domenica 10 maggio 2026

Mugnano, polo tessile e sartoriale

Nell'antichità Mugnano è stata un grande polo tessile a conduzione familiare con la canapa in primis, sartoriale poi. Si realizzavano, qui da noi, finanche il cordame per le navi borboniche, alcune famiglie per tali prerogative assumevano il soprannome di funari, come quelli che abitavano nel palazzo Capecelatro che avevano convertito, poi, la loro attività in salumeria. Nei primi anni del XX secolo il paese pullulava di sartorie, le ultime che ricordo sono quella di Rocco Sarnataro su al Ritiro, Di Carmine in piazza Dante e di un ultima in via De Gasperi 
di Geppino 'o sarto, papà del sindaco Sarnataro, figura storica che realizzava soprattutto abiti eleganti per uomo, sposi e non. Lasciò l'attività sul finire degli anni ottanta del '900, ma fu portata avanti da altri di cui non si hanno i nomi. Disseminate in città vi era anche un piccolo mondo di fabbrichette in cui si realizzavano divise militari ed erano composte da un numero rilevante di lavoranti. Ricordiamo quella di Giuseppe Di Stasio, soprannominato 'O pirchio e quella di Giovanni Mandara, detto 'O ferracavallo. Un mondo ormai finito, occasioni lavorative dissolte, altre invece convertite in nuove possibilità.


Testo di Carmine Cecere 
Foto tratta da Mugnano Antica 

venerdì 8 maggio 2026

Mugnano, palazzi storici: Brancaccio - Cirino

Palazzo del nobile Spasiano (Vespasiano) Brancaccio, di famiglia antichissima e prestigiosa, ascritta ai seggi di Nilo e Capuano. Risalente al IX secolo (Gregorius Brancatius), possessori di numerosi feudi con titoli di duchi e principi, vescovi e alti funzionari. Sito in Via Chiesa, in epoca moderna della famiglia Cirino, attiguo al fianco nord della Chiesa di san Biagio. Nella foto il portone d'ingresso la cui chiave di volta conclude con un mascherone. "Spesso questi mascheroni hanno una funzione apotropaica, ovvero servivano anticamente a scacciare gli spiriti maligni o a proteggere l'edificio. La raffigurazione grottesca o animalesca è comune nei centri storici di molte città italiane come Torino, Roma o Napoli. Generalmente sono realizzati in stucco, pietra o marmo, a seconda del periodo di costruzione. Sulla volta a botte dell' ingresso è rappresentata una figura femminile. La figura potrebbe rappresentare una virtù o un'allegoria astratta, talvolta accompagnata da motti come "Festina lente". Opere con decorazioni plastiche in stucco e pittura simili sono state attribuite a maestri del XVI secolo, come Federico Brandani. Il soffitto è decorato con un motivo a cassettoni, una tecnica architettonica comune per interni prestigiosi dell'epoca (Wikipedia)".

Il mascherone al centro
della chiave di volta 

Le decorazioni della
volta di ingresso 


Testi di Carmine Cecere

mercoledì 6 maggio 2026

Mugnano, il personaggio: Girolamo Citarella

Possiamo asserire che negli anni settanta il giuoco delle bocce qui a Mugnano fosse più seguito del calcio; e vi erano, per nostra fortuna e orgoglio, campioni del calibro di Girolamo Citarella, vincitore di diversi campionati italiani e altri di non minore importanza, nonché plurimedagliato. Lo vogliamo ringraziare seppur in ritardo, per aver portato Mugnano sui podi più alti di questo sport, rendendoci fieri di avere uno sportivo così talentuoso. Una città come Mugnano dedita a un gioco di facile aggregazione come quello delle bocce e dopo aver dato ai suoi cittadini la possibilità di un palazzetto è svanito nel nulla. Le folle che, negli anni settanta e ottanta, assediavano, se così possiamo dire, i campi della cantina del "Maletaro" dedicata al Sacro Cuore, quella del "Saracano", della parrocchia dei SS. Alfonso e Luigi di Via Napoli e altri di minore importanza, quelle folle dicevamo, non esistono più. Quel fervore per i propri campioni come Girolamo Citarella che vesti' diverse volte la maglia di campione d'Italia, insieme ad altri, di cui non abbiamo memoria, si è purtroppo dissolto. Spesso incontro Girolamo il quale è sempre ben disposto a raccontare quei giorni che videro Mugnano sportiva nell'alzare i trofei conquistati sui vari campi italiani.

Campo della cantina do Maletaro
in Via Manzoni 



Testo e foto di Carmine Cecere 

Mugnano. Via 4 Martiri, la meridiana scomparsa

Mugnano. Via 4 Martiri. Che fine ha fatto la meridiana che era sulla torre come si vede nella foto a fianco e da cui prendeva il nome la strada sottostante? Ovvero Via Orologio. Nell'ultima ristrutturazione, circa dieci anni or sono, furono tolte le piastrelle in ceramica che componevano l'antico orologio, realizzato molto prima ancora che costruissero quello sulla vecchia Casa comunale. Ne ricordo ancora il colore, erano di un verde smeraldo e nel centro vi era scolpita la meridiana. Non capisco perché non è stata più rimessa, eppure di sicuro aveva un certo valore storico. Peccato!! Ora resta solo una torre nuda il cui tufo è eroso dalle intemperie e non spiega neanche la sua esistenza, può capitare che qualcuno si ponga la domanda a che serve quella torre. Difatti quella torre nell'antichità serviva a quei cittadini che, quasi tutti, erano sprovvisti di orologio e che forse neanche l'avevano inventato ancora.


Testo e foto di Carmine Cecere