venerdì 22 maggio 2026

Mugnano, la grotta dei briganti

Dall’Archivio storico del Comune di Mugnano, precisamente nei registri delle delibere della Giunta del 1901, sono riportate le richieste di concessione di apertura di taverne e cantine e depositi daziari di vini. In quell’anno furono concesse sei licenze e i beneficiari risultano i seguenti: Riccio Aniello di Vincenzo; Chianese Lorenzo, per deposito e vendita al minuto; Chianese Gennaro fu Vincenzo, apertura di cantina; Zingarelli Angela Gelsomina, apertura di cantina in un pagliaio di sua proprietà sito nel fondo denominato Bosco; De Lorenzo Arturo, apertura deposito di vini alla Via S. Aniello n°22; Basile Giuliano di Gaetano, apertura di cantina con l’esercizio dei giuochi leciti, nel fondo da lui coltivato denominato Pozzillo. Negli anni venti, in Via Torre 42, vi era "La Grotta dei Briganti" o cantina della Parrucchiana (come si vede nella foto sopra di 106 anni fa). Sempre frequentata dal vicinato i quali tra un quarto di rosso e una briscola trascorrevano ore alquanto liete dopo una giornata intensa di lavoro. Posta in un luogo alquanto angusto del paese era comunque meta anche di gente che pur essendo di Mugnano, veniva da fuori mano, come si suol dire, ovvero che non abitava in quella zona. Un'altra taverna storica di sicuro più famosa è quella detta del "Pisciaturo" menzionata in una fiaba del Basile, la quale si trovava sull'antico tratturo che da Mugnano dava verso Chiaiano e da qui verso Napoli.


Testo di Carmine Cecere 
Foto da Mugnano Antica 

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