giovedì 16 luglio 2026

Mugnano, festa del Carmelo

Come ogni anno le campane e l'ariana di fuochi mattutini hanno svegliato il circondario destando gli abitanti e ricordando loro che in questo giorno si commemora il santo nome della madonna del Carmelo, tanto caro ai fedeli mugnanesi. La chiesetta del Ritiro ha spalancato le porte accogliendo per le messe numerosi devoti alla mamma del monte Carmelo, nonché affezionati dell'ex Istituto. Le campane suonano ancora e chiamano a raccolta per la prima celebrazione delle otto, dopodiché seguirà un'altra alle 9 e poi alle 10, concludendo la giornata con la messa solenne delle diciannove. Antistante la chiesa, anche quest'anno, volontari offrono lavori, per la raccolta di offerte, oggetti realizzati nel Burkina Faso, oggetti carini che attirano l'attenzione dei più curiosi. Il vicoletto è ravvivato dalla presenza di tante donne e uomini come quando lo era per l'ingresso dei piccoli a scuola. Un tempo questo che fa parte ormai della storia mugnanese. Un grazie va al dottor Tafuri che con abnegazione cura la chiesetta e mettendola a disposizione dei tanti fedeli nel giorno della commemorazione.

Il bel restauro dell'ex Istituto (Luglio 2026)



Testo e foto di Carmine Cecere 

lunedì 29 giugno 2026

Mugnano, l'ortopedico fatto in casa

Fino alla metà del 1900, in tempo di guerra o in luoghi rurali come lo era Mugnano, per medicare le fratture agli arti si utilizzavano bende, se non stracci, imbevute di chiara d'uovo, farina, colla o gesso impastato con acqua e versato sul braccio interessato. Questa pratica primitiva veniva effettuata dall'ortopedico fatto in casa, ovvero dalla donna di casa più anziana, quasi sempre la nonna che nell'arco della sua esistenza era ormai diventata una specialista. Sembra assurdo ma è così, anche le fratture venivano curate in casa, l'ospedale era per il cittadino e non per il contado che per arrivare in ospedale ci sarebbe voluto quasi un'intera giornata e molte volte non c'erano i soldi per affittare il calesse e recarsi a Napoli. "Nel Medioevo il gesso veniva applicato dai medici arabi sotto forma di poltiglia, o versato in stampi di legno attorno all'osso rotto per farlo solidificare". Non in tutte le case però c'era la specialista o lo specialista ovviamente, in una realtà come Mugnano ce ne erano tre o quattro su tutto il territorio che praticavano l'ortopedia fai da te, che a volte mettevano a rischio la stessa salute del malcapitato, vuoi per una cattiva manipolazione dell'arto o per altro. I cosiddetti santoni o stregoni dal malcapitato poi ricevevano un obolo per essersi adoperati. Tanti sono stati i casi che si sono risolti positivamente e tanti che hanno lasciato dei segni permanenti.


Testo di Carmine Cecere e consulenza Internet 
Foto tratta da Step salute


giovedì 25 giugno 2026

Mugnano, il personaggio: Antonio Zingarelli con il cuore in Africa

Solo un uomo con un grande cuore può fare quello che il nostro compaesano Antonio Zingarelli fa recandosi per lunghi periodi dell'anno, e già da diversi anni, nel Burkina Faso. È un paese dell'Africa occidentale ed è uno stato indipendente. La sua capitale è 
Ouagadougou, il governo è una repubblica semipresidenziale per la quale il capo dello stato è eletto ogni cinque anni. I suoi abitanti si chiamano burkinabé. La popolazione è di circa 21 milioni di persone. Il lavoro di Antonio, anzi l'aiuto, consiste nel collaborare a realizzare, laddove c'è bisogno, strutture come pozzi e edifici a scopo sociale, scuole e quant'altro per istruire i più piccoli. In ogni foto postata da Antonio, nel giro dei villaggi che soventemente fa, lo vediamo sempre insieme ai bambini indigeni, ciò testimonia quanto ci tiene ad essi nel portargli magliette e palloni per farli giocare a calcio. Nelle foto a margine lo vediamo attorniato da calorosi abbracci dei bambini, ormai lo conoscono da un po' e gli si sono affezionati, sono immagini che parlano da sole che trasmettono l'amore che Antonio ha per questa terra distante da Mugnano 5661 chilometri. Nella foto sopra Antonio incontra l'ambasciatrice del Burkina Faso in Italia che rincontrerà di nuovo domenica ventotto giugno 2026. Ricordiamo che Antonio ha perorato la causa di inserimento nell'elenco della Commissione Toponomastica a favore del suo beniamino Thomas Sankara, ex presidente del Burkina Faso, assassinato durante un colpo di stato. Thomas Sankara "leader carismatico per tutta l'Africa occidentale sub-sahariana, cambiò il nome di Alto Volta in Burkina Faso e si impegnò per eliminare la povertà attraverso il taglio degli sprechi statali e la soppressione dei privilegi delle classi agiate. Finanziò un ampio sistema di riforme sociali incentrato sulla costruzione di scuole, ospedali e case per la popolazione in estrema povertà"... Per questo e molto altro, Antonio ammira questo giovane rivoluzionario che tanto amò la sua terra da dedicargli un'associazione dal nome "Circolo Sankara, noi cittadini del mondo", composta da medici, ingegneri e musicisti. Ha dichiarato Antonio: "Quando cammino nelle città o nei villaggi e le persone vedono il tatuaggio che porto dedicato a lui, si fermano a parlarmi. Rimangono sorprese nel vedere che un occidentale conosce e porta nel cuore Thomas Sankara. È in quei momenti che capisco che il suo messaggio continua a vivere. Perché si possono uccidere gli uomini, ma non si possono uccidere le idee".




Antonio Zingarelli in giro per 
I villaggi della capitale 



Testo di Carmine Cecere 
Consultazione Wikipedia 
Foto di Antonio Zingarelli 




mercoledì 24 giugno 2026

TPN, Al mare con la cafoniera

"La TPN (Tranvie Provinciali Napoli) venne costituita sul finire degli anni 50 per trasformarsi verso la fine degli anni 70 in consorzio trasporti pubblici (ctp) con socio al 50% comune e provincia . Solo nel 2000 si trasformò in compagnia trasporto pubblico per poi essere assorbita dall’anm e sparire del tutto". 
Negli anni settanta, l’esercito dei vacanzieri dei sette comuni, ma un po’ da tutta la provincia, invade le distese sabbiose di Licola, qualificando la zona a polo turistico senza mai raggiungere, però, livelli qualitativamente alti; nonostante gli sforzi profusi da coloro che nel corso degli anni hanno provato a dare un’immagine positiva investendo energie e soldoni. Intanto, in quegli anni, il sabato e la domenica la strada degli americani veniva invasa da una miriade di seicento e cinquecento e chi non si poteva permettere la macchina si organizzava con la “Cafoniera” uguale in foto, ovvero con quel pezzo da museo di autobus (Fiat 306 Menarini), avente lo stesso colore azzurro del mare di Licola, si fa per dire. Poi la società nel 2001 diventa CTP, Compagnia Trasporti Pubblici. Ma i tempi sono ormai cambiati.


Testo di Carmine Cecere 
Foto internet, consultazione Enzo Iacolare