domenica 5 aprile 2026

La nostra Pasquetta ai Camaldoli

Meta della nostra Pasquetta per diversi anni è stato il bosco dei Camaldoli. Puntualmente e organizzati alla bene e meglio si raggiungeva l'ameno e storico luogo. Ci si andava in tanti, eravamo sempre un bel gruppo di ragazzi e ragazze, all'epoca facevamo parte del Movimento Biblico Cattolico. Il 160 rosso lo riempivano, poi prendevamo il 165 che ci portava fin alla stazione del Monaldi e da lì a piedi verso la meta pasquale. In primo luogo prendevamo parte alla santa messa, dopo si andava sul belvedere ad ammirare un panorama che pochi hanno al mondo. Dalla collina di Posillipo con sullo sfondo le isole di Ischia e Capri e i Campi Flegrei. Sotto un fortunato sole ci si addentrava tra i castani e lecci del bosco e nel verde brillante ci si sdraiava ai caldi raggi solari. Si inventano giochi, qualcuno raccontava di quella zona, altri discutevano delle Pasquette degli anni precedenti. La chitarra, poi, non mancava mai e a suonarla c'ero sempre io, come si vede nella foto sopra. Il repertorio canoro era vasto: dalla musica leggera a quella sacra. A mezzodì scartocciavamo tutto quello che ognuno aveva portato e intorno ai plaid stesi, come un grossa tavola, ci si accingeva a mangiare e d'obbligo era lo scambio delle pietanze. Le bibite non mancavano e a dire il vero neppure il vino. In quella sana armonia culinaria e di chiacchiere, trascorreva la giornata e prima del calar della sera si ritornava a casa allegri e spensierati come solo i giovani sanno essere. Le generazioni precedenti trascorrevano questo giorno sull'antica pineta di Mugnano, sotto i fusti degli alti pini che sfortuna nostra furono tagliati via per sempre, trasformando quel bellissimo territorio in una distesa arida e di nulla.


Testo e foto di Carmine Cecere 


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