lunedì 29 giugno 2026

Mugnano, l'ortopedico fatto in casa

Fino alla metà del 1900, in tempo di guerra o in luoghi rurali come lo era Mugnano, per medicare le fratture agli arti si utilizzavano bende, se non stracci, imbevute di chiara d'uovo, farina, colla o gesso impastato con acqua e versato sul braccio interessato. Questa pratica primitiva veniva effettuata dall'ortopedico fatto in casa, ovvero dalla donna di casa più anziana, quasi sempre la nonna che nell'arco della sua esistenza era ormai diventata una specialista. Sembra assurdo ma è così, anche le fratture venivano curate in casa, l'ospedale era per il cittadino e non per il contado che per arrivare in ospedale ci sarebbe voluto quasi un'intera giornata e molte volte non c'erano i soldi per affittare il calesse e recarsi a Napoli. "Nel Medioevo il gesso veniva applicato dai medici arabi sotto forma di poltiglia, o versato in stampi di legno attorno all'osso rotto per farlo solidificare". Non in tutte le case però c'era la specialista o lo specialista ovviamente, in una realtà come Mugnano ce ne erano tre o quattro su tutto il territorio che praticavano l'ortopedia fai da te, che a volte mettevano a rischio la stessa salute del malcapitato, vuoi per una cattiva manipolazione dell'arto o per altro. I cosiddetti santoni o stregoni dal malcapitato poi ricevevano un obolo per essersi adoperati. Tanti sono stati i casi che si sono risolti positivamente e tanti che hanno lasciato dei segni permanenti.


Testo di Carmine Cecere e consulenza Internet 
Foto tratta da Step salute


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