domenica 3 maggio 2026

Mugnano, cambio al vertice di San Luigi Gonzaga

Festeggiato stamani il cambio al vertice del direttivo dell' Associazione San Luigi Gonzaga. A subentrare all'uscente presidente Gennaro Bove è Domenico Liccardo, coadiuvato dal vice Bove, dal primo consigliere Saverio Sarnataro, dal secondo Ottavio Mauriello, dal terzo consigliere Savino Del Gaudio, dal segretario Giuseppe Gallo e dal tesoriere Giovanni Buono. I membri tutti hanno brindato alla nuova direzione, esprimendo i più fervidi auguri di un proficuo futuro e che la storica società religiosa che quest'anno raggiunge i 132 anni di età possa negli anni a venire essere punto di riferimento per nuovi associati. L'ASLG fu fondata nel 1894 per volere della gioventù cattolica della città. Il religioso gesuita, San Luigi Gonzaga, fu proclamato santo patrono degli studenti da Benedetto XIII nel 1725 e dei giovani da papa Pio XI nel 1926; e fu anche patrono del regno delle due Sicilie. La "Pia Unione" San Lugi Gonzaga, così era l’originaria denominazione, ha attraversato la storia locale, nazionale ed europea, giungendo fino ai nostri giorni. 




Testo e foto di Carmine Cecere 

sabato 2 maggio 2026

Mugnano, le Washingtonie di Piazza Dante

Questi due splendidi esemplari di palme del Messico dette comunemente Washingtonie svettano oltre palazzo Capecelatro e possono raggiungere un'altezza di 30-35 metri e hanno la capacità di resistere a forti venti, giacché presentano un fusto molto flessibile anche se robusto e si assottiglia verso la sommità. Furono piantate in Piazza Dante circa 15 anni fa dall'Amministrazione Palumbo contro le perplessità e lo scetticismo di molti. Un tempo dove sono piantate le due palme, proprio innanzi l'ingresso dello stabile, sostava il tram di cui sulle pareti restano ancorati due tiranti dei cavi aerei. Certo le due Washingtonie hanno abbellito molto la piazza e dato un certo decoro anche all'antico immobile le cui stanze hanno ospitato il fior fiore della nobiltà napoletana.

Palazzo Capecelatro
con le due palme messicane



Testo di Carmine Cecere 


In ricordo dei lavoratori mugnanesi caduti

Nella ricorrenza del lavoro e dei lavoratori anche noi vogliamo ricordare i caduti mugnanesi morti nelle più disparate attività, in specialmodo quelli del settore pirotecnico che nel maggio del 2015, undici anni or sono, pagarono un triste tributo. Certamente quest’arte è costellata di soddisfazioni, ma la prudenza e la sicurezza nel praticarla non è mai troppa. Spesso la furia devastatrice di improvvise esplosioni, mentre si è all’opera nei propri laboratori, ha prodotto lutti e molti hanno impresso sulla propria pelle segni incancellabili. Come nel 2004 per la ditta Vallefuoco o nel maggio del 2015 per gli Schiattarella, quando nel territorio campestre di Qualiano, dove era ubicata la fabbrica dei fratelli Schiattarella, una tremenda esplosione pose fine alla vita di Salvatore e Raffaele Schiattarella, Luigi Capasso e Gabriele Vallefuoco (vedi foto sotto dei manifesti funebri). Nel 2004 i loro prodotti pirotecnici inaugurarono l'apertura delle Olimpiadi estive di Atene. Infatti, i cavalieri mugnanesi con la loro arte colorarono il cielo della capitale della cultura. Mentre nel 1997, si classificarono al terzo posto dei campionati mondiali dei fuochi d’artificio, la cui competizione si svolge tutti gli anni a Sanremo e vede la partecipazione di aziende provenienti da ogni parte del mondo.




Testo e foto di Carmine Cecere 

venerdì 1 maggio 2026

Compie 200 anni il cimitero consortile di Mugnano e Calvizzano

Dalle date riportate possiamo asserire che il cimitero consortile di Mugnano e Calvizzano ha raggiunto quota 200 anni, due secoli. In seguito all'ottemperanza di una legge del 11 Marzo del 1817, emanata da Ferdinando Borbone, primo re delle Due Sicilie, il Comune di Mugnano e quello di Calvizzano si consorziarono per dar luogo alla costruzione e la gestione del cimitero che da lì a poco doveva sorgere in Via dei Fiori, su di un podere espropriato ai signori Vulpes. Si rileva, però, che nel 1829 la struttura cimiteriale era ancora in fase di completamento, quando un decreto reale, dell'anno 1828, asseriva che quei Comuni, sprovvisti di Camposanti, avrebbero potuto costruirli attaccati a chiese rurali, purché distanti dal più vicino centro abitato almeno cento passi. All'indomani di queste notizie, e forse per altri motivi ancora, le amministrazioni comunali di Mugnano e Calvizzano presero in considerazione l'idea di abbandonare l'opera anche se in via di ultimazione e iniziare la costruzione dei cimiteri separati: uno in prossimità della Cappella di San Giovanni a Carpignano, l'altro presso la Cappella di San Giacomo in Calvizzano. La cittadinanza alla notizia di tali avvenimenti protestò vivamente, inoltrando una lettera alle autorità della Provincia di Napoli. Le proteste ebbero la meglio, e le ragioni del no prevalsero. Sostanzialmente la presupposta idea di costruire il cimitero in zona San Giovanni era tecnicamente da cestinare, in quanto molto vicino al centro abitato e per giunta sottoposto, per cui le esalazioni di gas nei periodi delle esumazioni avrebbero infestato l'intero circondario.Lo stesso territorio in quel periodo, presentava diversi inconvenienti, in quanto la zona era impervia ed era attraversata da un canale che d'inverno non avrebbe permesso di raggiungere con facilità il cimitero, poiché spesso straripava e allagava l'intera zona. Il cimitero di Mugnano e Calvizzano (in una foto del 2001) viene consegnato dalla ditta appaltatrice di G. Maiuri nel 1835, ma il sindaco di Mugnano non ha l'ammontare di 300 ducati e chiede all'interessato di poter estinguere il dovuto nell'arco dell'anno, ma il Maiuri ricorre all'Intendente Sancio della Provincia di Napoli, affinché con il suo interessamento possa essere al più presto pagato. Ai giorni nostri, fatti di cronaca non ne sono mancati come quando nel marzo del 2008, numerosi loculi furono saccheggiati da ignoti i quali trafugarono i portafiori; suscitando lo sdegno di tutta la popolazione. Oppure quando in seguito ad avverse condizioni atmosferiche, manifestatesi nel giugno 2008, l'intera area cimiteriale venne sommersa dalla pioggia subendo notevoli danni. Dagli interri fuoriuscirono le casse con le salme e molte sprofondarono. Attualmente, i principali viali sono in ristrutturazione.



Foto del 2026

Testo e foto di Carmine Cecere