico pasticciere Antimo Di Rosa

In questo triste giorno in cui un pezzo storico di Mugnano lascia per sempre questa vita dopo anni di sacrifici e di soddisfazioni nella Mugnano che lo ha adottato per sessanta anni e alla quale ha offerto il meglio della sua arte pasticcera. In questa foto scattata lo scorso anno lo vediamo instancabilmente ancora a lavoro tra i suoi amati clienti. Quest'anno, cinquantasette anni di attività in una Mugnano che nasceva commercialmente e lui già ne divenne un personaggio stimato. L'azienda, a carattere familiare, in questi anni si è impegnata anche nel sociale realizzando corsi di formazione per ragazzi diversamente abili. Un stupenda iniziativa che riempie di orgoglio i sostenitori e gli stessi che vi hanno partecipato. Quindi Antimo Di Rosa non è stato solo sapore e prelibatezze ma anche storia che ha contribuito alla crescita di questa città. La redazione di Mugnano Storia esprime le più sentite condoglianze alla moglie e i figli e all'intera famiglia.


Sopra Antimo a lavoro,
sotto l'ingresso della pasticceria 


Testo e foto di Carmine Cecere 


Mugnano. San Biagio, terminati i lavori alla cupola

Eccola di nuovo splendente e senza impalcatura la cupola di San Biagio si staglia in un cielo turchino. I lavori, iniziati nei giorni che precedevano il santo Natale (2025) si sono così conclusi in questo maggio caldo e luminoso. La cinquecentesca cupola del santo Vescovo e Martire, nel corso dei secoli, è stato oggetto di diverse riqualificazioni. Nel settecento, a causa di un terremoto, fu rifatta e ripresa ancora nel 1902. I lavori, sotto lo sguardo attento del parroco don Antonio Di Guida, rispecchiano senz'ombra di dubbio le caratteristiche della secolare struttura, tinteggiata laddove necessitava e ripulito l'artigianale maiolicato appare nuova agli occhi della cittadinanza. Si presume che quanto prima seguiranno anche i lavori interni alla struttura, dove sono evidenti i distacchi degli intonaci a ridosso dell'altare maggiore.


Testo e foto di Carmine Cecere