lunedì 22 giugno 2026

Mugnano, il tempo in cui si cardava la lana

Chi non poteva permettersi il cardalana, la lana se la lavorava da sé, con l'aiuto delle vicine. Gruppi di cinque o sei donne volenterose a turno si aiutavano a cardare la lana dei materassi, quei grossi e massicci materassi di una volta. Con la venuta dell'estate iniziava un programma fitto di aiuti reciproci, tutte le donne di ogni palazzo si organizzavano nella corte e giù di mano ci si dava da fare iniziando con la lana e fino alla confezione delle bottiglie di pomodoro e succhi di frutta. Nei caldi meriggi si lavorava e si conversava, si parlava di tutto un po' e si rideva a più non posso. La lana rinsecchita si allargava con le sole mani e c'era chi prima la lavava mettendola ad asciugare al sole e dopo qualche giorno si procedeva a distenderla. Coloro che potevano impiegare qualche lira chiamavano 'o cardalano che con un attrezzo dentellato di chiodi effettuava ciò che le donne facevano con le sole mani. Mestiere antico e itinerante quello di cardare la lana, e nei mesi estivi si lavorava sempre. L'uomo azionava lo scardasso o il cardatore e pettinava la lana dei materassi e dei cuscini, altrimenti veniva fatta stessa cosa col solo uso delle mani delle donne e di bambine curiose che sembravano divertirsi.


Testo di Carmine Cecere 
Foto internet 

Nessun commento:

Posta un commento