Con lo stesso affetto che ho sempre nutrito per questa società storica, la Stet Mugnano, nonché il Club Napoli, voglio ricordare il mitico "zi Vicienzo" (Vincenzo Agrillo), stimato e rispettato da tutti, del quale non credo ci sia qualcuno che possa dire il contrario. Persona gentile e paziente con noi piccoli irrequieti. Figura emblematica e gestore di quel micro tempio dello sport, sempre pieno di ragazzi a consumare, per ore e ore, quella tavola di legno, mentre decine di noi addossati al muro rivestito in plastica in attesa di giocare. Io avevo undici anni e spesso non avevo i soldini e puntualmente quando perdevo, non potendo dare la mia parte, ricorrevo alla parola magica, la quale consisteva nel dire al pazientissimo "perla degli uomini" così si dice di persone speciali: zi' Vicie', passa papà. Forte del fatto che erano amici. Sarà retorica, luogo comune o altro, ma quei giorni sono davvero indimenticabili, come è indimenticabile la storia fin qui della grande mitica Stet, fucina di tanti atleti che hanno sorpreso noi e loro stessi per i traguardi raggiunti.
Nella foto sopra: Zi' Vicienzo alias Vincenzo Agrillo.
Testi di Carmine Cecere
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