"Notte che vene notte che va, esce stu' juorno a chi amma aspettà..." Pino se lo chiedeva e ce lo chiediamo anche noi. Quando passerà la notte delle idiosincrasie, di questo mondo che amiamo e odiamo, che combattiamo e accarezziamo con dolcezza. Quando sorgerà il giorno di un mondo nuovo, un mondo migliore? Questo sì chiedeva Pino e Eduardo gli rispondeva... "Adda' passà 'a nuttata". Con questo brano, ma non ultimo vi saluto con lo stesso affetto che mi avete dimostrato. A presto, spero.
La Notte Passata
di Carmine Cecere (1998)
Verrà la guerra
dei cuori e degli occhi
e lacrime a fiocchi cadranno
su un campo di ipotesi e fragilità.
Oltre il confine
la ragione si perde
e un anarchico volo poi prende
tra nuvole grige e grigia è la mente.
Ma parlami di Marx
chiese il professore,
io amavo De Gregori
ed il suo generale,
la prof. di fisica aveva
un fisico eccezionale.
Ma i carri armati erano lontani
e disegnammo fiori sopra i muri.
Ma che fai lì sdraiato,
dai svegliati,
che la notte
sembra passata in un attimo.
Verrà la pioggia
a lavare i ricordi,
quelli raccolti negli anni
tra un Natale felice e qualcuno che va.
Lì, fermo sull'uscio
troverai il mio sguardo,
un uomo nel vuoto e niente risposte,
immagini false di uno stupido show.
Ma parlami di Dio
chiese il professore,
io che guardavo il cielo non lo vidi mai,
ma i chiodi nelle mani io li sentii.
Nascere morire perché mai
povero ricco e in un giorno qualunque.
dei cuori e degli occhi
e lacrime a fiocchi cadranno
su un campo di ipotesi e fragilità.
la ragione si perde
e un anarchico volo poi prende
tra nuvole grige e grigia è la mente.
chiese il professore,
io amavo De Gregori
ed il suo generale,
la prof. di fisica aveva
un fisico eccezionale.
e disegnammo fiori sopra i muri.
dai svegliati,
che la notte
sembra passata in un attimo.
a lavare i ricordi,
quelli raccolti negli anni
tra un Natale felice e qualcuno che va.
troverai il mio sguardo,
un uomo nel vuoto e niente risposte,
immagini false di uno stupido show.
chiese il professore,
io che guardavo il cielo non lo vidi mai,
ma i chiodi nelle mani io li sentii.
povero ricco e in un giorno qualunque.
(Sopra nella foto: Mio Figlio. Sembrava volesse diventare un chitarrista, invece, è un biologo.)

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