Non ricordo quando è stato effettuato l'ultimo restauro al simulacro della fondatrice del Sacro Cuore, ma, da come si presenta ora, credo che sia opportuno darsi da fare prima che degradi del tutto. Inaugurata negli anni cinquanta alla presenza del Cardinale Ursi, la statua domina la piazza da un settantennio circa. Quel marmo bianco che rappresenta colei che ha dato tanto ai poveri e alle sue orfanelle e alla cittadinanza, ha fatto compagnia a generazioni di scolari mugnanesi, inducendo in loro un doveroso rispetto. Se la memoria non mi inganna non ricordo che ci sia mai stato alcun oltraggio, né lasciato segni se non quelli del tempo e delle intemperie. Nelle mie frequenti escursioni ho notato il rigonfiamento dei marmi dei piedistalli, ma ci vorrebbe un controllo da parte di tecnici per valutarne le condizioni e non certo quello dettato dalle mie sensazioni e dall'affetto cresciuto col tempo nei riguardi della statua e quello che essa rappresenta per tutti noi mugnanesi.
Di storie fantastiche Mugnano ne ricorda poche e tra queste ce n'è una che all'inizio degli anni ottanta fece scalpore. Se vogliamo dirla alla De Andrè, accadde che, di bocca in bocca di strada in strada, volò la notizia in quanto a Mugnano, in Via Leopardi, una famiglia ospitava un gatto alquanto strano. Accorsero le autorità, con in testa il sindaco di allora, le forze dell'ordine, nonché i servizi veterinari d'ogni genere. Una folla di gente si aggirava nei dintorni della casa, tenuta lontana dai carabinieri. Si mossero supposizioni su supposizioni e si giocarono al lotto centinaia di lire, considerato che l'euro era ancora da venire. I media si recarono in loco, la TV diede la notizia e alcuni rotocalchi misero in stampa la strana novella. La storia andò avanti per giorni, un via vai di gente curiosa in processione pur di vedere e di capire di cosa si trattasse. Si sprecarono parole e trattati d'ogni filologia e coloro che erano affetti da ailurofilia furono finalmente soddisfatti quando un timido comunicato asserí che il povero micio era malformato. Tutto qui, non c'era nulla di fantastico, nulla di misterioso, nulla di romanzesco, solo una sfortunata faccenda di un gatto affetto da chissà quale malattia. Passarono ancora alcuni giorni, poi spenti i rifletterori tutto finì. Ne resta solo il ricordo di qualcuno, come quello dello scrivente.
Alcuni giovani mi hanno chiesto dove fosse l'ufficio postale negli anni settanta ottanta. Ebbene il vecchio ufficio postale si trovava all'inizio di Via Napoli, sulla sinistra appena usciti da Piazza Dante, andando in direzione del bivio. Forse molto più comodo dell'attuale ma demograficamente siamo cresciuti e pertanto si rese necessario la realizzazione di una struttura per le future generazioni. Per un po' fu ubicata dove c'erano i locali della pizzeria dei De Magistris, sostituita poi dal Banco di Napoli. Quel vecchio ufficio postale era molto comodo per la popolazione ma angusto per chi ci lavorava. Purtroppo non ci sono foto d'epoca che raffigurano quell'esercizio, ma solo una recente immagine (sopra) nella quale è visibile (prima porta a sx) il locale in cui negli anni ottanta era allocata la sede della Democrazia Cristiana e dove una sera ci fu un incontro con l'allora ministro Gava. Subito dopo si vedono i due ingressi del vecchio ufficio postale, oggi, invece, c'è un negozio di cosmetici.
Il 18 aprile prossimo parte la Missione Popolare voluta dalla parrocchia di San Biagio e diretta dal parroco don Antonio Di Guida. Si svolgerà lungo nove giorni di eventi e di incontri con quaranta missionari Oblati di Maria Immacolata: i quali visiteranno persone abbienti, il mondo della politica mugnanese, nonché quello della scuola. "Sotto chi tene core" questo è il titolo dato alla missione "che vivremo e che sarà un tempo speciale di incontri, d'ascolto e annuncio della parola di Cristo". A margine pubblichiamo la brochure di quanto avverrà in cui vi sono pure gli appuntamenti della settimana santa.