sabato 25 aprile 2026

San Biagio, terminata la Missione Popolare

San Biagio stracolma in tutti i suoi angoli comprese le tre navate per la messa di chiusura della Missione Popolare "Sotto a chi tene core" iniziata il 18 aprile scorso e che ha visto per le strade e in ogni dove del paese i missionari OBI. Un migliaio di fedeli hanno preso parte alla celebrazione tenuta da sua Eminenza il Cardinale Metropolita Domenico Battaglia con la collaborazione dei ministri locali e del coro parrocchiale. Presenti le autorità cittadine, nella persona del sindaco Sarnataro ed il vice sindaco Daniela Puzone e l'assessore Santopaolo, nonché i carabinieri della locale stazione e gli agenti della polizia municipale. Don Mimì Battaglia ha anche celebrato il cinquantesimo di matrimonio di Antonietta C. e Biagio accolti in un tripudio di applausi e auguri per il traguardo raggiunto. Non sono mancate parole di compiacimento da parte del Cardinale per la riuscita della missione, nonché gli apprezzamenti per come i fedeli hanno saputo accogliere questo momento così speciale per la vita spirituale della città. A fine celebrazione l'alto prelato è sceso tra la gente come tutti acclamavano per poter avere la gioia di uno scatto fotografico. La serata si è conclusa con il concerto dei "Tulom" svoltosi presso l' Istituto del Sacro Cuore di Gesù.


Il banco delle autorità cittadine

Il Cardinale a fine messa in
mezzo ai fedeli 

Dopo quasi due ore di celebrazione
trascorse in piedi, qualcuno
ha approfittato degli scranni
dell'altare per riposarsi un attimo 


Testo e foto di Carmine Cecere 


venerdì 24 aprile 2026

Evviva la liberazione, evviva il 25 aprile



La liberazione napoletana. Il 30 settembre del ’43 la Napoli dei bassi, degli operai e degli studenti, respingeva, vittoriosa, le truppe del terzo Reich; le quali, arretrando, si attestarono nelle nostre zone, tentando di rinforzare la propria linea di difesa in quanto gli anglo-americani, seppur con mille difficoltà, avanzavano da Salerno verso il capoluogo partenopeo. All’epoca di quei tragici eventi mio padre aveva solo dieci anni ed era garzone presso la storica trattoria “’O fussutiello”, situata sulla strada che da Mugnano dà verso Giugliano. Una mattina di novembre del 1943, si stava recando sul posto di lavoro quando, proprio nei pressi del locale, si fermò una pattuglia tedesca che, sotto gli occhi di alcuni passanti e dello stesso datore di lavoro, gli intimò di salire sul mezzo. Immobilizzato dalla paura si lasciò catturare senza alcuna reazione. Stessa sorte capitò ad altri tre compaesani che vistisi puntare le armi contro non tentarono alcuna opposizione. Mentre la pattuglia si allontanava con il bottino di persone inermi, mio padre, dal rumoroso cingolato, lanciò un grido di aiuto con la speranza che tale supplica giungesse ai propri familiari; ma il rumore coprì la voce e il convoglio sparì nella grande nuvola di polvere che il veicolo lasciò dietro di sé percorrendo l’attuale Via 4 Martiri. Il viaggio, però, fu breve. In pochi minuti giunsero nel luogo di destinazione, ovvero dove i tedeschi stavano installando un accampamento situato tra la circumvallazione e Via Rossetti, qualche centinaio di metri più avanti, dov’era ubicata la stessa trattoria. Li scaraventarono dal veicolo e gli fu ordinato di scavare delle buche. Mio padre, ancora oggi, è convinto che quelle buche non sarebbero state né la sua tomba né quella degli altri, ma semplicemente le postazioni delle mitragliatrici. Come gli disse, in un italiano alquanto rudimentale, uno dei soldati messo a guardia dei forzati. Dopo alcune ore, del faticoso scavo, la stanchezza si faceva terribilmente sentire. Alcuni, tra una badilata di terra e l’altra, piangevano ed imprecavano; gli altri, invece, tentavano di rassicurarli. Nel frattempo in paese si era sparsa la voce ed alcuni familiari dei malcapitati giunsero presso il campo. La moglie di uno di questi, con in braccio il suo figlioletto, gridava dimenandosi affinché suo marito, che intanto continuava a scavare, venisse liberato. Quasi al termine dello scavo sopraggiunse anche uno dei proprietari della locanda dove mio padre era impiegato e questi, dopo aver interloquito con il comandante tedesco, riuscì a liberarlo dalle grinfie germaniche. Intanto, sul luogo sinistro, giunsero i parenti di tutti gli altri i malcapitati che dopo una tenace insistenza li riuscirono a portar via sani e salvi. Differente, purtroppo, fu l’epilogo di altri eventi accaduti in quei giorni nel nostro territorio. Le diverse rappresaglie eseguite dalle truppe tedesche segnarono di lutti tutti i comuni del comprensorio. Mugnano si vide massacrare quattro dei suoi figli migliori, quattro sacerdoti che immolarono le loro giovani vite nel tentativo di scongiurare un eventuale bombardamento ai danni della città. Sei, invece, fu il numero dei martiri di Villaricca, tra cui una donna. Mentre a Giugliano, a seguito del ritrovamento di un tedesco ucciso, furono trucidati 13 uomini la cui esecuzione avvenne in Piazza Annunziata. Nel frattempo le notizie che giungevano dal capoluogo e quelle recepite attraverso le trasmissioni di “Radio Londra” erano alquanto confortanti. L’avanzata degli alleati, se pur a rilento, confortava l’animo ormai stanco di chi aveva subito ogni angheria. Rincuorati dall’imminente venuta delle truppe di liberazione americane, un gruppo di partigiani maranesi, armatosi come poteva, tentò di contrastare i piani di sabotaggio dei tedeschi. Infatti diversi furono gli scontri che gli insorti ebbero con le truppe della Wehrmacht, evitando così che i ponti lungo il tratto di Via Santa Maria a Cubito venissero tutti distrutti per ostacolare e ritardare, quindi, l’avanzata degli alleati. Per stanare il gruppo di fuoco maranese giunsero, da Mugnano e da Giugliano, soldati tedeschi supportati da una intera colonna di Panzer Regiment e Kampfgruppen, senza però ottenere nessun risultato. Il 3 ottobre giunsero a Mugnano le autoblindo dello squadrone Kings Dragoon Guards, insieme ai fanti americani del primo battaglione del 143° Reggimento della 36esima Divisione e di alcuni carriarmati Sherman dei Royal Scots Greys britannici. E' quanto racconta pure Simon Pocock nella sua grande opera del 2009 "Campania 1943" edizione Three Mice Books. Alcuni giorni dopo la divisione tedesca, di stanza nei nostri comuni, incolonnatasi con quel che gli era rimasto del carico di morte, prese la direzione verso nord, lasciando, quindi, le nostre terre e inseguiti dagli alleati. E all'indomani dell’entrata della 23esima Brigata Corazzata inglese (Foto sopra), mio padre, nella piazza centrale di Mugnano gremita di gente, spontaneamente, stavolta, salì su di un carro armato gridando, insieme a tanti altri, “’A guerra è fernuta, evviva ‘a libbertà”.


testo di Carmine Cecere

Mugnano, morto l'avvocato Armando Cipolletta


Armando, amico di una spensierata giovinezza. È in questo momento tristissimo che i ricordi migliori ritornano alla mente, e i sorrisi e le battute di un tempo vengono a farci male, a farci riflettere. Facemmo amicizia negli anni settanta, spesso ero a casa sua, accolto sempre ben volentieri dalla famiglia. Il Movimento Biblico Cattolico fu dove avvenne il nostro incontro, dove nacque quell'amicizia che si salda nel tempo e anche se poi i percorsi della vita dividono il pensiero e gli incontri inaspettati diventavano sempre momenti di festa, di gioia nel rincontrarsi. Conosciuto da tutti per il suo passato di militanza nella Democrazia Cristiana, nonché consigliere comunale e rappresentante legale del Comune mugnanese. Non ci resta che esprimere il nostro cordoglio a tutta la sua famiglia per la prematura perdita, porgendo le più sentite condoglianze.
Carmine Cecere 



giovedì 23 aprile 2026

Mugnano e un tempo che non c'è più

Nel XIX secolo Mugnano doveva presentarsi in ogni sua aia o cortile che fosse simile alla scena bucolica della foto qui a fianco. Un mondo raccontato dal Gargiulo, dal Capasso e da tanti altri storici della nostra bella terra. Scene così le possiamo solo vedere attraverso stampe come quella qui raffigurata. Un'aia ricca di animali domestici, colombe che danzano mentre cercano di beccare il cibo lanciato dalle due fanciulle. Fatti simili di sicuro avvenivano anche qui a Mugnano, quando un mondo rurale predominava, quando gli uomini e gli animali vivevano negli stessi luoghi in continuo contatto tra loro, addirittura alcuni dormivano in casa, come gli animali da soma per esempio, in special modo nei mesi invernali il cui calore dei loro corpi riscaldava il locale in cui si dormiva. Questa immagine mi trascina in un tempo ormai finito, in una leggerezza di vita difficile che ritorni, come le distese di frutteti e verde che circondavano le magioni mugnanesi. Un tempo che non c'è più, differente da quello attuale veloce e noioso, dove non ci sono né più aie, né polli in libertà da dar da mangiare, né piccioni viaggiatori che fanno da postini e nemmeno più calessi che fermano in piazza in attesa di passeggeri. Tutto scomparso, modificato, anche gli odori sono cambiati, la primavera non si avverte più, e non è più preponderante come un tempo, e di bucolico non ci resta più nulla in questo paese, ma a dire il vero come ovunque.


Foto e testo di Carmine Cecere 
Stampa J. Adler

mercoledì 22 aprile 2026

Mugnano, in ricordo della scomparsa associazione Padre Pio

Fondata nel 1999, sul finire del secolo XX, era domiciliata in Via 4 Martiri dove un tempo via era il tabacchino del cavaliere. L'associazione contava non molti membri ma uno degli assidui frequentatori era Gabriele Capasso, detto Lello il fabbro (come si vede nella foto). L'associazione raccoglieva persone del circondario e qualcuno che veniva da più distante. Le attività che si svolgevano erano perlopiù ludiche, ossia giocavano a carte e discutevano di ciò che accadeva in città. Ogni anno, poi, organizzavano i festeggiamenti al santo e null'altro. Il loro scopo era di onorare il poverello di Pietrelcina e di divertirsi nello stare insieme. Purtroppo l'esistenza dell'associazione non durò a lungo, giacché chiuse i battenti all'inizio degli anni duemila.


Testo di Carmine Cecere 


lunedì 20 aprile 2026

Mugnano, il Cardinale Battaglia a San Biagio

Sabato, 25 Aprile 2026, San Biagio apre le porte al Cardinale Battaglia, il quale, alle 18,30, presenzierà la santa Messa in occasione della chiusura della Missione Popolare tenutasi in questi 9 giorni in cui Mugnano ha visto ogni suo luogo visitato dai missionari Oblati. Case, scuole, sedi politiche, la Casa comunale, luoghi in cui Cristo attraverso questi suoi annunciatori della Sacra Parola è stato portato per segnare un momento d'incontro, ovvero la Chiesa che va dai fedeli, dalla gente, da chi soffre, da chi ha bisogno di dialogo, di uno scambio, di chi ha bisogno dell'altro per incontrare Gesù. Alle 20,30, dopo la cerimonia religiosa ci sarà, presso l'Istituto del Sacro Cuore, uno spettacolo a cura delle suore.

Le oblatine in missione davanti san Biagio 

Testo di Carmine Cecere 

sabato 18 aprile 2026

San Biagio, è partita la missione popolare

In una Chiesa colma di fedeli è partita la Missione Popolare voluta dalla parrocchia di San Biagio e diretta dal parroco don Antonio Di Guida che si terrà dal 18 aprile al 26. A celebrare la santa messa inaugurale c'era il vescovo ausiliare don Michele Autuoro, coadiuvato dal parroco don Antonio di Guida e da i diaconi tutti. La missione Si svolgerà lungo nove giorni di eventi e di incontri con quaranta missionari Oblati di Maria Immacolata: i quali visiteranno persone abbienti, il mondo della politica mugnanese, nonché quello della scuola. "Sotto chi tene core" questo è il titolo dato alla missione "che vivremo e che sarà un tempo speciale di incontri, d'ascolto e annuncio della parola di Cristo". 

L'omelia del V.A. Michele Autuoro
 
Processione del 19 aprile 2026 foto
Anonimo 


Foto e testo di Carmine Cecere 

Mugnano, i personaggi: Martini e Riviello

Nella foto a fianco vediamo due giovani sorridenti professori della Cirino degli anni settanta: Nicola Martini e Raffaele Riviello. Colonne portanti di quel periodo, il primo di Applicazioni Tecniche, il secondo professore di disegno. Se non ricordo male il Martini abitava nel palazzo della Zerowatt, in fondo via Mugnano - Melito; il Riviello, invece, abitava nel suo palazzotto sul finire di Via San Lorenzo, sotto il quale aveva una fabbrica dove realizzava scheletri in legno per videogiochi da bar. Aveva un carattere tenace e i suoi studenti sapeva tenerli a bada, ma non era cattivo né presuntuoso e quando c'era da scherzare era permissivo e anche lui scherzava. I più bravi in disegno di quella storica sezione eravamo io e Angelo Spaccamonte, buonanima. Il Martini era un pezzo di pane d'uomo, sopportava qualsiasi angheria da parte nostra. Ogni sua lezione si trasformava in guerriglia urbana, lui alla lavagna che spiegava e noi nei banchi a fare casino, dopo averci richiamato a più riprese, vinto se ne usciva a fumare una sigaretta, tra l'altro era un fumatore incallito, l'indice e il medio della mano destra erano ingialliti. Non meritava affatto alunni come noi, meritevoli solo di biasimo, indisciplinati fino al midollo, una vera apocalisse per un uomo così a modo, lasciò questa terra nel 1980. Del Riviello si sa solo che abbandonò Mugnano per trasferirsi al nord con la famiglia e la fabbrica. 


Testo di Carmine Cecere 
Foto Mugnano Antica 

venerdì 17 aprile 2026

Mugnano, il personaggio: "Peppe 'o faggiano"

"Peppe 'o faggiano" alias Giuseppe Capasso, il professore. Stimato da tanti per il suo impegno scolastico con la sua scuola sita in Via Napoli negli anni settanta - ottanta, nei cui locali a breve, speriamo, sarà aperta al pubblico la biblioteca e mediateca realizzata sotto l'amministrazione Sarnataro e in attesa ancora che ciò abbia un lieto fine. Il professore era un personaggio eclettico, un amicone con tutti, se così possiamo dire. Durante una tornata elettorale per le amministrative, se non ricordo male, gli fu giocato un brutto scherzo. Si era candidato tra le fila del PSDI è l'esito lo vide vincitore, ma la telefonata arrivata dalla prefettura era uno scherzo e la festa organizzata per le strade del paese si tramutò in una sorte di funerale. L'uomo ci rimase male e di tanto affronto non si è mai saputo chi fossero stati gli ideatori. Continuò a lavorare con la sua scuola e per anni ha sfornato generazioni di alunni che di sicuro avranno un buon ricordo di "Peppe 'o faggiano".


Testo di Carmine Cecere 
Nella foto in alto, tratta da Mugnano Antica, il primo da sx è il professore Giuseppe Capasso 

giovedì 16 aprile 2026

Mugnano, i segni del passato: le pompe di benzina

Agli inizi degli anni duemila fu smantellata la pompa di benzina API posizionata in Largo Cioto già esistente dagli anni settanta, dopo anni di esercizio la legge impediva l'esistenza di tale servizio a ridosso di civili abitazioni, pertanto fu rimossa e la piazza fu poi messa a nuovo. La stessa cosa avvenne con la pompa di benzina Esso (vedi nella foto sopra) posta in Via Napoli di fronte la croce un decennio prima e per lo stesso motivo. Seppur con i requisiti simili alla prima, era di una comodità unica, purtroppo la legge sulla sicurezza imponeva la rimozione. E così fu e i mugnanesi per fare rifornimento dovevano recarsi alla vicino Marano o altrimenti sulla circumvallazione.


Testo e foto di Carmine Cecere 

Mugnano, i segni del passato

Sui muri di palazzo Capecelatro, sito in Piazza Dante detta dagli anziani del paese "'nmiezo 'o llario", restano ancora i segni del passato, ed il tempo trascorso si vede tutto. È da molto che notavo degli strumenti strani fissati alle mura esterne del detto palazzo e che sicuramente stanno lì da circa un secolo. Ciò me lo confermò anche la buonanima di mio padre che quei ferri in ghisa conficcati alla parete non sono altro che i tiranti dei cavi aerei del tram. Sono lì e testimoniano una realtà volata via, un tempo di questa cittadina ormai cancellato dal presente e dal progresso. Il tram che dalla piazza omonima del capoluogo stazionava, una prima volta fuori dal paese, ovvero: più o meno all'altezza dove oggi c'è la croce in Via Napoli, e successivamente, su richiesta del Consiglio comunale mugnanese, lo stazionamento avvenne 'nmiezo 'o llario. Di tutto l'ambaradan di binari e cavi, restano solo quei due tiranti che nel loro piccolo fanno la storia di un tipo di trasporto ancora attuale nelle grandi città ma scomparso nelle piccole comunità e che credo sarebbe stato molto più utile di una metropolitana la cui stazione è lontana due chilometri e mal raggiungibile.

Il tram fermo in Piazza Dante
a Mugnano. Foto sopra: uno dei due 
tiranti sulla parete di palazzo 
Capecelatro 


Foto e testo di Carmine Cecere 

lunedì 13 aprile 2026

Mugnano, nuova toponomastica, i personaggi: Luigi e Enrico Amatore

La strada nuova detta Via Papa è stata assegnata a Luigi Amatore, 64 anni, e il figlio Enrico Amatore, 21 anni, entrambi originari di Mugnano di Napoli, perirono nell'incidente aereo avvenuto nel Casertano: il Tecnam su cui stavano viaggiando, decollato da Castel Volturno, cadde nel territorio di Cellole. Nell'impatto, avvenne in una zona disabitata, il monomotore andò completamente distrutto e i soccorritori non riuscirono a fare altro che constatare il decesso di entrambi i passeggeri. Enrico Amatore, in passato cestista della Delfino Mugnano, tra le squadre dilettantistiche di basket più note del territorio, voleva prendere il brevetto di volo. "Una tragedia che spegne il sogno di un ragazzo brillante, che studiava perché voleva diventare pilota", dichiarò don Antonio Di Guida, parroco della Chiesa di San Biagio. Il padre era agente della Polizia Municipale in pensione. Le due vittime sono rispettivamente figlio e marito della dirigente scolastica del liceo Segré di Marano di Napoli, Lina Varriale. La famiglia, proseguì il parroco, era molto vicina alla parrocchia e lo stesso Enrico fino a qualche tempo fa partecipava all'ACR, l'Azione cattolica ragazzi. Il sindaco di Mugnano, Luigi Sarnataro, con un post sui social, espresse la solidarietà e vicinanza alla famiglia a nome dell'Amministrazione.


Testo tratto da Fanpage.it
Pagina a cura di Carmine Cecere 

Mugnano, nuova toponomastica, il personaggio: Francesco Chianese

La strada nuova che da Via Mercato porta a Via San Lorenzo è stata allocata al Dott. Francesco Chianese, nato a Mugnano l'11 giugno del 1953. Laureato in medicina, esercitò la professione presso l'ASL NA2. Nel 1994, è eletto per la prima volta sindaco di Mugnano di Napoli. Dopo pochi mesi, iniziano le vicessitudini giudiziarie. Il 16 febbraio del '95, viene arrestato con l'accusa di minacce a pubblico ufficiale per interessi privati in atti d'ufficio. Scagionato in appello alla prima sentenza, è definitivamente assolto il 18 settembre 1997. Nonostante fosse gravemente ammalato, viene proposto come candidato sindaco da PPI, RI, PRC, Democratici e civiche Sinistra Democratica e Mugnano per il 2000. Dopo poco più di tre mesi, il 17 agosto, è vinto da un male incurabile. L'aula Consiliare mugnanese è a lui dedicata.


Testo e foto tratti dal periodico "Periferia" di ottobre 2000.
Pagina a cura di Carmine Cecere 

Mugnano, nuova toponomastica, il personaggio: Benedetto Vulpes

La già Via Mugnano - Calvizzano assumerà il nome di Benedetto Giuseppe Gaetano Andrea Michele Antonio Vulpes, il quale nasce a Pescocostanzo, L’Aquila, il 22 maggio 1783, da don Bernardo Maria Donato Venanzio Vulpes e Donna Maria Rachele De Massis. È uno dei primi Vulpes a stanziarsi a Napoli. Educato alle scienze filosofiche e alle lettere dal fratello Giambattista, studiò queste materie e quelle matematiche presso il seminario arcivescovile di Lanciano e nel monastero di Montecassino. Venne poi inviato a Napoli, dove fu iniziato alla professione medica; e da quanto imparato aprì sin dal 1808 una scuola medica, mantenuta fino al 1826. Già nel 1803 divenne professore di Anatomia patologica, divenendo professore in seconda del prof. Francesco Antonio Grillo (1770-1848), posto che mantenne fino al 1817, quando divenne direttore dell’Ospedale Carcerario nell’ex Convento di San Francesco di Paola di Napoli. Nel 1810, tramite concorso, prese il ruolo di Docente di Fisiologia presso l’Università di Napoli “Federico II” e divenne anche medico dell’Ospedale degli Incurabili. Nel 1811 divenne medico del manicomio di Aversa, dove per la prima volta venne stilata la statistica degli infermi ricoverati nell’ospedale psichiatrico grazie a lui.


Testo Domenico Rosiello, foto Carmine Cecere 
Pagina a cura di Carmine Cecere 

Mugnano, nuova toponomastica, il personaggio: Federico II di Svevia

Via Crispi II parallela Aldo Moro sarà Federico II di Svevia, ovvero 
Federico Ruggero di Hohenstaufen (Jesi, 26 dicembre 1194 – Fiorentino di Puglia, 13 dicembre 1250) è stato re di Sicilia (come Federico I, dal 1198 al 1250), duca di Svevia (come Federico VII, dal 1212 al 1216), Imperatore dei Romani (come Federico II, eletto nel 1211, poi incoronato ad Aquisgrana nel 1215 e, successivamente, a Roma dal papa nel 1220) e re di Gerusalemme (dal 1225 per matrimonio, autoincoronatosi nella stessa Gerusalemme nel 1229). Passato alla storia con l'appellativo stupor mundi ("meraviglia o stupore del mondo"), Federico II era dotato di una personalità poliedrica e affascinante che, fin dalla sua epoca, ha polarizzato l'attenzione degli storici e del popolo, producendo anche una lunga serie di miti e leggende popolari, nel bene e nel male. Nonostante ciò è ricordato per aver accolto alla sua corte grandi artisti e poeti del suo tempo, rendendo il suo regno un centro di grande cultura. Il suo mito finì per confondersi con quello del nonno paterno, Federico Barbarossa.


Testo Wikipedia, foto sconosciuto pubblico dominio 
Pagina a cura di Carmine Cecere 

Mugnano, nuova toponomastica, il personaggio: Matilde di Canossa

L'area del parcheggio del cimitero sarà dedicato a Matilde di Canossa, o Mathilde (più correntemente Matilde di Toscana, in latino Mathildis, in tedesco Mathilde von Tuszien), contessa di Mantova, duchessa di Spoleto, margravia di Toscana, duchessa consorte della Bassa Lorena, contessa consorte di Verdun e duchessa consorte di Baviera, nota anche con lo pseudonimo di Magna Comitissa, in italiano Gran Contessa (Mantova (?), marzo 1046 – Bondeno di Roncore, 24 luglio 1115), è stata una nobildonna italiana di stirpe longobarda, membro della dinastia degli Attoni, detti comunemente "Canossa" dal nome di un loro feudo. Matilde fu una potente feudataria; si impegnò con fervore in difesa del papato durante la lotta per le investiture. Emerse come figura di primaria importanza, estendendo il suo dominio su tutti i territori italiani situati a nord dello Stato Pontificio. Fu sotto la sua guida che il dominio dei Canossa raggiunse il proprio apice in termini di estensione territoriale.


Testo Wikipedia, ritratto autore sconosciuto pubblico dominio 
Pagina a cura di Carmine Cecere 

Mugnano, nuova toponomastica, la tragedia: Vittime delle Foibe

A prendere la denominazione Vittime delle foibe sarà la piazzetta del Ritiro. Le foibe sono cavità carsiche usate dai partigiani jugoslavi di Tito per eliminare militari, civili, fascisti, ma anche antifascisti e italiani non comunisti tra il 1943 e il 1945. Le stime parlano di migliaia di morti (alcune fonti citano circa 5.000, altre il doppio). Nella foto la foiba di Monrupino detta anche 149. Alla fine della seconda guerra mondiale, dentro questa foiba furono gettate dalle truppe del maresciallo Tito circa una cinquantina di salme, principalmente militari tedeschi caduti durante la battaglia di Opicina o prigionieri fucilati. Il numero dei corpi risulta dall'esplorazione fatta dall'ispettore della Polizia Civile Umberto De Giorgi negli ultimi mesi del 1945 e i primi del 1946.


Testo Wikipedia, foto sconosciuto, pubblico dominio 
Pagina a cura di Carmine Cecere 

domenica 12 aprile 2026

Mugnano, nuova toponomastica, il personaggio: don Giuseppe Diana

La già prima traversa Aldo Moro si onorerà di diventare Via Giuseppe Diana, chiamato anche Peppe Diana o Peppino Diana (Casal di Principe, 4 luglio 1958 – Casal di Principe, 19 marzo 1994), è stato un presbitero, attivista e scout italiano, assassinato dalla camorra per il suo impegno antimafia. Nasce a Casal di Principe, in provincia di Caserta, da una famiglia di proprietari terrieri. Nel 1968 entra nel seminario di Aversa: vi frequenta la scuola media e il liceo classico. Successivamente continua gli studi teologici nel seminario di Napoli, sede della Pontificia facoltà teologica dell'Italia meridionale. Vi si laurea in Teologia biblica e poi si laurea in Filosofia presso l'Università degli Studi di Napoli Federico II. Nel 1978 entra nell'Associazione Guide e Scouts Cattolici Italiani (AGESCI) dove fa il capo reparto. Nel marzo 1982 è ordinato sacerdote. Alle 7.20 del 19 marzo 1994, giorno del suo onomastico, mentre si accinge a celebrare la messa, don Diana venne assassinato nella sacrestia della chiesa di San Nicola di Bari a Casal di Principe. Un camorrista lo affronta con una pistola. I 5 proiettili vanno tutti a segno: due alla testa, uno al volto, uno alla mano e uno al collo. Don Giuseppe Diana muore all'istante. L'omicidio, di puro stampo camorristico, fa scalpore in tutta Italia e in tutta Europa per la sua brutalità. Un messaggio di cordoglio è pronunciato da papa Giovanni Paolo II durante l'Angelus del 20 marzo 1994.


Testo Wikipedia, foto sconosciuto, pubblico dominio 
Pagina a cura di Carmine Cecere 

Mugnano, nuova toponomastica, il personaggio: Giuseppina Bianco

Sarà la stessa strada che ospita una croce dedicata a lei, via Costantino, che prenderà il nome di Giuseppina Bianco. Nacque nel gennaio del 1927, a Piscinola, allora frazione del Quartiere San Carlo All'Arena, nella masseria Delle Donne. La sua era una famiglia numerosa, i cui genitori, Andrea e Teresa, e i numerosi fratelli piccoli, si dedicavano con sacrificio al duro lavoro nei campi. "Era una fanciulla buona, semplice e mite, modesta e bene educata come tutte le fanciulle del paese, religiosa, senza smanie, studiosa per quel tanto che le permise di ottenere la licenza elementare, per poi dedicarsi alle cure della famiglia e della terra come quasi tutte le contadinelle del luogo, presto spose e prolifiche mamme". Eravamo sul finire della seconda guerra mondiale, gli alleati sbarcati a Salerno, con sacrifici, arrivarono a Napoli e anche a Piscinola e il paese era stato trasformato in sede di accampamento per i marocchini del generale francese Jouè, reduci delle bravate di Esperia e le donne avevano paura. Non osavano più andare fuori sole, nemmeno di giorno, nemmeno per andare in chiesa, e si raccoglievano nella minuscola cappella votiva dedicata al Sacro Cuore, in piena campagna". L'episodio dell'eccidio di Giuseppina Bianco avvenne, il 17 maggio del 1944, quando la ragazza era dedita, insieme alla mamma e alcuni fratellini, al lavoro di diserbo del grano nel suo piccolo podere, situato non lontano dalla masseria Epitaffio, dove c'era una cappellina, proprio per mano di un soldato francese sbandato che vedendo la ragazza tentò di violentarla e preso da rabbia e raptus trafisse Giuseppina con l'arma che aveva con sé nella masseria Epitaffio in Mugnano di Napoli.


Testo di Salvatore Fioretto, foto sconosciuto, pubblico dominio 
Pagina a cura di Carmine Cecere 

Mugnano, nuova toponomastica, il personaggio: Marco Pantani

Sarà dedicata al grande scalatore la strada detta Cuparella. Marco Pantani (Cesena, 13 gennaio 1970 – Rimini, 14 febbraio 2004) è stato un ciclista su strada italiano, con caratteristiche di scalatore puro. Soprannominato "il Pirata" (o anche "Pantadattilo", appellativo attribuitogli dal giornalista Gianni Mura), è considerato tra i più forti scalatori puri di tutti i tempi in virtù dei numerosi suoi record in salita e i riconoscimenti da parte di altri corridori.


Testo Wikipedia, foto autore sconosciuto, pubblico dominio
Pagina a cura di Carmine Cecere 

Mugnano, nuova toponomastica, il personaggio: Angelo Vassallo

La già V traversa di Via Aldo Moro si onorerà di portare il nome di Angelo Vassallo (Pollica, 22 settembre 1953 – Acciaroli, 5 settembre 2010) è stato un politico italiano. Sindaco di Pollica in tre mandati (dal 1995 al 1999, dal 1999 al 2004 e dal 2005 al 2010), nel 2010 si era presentato per un quarto mandato: unico candidato, rieletto il 30 marzo con il 100% dei voti validi, 76,55% dei votanti (1286 voti su 1680 votanti, con 394 schede non valide, incluse le bianche) a fronte di un'affluenza votanti del 72,4% degli aventi diritto. Esponente del PD, in passato aveva ricoperto anche l'incarico di consigliere provinciale a Salerno tra le file de La Margherita; oltre alla carica di sindaco, ricopriva anche quella di presidente della Comunità del parco, organo consultivo e propositivo dell'ente parco nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni. Soprannominato il "sindaco pescatore", politicamente Vassallo si distingueva per un marcato ambientalismo. Fu assassinato il 5 settembre del 2010.


Testo e foto Wikipedia
Pagina a cura di Carmine Cecere 

Mugnano, nuova toponomastica, i personaggi: Falcone e Borsellino

La strada nuova detta Via Luca Giordano si pregerà di portare i nomi di due grandi magistrati Giovanni Falcone e Paolo Borsellino sono stati due magistrati italiani simbolo della lotta a Cosa Nostra, assassinati nel 1992 negli attentati di Capaci (23 maggio) e via D'Amelio (19 luglio). Ideatori del "pool antimafia" e del Maxiprocesso, hanno rivoluzionato l'approccio investigativo contro la criminalità organizzata, pagando con la vita il loro impegno. Insieme a Rocco Chinnici (poi ucciso) e Antonino Caponnetto, hanno rivoluzionato l'approccio investigativo contro Cosa Nostra, trattando la mafia come una struttura unitaria. Il loro lavoro ha portato alla sbarra centinaia di mafiosi, culminando il 20 gennaio 1992 con la conferma di condanne storiche per i vertici di Cosa Nostra.


Testo Rai play, studenti.it, fonte foto Focus Junior
Pagina a cura di Carmine Cecere 

Mugnano, nuova toponomastica, il personaggio: Enrico Berlinguer

L'attuale Via Nuova Metropolitana prenderà il nome dello statista Enrico Berlinguer, (Sassari, 25 maggio 1922 – Padova, 11 giugno 1984) è stato un politico italiano, tra le figure più influenti ed emblematiche della cosiddetta Prima Repubblica. Attivo nell'antifascismo sardo, nel 1943 si iscrisse al Partito Comunista Italiano (PCI). Nel dopoguerra fu tra i principali artefici della ricostituzione della sua organizzazione giovanile, la FGCI, che guidò fino al 1956. Nel 1962 entrò nella segreteria del PCI e divenne responsabile della sezione esteri. Eletto segretario generale del partito nel 1972, mantenne tale ruolo fino alla prematura scomparsa dodici anni dopo, a seguito di un ictus che lo colpì durante un comizio.


Testo Wikipedia, foto sconosciuto, pubblico dominio 
Pagina a cura di Carmine Cecere 

Mugnano, nuova toponomastica, il personaggio: Suor Licinia Barrella

La traversa di Via Montale - Via Napoli sarà dedicata a Suor Licinia Barrella, (nata l'11 novembre 1919, deceduta l'8 giugno 1994), è stata una suora delle Discepole di Gesù Eucaristico, facente parte del Ritiro del Carmine, la quale, per anni, ha contribuito alla migliore organizzazione della parrocchia dei santi Alfonso e Luigi di Via Napoli in Mugnano di Napoli sin dalla sua fondazione con l'indimenticabile Mons. Andrea Cipolletta. La sua umiltà era grande come altrettanto grande era il suo impegno per tutti i parrocchiani ed in particolare per i ragazzi. La sua dote principale era quella di aver sempre una parola di conforto per tutti e soprattutto era capace di trasmettere serenità d'animo, nonostante le sue precari condizioni di salute.


Testo Vittorio Calabrese, foto sconosciuto, pubblico dominio 
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Mugnano, nuova toponomastica, il personaggio: Margherita Hack

L'area parcheggio poste si pregerà di portare il nome di una grade scienziata come Margherita Hack (Firenze, 12 giugno 1922 – Trieste, 29 giugno 2013) è stata un'astrofisica, divulgatrice scientifica e attivista italiana. Dopo aver conseguito nel 1940 il diploma di maturità classica (senza esami di maturità, quell'anno, a causa dello scoppio della seconda guerra mondiale) al Liceo classico statale Galileo di Firenze, Hack si laureò in fisica il 15 gennaio 1945 con una votazione di 101/110 con una tesi di astrofisica sulle Cefeidi (in particolare sulla cefeide FF Aquilae), realizzata all'osservatorio di Arcetri quando ne era direttore Giorgio Abetti, scienziato, insegnante e gestore di un centro di ricerca scientifica.


Testo Wikipedia, foto studenti.it
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Mugnano, nuova toponomastica, il personaggio: Caduti di Nassiriya

La prima traversa Cesare Pavese sarà dedicata ai Caduti di Nassiriya. La strage di Nassiriya, avvenuta il 12 novembre 2003 in Iraq, causò la morte di 19 italiani (12 carabinieri, 5 militari dell'Esercito e 2 civili). L'attentato, colpì la base "Maestrale", provocando complessivamente 28 vittime, inclusi 9 iracheni. L'evento è ricordato annualmente il 12 novembre come Giornata del Ricordo dei Caduti. Ecco quanti morirono nell'evento: Carabinieri (12): Massimiliano Bruno, Giovanni Cavallaro, Giuseppe Coletta, Andrea Filippa, Enzo Fregosi, Daniele Ghione, Ivan Ghitti, Domenico Intravaia, Filippo Merlino, Alfio Ragazzi, Alfonso Trincone, Giulio Coletta (citati in e fonti collegate). Esercito (5): Massimo Ficuciello, Silvio Olla, Alessandro Carrisi, Emanuele Ferraro, Pietro Petrucci.
Civili (2): Stefano Rolla (regista), Marco Beci (cooperatore). Un camion cisterna pieno di esplosivo esplose davanti alla base "Maestrale", gestita dai Carabinieri. Il contingente italiano era impegnato nella missione di pace "Antica Babilonia". 


Testo Wikipedia IA Google, foto Quirinale.it
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Mugnano, nuova toponomastica, il personaggio: Francesco Petrarca

La seconda traversa Cesare Pavese prenderà la denominazione di Francesco Petrarca (Arezzo, 20 luglio 1304 – Arquà, 19 luglio 1374) è stato uno scrittore, poeta, filosofo e filologo italiano, considerato il precursore dell'umanesimo e uno dei fondamenti della letteratura italiana, soprattutto grazie alla sua opera più celebre, il Canzoniere, patrocinata quale modello di eccellenza stilistica da Pietro Bembo nei primi del Cinquecento. Uomo slegato ormai dalla concezione della patria come mater e divenuto cittadino del mondo, Petrarca rilanciò, in ambito filosofico, l'agostinismo in contrapposizione alla scolastica e operò una rivalutazione storico-filologica dei classici latini. Fautore dunque di una ripresa degli studia humanitatis in senso antropocentrico (e non più in chiave assolutamente teocentrica), Petrarca (che ottenne la laurea poetica a Roma nel 1341) spese la sua intera vita nella riproposta culturale della poetica e filosofia antica e patristica attraverso l'imitazione dei classici, offrendo un'immagine di sé quale campione di virtù e della lotta contro i vizi.


Testo Wikipedia, ritratto di Andrea del Castagno, pubblico dominio 
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Mugnano, nuova toponomastica, il personaggio: Matilde Serao

Alla prima traversa Cesare Pavese sarà allocata Matilde Serao
(Patrasso, 7 marzo 1856 – Napoli, 25 luglio 1927) è stata una scrittrice e giornalista italiana. Come scrittrice è considerata tra i massimi esponenti del verismo. Come giornalista è stata la prima italiana ad aver fondato e diretto un quotidiano, Il Corriere di Roma, esperienza successivamente ripetuta con Il Mattino e Il Giorno. Venne indicata da Angelo de Gubernatis nel 1895 come "La più poderosa per ingegno, vivace fantasia e vigore di stile fra le nostre scrittrici".


Testo Wikipedia, foto Carlo Brogi, pubblico dominio 
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Mugnano, nuova toponomastica, il personaggio: Maria Callas

La prima traversa Cesare Pavese, area parcheggio prenderà il nome di Maria Callas, pseudonimo di Maria Anna Cecilia Sofia Kalogeropoulou (New York, 2 dicembre 1923 – Parigi, 16 settembre 1977), è stata un soprano statunitense di origine greca, naturalizzata italiana e successivamente greca. Dotata di una voce dal timbro omogeneo e di grande volume, Maria Callas ne sviluppò un abile controllo nonché una notevole estensione e agilità, grazie alla formazione belcantistica ricevuta dal soprano Elvira de Hidalgo. Unito alla grande musicalità e natura drammatica, questo bagaglio tecnico la rese artefice della riscoperta del repertorio italiano della prima metà dell'Ottocento insieme ai direttori Tullio Serafin, Antonino Votto e Nicola Rescigno, in particolare di Vincenzo Bellini e Gaetano Donizetti.


Testo Wikipedia, foto CBS television, pubblico dominio 
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Mugnano, nuova toponomastica, il personaggio: Ferdinando Patturelli

La strada nuova Cesare Pavese (campi Tennis) prenderà il nome del famoso Architetto Ferdinando Patturelli. Non sono disponibili ritratti o immagini ampiamente diffusi che raffigurino l'architetto Ferdinando Patturelli (XVIII-XIX secolo) specificamente negli anni della sua giovinezza. Collaborò attivamente alla trasformazione urbanistica di Caserta e dei Siti Reali, lavorando spesso insieme ad altri celebri architetti dell'epoca come Francesco Collecini. Realizzò importanti piantine storiche, come quella del 1840 insieme a Carlo Galli. Il suo volume del 1826, Caserta e San Leucio descritti dall'architetto Ferdinando Patturelli, è una delle fonti principali per lo studio del complesso borbonico.

Testo AI Google, foto fonte www.pontelandolfonews.com
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Mugnano, nuova toponomastica, il personaggio: Elsa Morante

La prima traversa detta strada nuova Cesare Pavese porterà il nome di Elsa Morante (Roma, 18 agosto 1912 – Roma, 25 novembre 1985) è stata una scrittrice, saggista, poetessa e traduttrice italiana, tra le più importanti narratrici del secondo dopoguerra. Prima donna a essere insignita del Premio Strega nel 1957 con il romanzo L'isola di Arturo, è autrice del romanzo La Storia, che figura nella lista dei cento migliori libri di tutti i tempi, stilata nel 2002 dal Club norvegese del libro. Sua nipote è l'attrice Laura Morante.


Testo Wikipedia, foto pubblico dominio 
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Mugnano, nuova toponomastica, il personaggio: Eleonora de Fonseca Pimentel

La traversa a ridosso dell'Ufficio Postale sarà denominata Eleonora de Fonseca Pimentel (Roma, 13 gennaio 1752 – Napoli, 20 agosto 1799) è stata una patriota, politica, giornalista e poetessa italiana, una delle figure più rilevanti della breve esperienza della Repubblica Napoletana del 1799. Ebbe scambi epistolari con letterati tra cui Pietro Metastasio, colpito dalle sue capacità, a cui dall'età di diciotto anni aveva cominciato a inviare i suoi primi componimenti. Si dedicò in seguito allo studio delle discipline storiche, giuridiche ed economiche. Fin dall'adolescenza partecipò ai salotti di Gaetano Filangieri, dove incontrò tra gli altri il dottor Domenico Cirillo e il massone Antonio Jerocades.


Testo Wikipedia, ritratto immaginario di Eleonora, pubblico dominio 
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Mugnano, nuova toponomastica, il personaggio: Mons. Francesco Gargiulo

Alla seconda traversa Cesare Pavese è stato collocato Francesco Gargiulo, insigne letterato e poeta, nonché parroco di San Biagio, in Mugnano di Napoli, dal 1985 al 1992, anno della sua dipartita. Nasce, nella sua tanto amata Mugnano, il 5 febbraio del 1919. Crescendo matura la scelta per il sacerdozio. Infatti fu ordinato sacerdote il 4 Marzo del 1944. Compie gli studi di Teologia del Corso biennale all'Angelicum di Roma e nel Belgio alla Facoltà di Teologia dell'Università di Loviano. Appassionato di poesia, di storia e di letteratura si laureò in Lettere il 31 Marzo del 1950 e in Filosofia il 4 Luglio del 1951 presso l'Università di Napoli con due studi su «Giacomo Gilberto Nogueras, Vescovo di Alife al Concilio di Trento», fu insignito della Laurea in Teologia dalla Pontificia Università S. Tommaso d'Aquino di Roma. Insegnò Lettere per molti anni a Mugnano, presso la Scuola Media “Luigi Cirino”, dove ricoprì la carica di vice-preside e per circa sette anni fu parroco di San Biagio. È stato il primo storico di Mugnano con il volume "Mugnano di Napoli, tra storia e tradizione" e altre opere. La sua scomparsa avvenne il 13 maggio del 1992.


testo di Carmine Cecere foto sconosciuto 

sabato 11 aprile 2026

Mugnano, nuova toponomastica, il personaggio: Maria Montessori

La prima traversa di via Toccare sarà denominata Maria Tecla Artemisia Montessori, nota come Maria Montessori (Chiaravalle, 31 agosto 1870 – Noordwijk, 6 maggio 1952) è stata una pedagogista, educatrice e medica italiana, internazionalmente nota per il metodo educativo che prende il suo nome, adottato in migliaia di scuole dell'infanzia, elementari, medie e superiori in tutto il mondo.


Testo Wikipedia, foto pubblico dominio 
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Mugnano, nuova toponomastica, il personaggio: Mons. Andrea Cipolletta

La prima traversa di Via Napoli, nelle vicinanze della chiesa dei SS. Alfonso e Luigi prenderà il nome di Don Andrea Cipolletta, parroco della prima ora della menzionata chiesa. Inaugurata nel natale del 1972. Don Andrea amò quel luogo e lo fece crescere spiritualmente e socialmente. Quella zona deserta di spirito si riaccese con la volontà del sacerdozio a favore degli altri fino all'ultimo dei suoi giorni, quando si spense nel 2001.


Testo di Carmine Cecere, foto De Magistris 

Mugnano, nuova toponomastica, il personaggio: Sandro Pertini

Via Crispi parallela di via A. Moro avrà la denominazione di un grande uomo, soldato nel regio esercito, partigiano nella seconda guerra mondiale, difensore dei diritti dell'uomo e presidente della Repubblica Italiana.
Alessandro Giuseppe Antonio Pertini, detto Sandro (Stella, 25 settembre 1896 – Roma, 24 febbraio 1990), è stato un politico, giornalista e partigiano italiano. Fu il settimo presidente della Repubblica Italiana dal 1978 al 1985, primo socialista e unico esponente del PSI a ricoprire la carica. Ricordato in una canzone di Toto Cutugno e torna, poi, alla mente quando lo vedemmo in TV sugli spalti del Bernabeu esultare per la conquista del terzo mondiale da parte della nazionale italiana di calcio.


Testo Wikipedia e foto Wiki Commons
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Mugnano, nuova toponomastica, il personaggio: Anna Magnani

All'attuale prima traversa Cesare Pavese troveremo Anna Magnani (Roma, 7 marzo 1908 – Roma, 26 settembre 1973) è stata un'attrice italiana. Soprannominata Nannarella, è considerata una delle maggiori interpreti femminili della storia del cinema e risulta tra le poche attrici, nonché la prima italiana, ad essere considerata in tutto il mondo una grande personalità artistica. Attrice simbolo del cinema italiano, fu una delle figure preminenti della romanità cinematografica del XX secolo, insieme ad Alberto Sordi e Aldo Fabrizi. Celebri le sue interpretazioni, soprattutto in film come Roma città aperta, Bellissima, Mamma Roma e La rosa tatuata. Quest'ultimo le valse nel 1956 un Oscar alla miglior attrice protagonista (la prima attrice non di lingua inglese a ricevere il premio), un premio BAFTA e un Golden Globe. La Magnani è una delle poche personalità italiane ad avere una stella nella Hollywood Walk of Fame.


Testo Wikipedia, foto pubblico dominio 
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Mugnano, nuova toponomastica, il personaggio: Artemisia Gentileschi

Continuiamo ad arricchire le schede dei nuovi toponimi. Artemisia Lomi Gentileschi (Roma, 8 luglio 1593 – Napoli, tra il 1654 e il 1656) è stata una pittrice italiana di scuola caravaggesca. Una delle più grandi pittrici d'Europa. La sua vita fu ricca di eventi e di incontri ma anche di tragedie. Frequentò corti europee e italiane, collaborò con diversi artisti, la maggior parte maschi. Si racconta che morì a Napoli durante la peste del 1656. La strada che beneficerà del suo nome sarà la nuova via Cesare Pavese.


Testo Wikipedia, ritratto Simon Vouet, foto pubblico dominio 
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Mugnano, nuova toponomastica, il personaggio: Salvatore Nuvoletta

La prima traversa di Via Eugenio Montale è stata assegnata al carabiniere Salvatore Nuvoletta (Marano di Napoli, 22 giugno 1962 – Marano di Napoli, 2 luglio 1982) è stato un carabiniere italiano. Arruolatosi nei Carabinieri a soli 17 anni, come primo incarico fu trasferito alla caserma di Casal di Principe. Nel giugno del 1982 i carabinieri della stessa caserma furono coinvolti in un conflitto a fuoco con alcuni criminali legati alla camorra nel corso del quale restò ucciso un pregiudicato. Questo avvenimento è stato posto in relazione con il destino di Salvatore Nuvoletta, anche se quel giorno egli era assente per il turno di riposo settimanale. Il 2 luglio 1982 si trovava nel suo paese natale e, mentre giocava con un bambino nei pressi dell'esercizio commerciale di un suo parente, fu avvicinato, chiamato per nome (per accertarsi della sua effettiva identità) ed infine ucciso da un commando di killer. Anche se l'azione dei sicari fu rapida e improvvisa, il carabiniere diede prova di eroismo e grande istinto reattivo: resosi conto di ciò che stava accadendo, non cercò la fuga, ma anzi scansò il bambino presente e si oppose inerme al commando omicida. Il bambino che grazie a questa pronta reazione del giovane carabiniere ebbe salva la vita, al tempo aveva 9 anni.


Testo Wikipedia, foto carabinieri FB
Pagina a cura di Carmine Cecere