giovedì 28 maggio 2026

Mugnano, 'a merceria 'e Santulella

Un premio alla carriera, con i suoi cinquant'anni e passa di esistenza, andrebbe di sicuro al negozio 'e Santulella ubicato in Via Manzoni. Un piccolo locale nel quale si vendono articoli di merceria. Aperto negli anni settanta e per decenni ha soddisfatto le richieste di una vasta clientela e tutt'oggi ancora lo fa. La piccola donna, anziana negli anni, quando io la conobbi, si dava da fare con modi aggraziati nei riguardi di una clientela esigente. Ormai è tanto che il Signore l'ha chiamata a sé. In quel piccolo locale c'era di tutto e ancora ci trovi l'impossibile. Dopo il lungo periodo di gestione di Gianni (non ricordo il cognome), oggi è condotto da Antonella, una giovane donna anch'essa gentile e pimpante. Un altro negozio simile si trovava in Via Santa Maria, precisamente 'a reto 'e vecule, ed era conosciutissimo, rispondeva alla denominazione popolare di "Gigino 'e 'Rabbiele" vi andava a comprare anche gente da fuori Mugnano, con la scomparsa dei titolari è finito tutto ed il negozio è chiuso ormai da tanto.


Testo e foto (2026) di Carmine Cecere 

mercoledì 27 maggio 2026

Mugnano, origini contadine

Le origini di Mugnano sono prevalentemente contadine, nell' antichità il sostentamento si traeva esclusivamente dal lavoro della terra. Un gran numero di cittadini erano braccianti agricoli, nei documenti del Comune si legge Bracciale, poi vi erano altri artigiani. Il piccolo villaggio di Munnianum era circondato da ettari ed ettari di terra coltivata a frutteto, vitigni e ortaggi, nonché di frumento e canapa. Per Mugnano si girava esclusivamente con carri su i quali si trasportava il raccolto e le attrezzature per lavorare la terra. Attrezzature rudimentali ma efficaci con le quali si esercitava tutto il sapere per fare sì che la natura desse quanto lavorato. Si usciva presto la mattina per ritornare a casa la sera, dopo una estenuante giornata di lavoro. Certo a mezzodì non mancava mai la sana colazione portata da casa e fatta con i resti della sera precedente. Allora, anche i bambini aiutavano i genitori a gestire il piccolo o grande appezzamento preso in affitto dai tanti feudatari del tempo, tutti lavoravano per lo stesso intento, con sudore e sacrifici. Nella foto sopra, nostri concittadini mentre effettuano la potatura di meli. Da mattina a sera sali e scendi dai treppiedi e taglia e ammanca affinché le piante avrebbero poi risposto positivamente a tutto l'amore messo, dando i migliori frutti che da esse si chiedeva.


Testo di Carmine Cecere 

Mugnano, il chiosco di Nanuccia

"Nanuccia deve 'a voce e 'o popolo veveva". Mi piace questa immagine anche se non è veritiera, almeno credo. Nanuccia che reclamizza i suoi prodotti freschi per dissetare quanti si trovavano in piazza. Il chiosco era situato di fronte la Casa comunale negli anni sessanta/settanta a fianco dove oggi c'è l'associazione del Sacro Cuore. Le granite, lo sciroppo di mandorle e l'acqua sulfurea di Telese, quella che aveva un gusto a dir poco puzzolente ma era curativa e fu l'unica cosa che provai al chiosco di Nanuccia. Il tempo trascorre e le cose cambiano inevitabilmente. In Piazza Municipio sono cambiati diversi negozi, hanno aperto e chiuso anche in poco tempo, alcuni sono però secolari, specialmente l'associazione di San Luigi Gonzaga. E purtroppo anche il chiosco sparì. Nanuccia, all'anagrafe Anna Iacolare, non fu più la bella acquafrescaia del centro cittadino, ma divenne la pescivendola di Via Napoli con l'aiuto dei figli e dopo qualche decennio chiuse anche la pescheria. Nella foto sopra una giovane Nanuccia nel chiosco di Piazza Municipio.


Testo di Carmine Cecere 

martedì 26 maggio 2026

Mugnano, il tram dei desideri

Via Napoli, un tempo, era una strada sterrata impolverata, con alberi di noci a destra e a manca, profumata in primavera e ombrosa d'estate, allietata dal canto dei passeri, delle rondini e di tanti altri volatili. Non vi era illuminazione e quasi niente case. Su di un lato di essa c'erano i binari dell'antico tram che trasportava passeggeri da Mugnano fino al capoluogo. Prima l'ippovia, ovvero i tram coi cavalli e poi nel 1900 quelli con la corrente elettrica. In Via Napoli, dove oggi c'è la pizzeria e i negozi di abbigliamento, era ubicata l'officina nella quale si effettuavano controlli e riparazioni. E lì vi erano le prime case che davano verso il paese, così come si nota nella foto sotto. Nell'Azienda ci lavorano molti dei nostri compaesani, difatti nella foto sopra il conducente è Francesco Mosca. Il tram che dalla piazza omonima del capoluogo stazionava, una prima volta fuori dal paese, ovvero: più o meno all'altezza dove oggi c'è la croce in Via Napoli, successivamente, su richiesta del Consiglio comunale mugnanese, lo stazionamento avvenne 'nmiezo 'o llario. Credo che oggi i mugnanesi in merito ai trasporti abbiano fatto un passo in dietro, lamentele se ne sentono di continuo e quando si parla del tram che arrivava fino in piazza Dante lo si fa con una certa malinconia considerato che attualmente per raggiungere la stazione della metro lo si fa con mille difficoltà e con l'ausilio di un autobus che si fa desiderare.

Nella foto, sulla destra, si intravedono
i binari del tram nei pressi del
negozio di Maione Music (clicca la 
Foto per ingrandirla)



Testo di Carmine Cecere 

San Biagio, da sempre oggetto di furti

Diverse volte il santo patrono è stato oltraggiato nel corso della sua esistenza. Tele storiche e oggetti vari sono stati trafugati da ignoti. Oggi, per fortuna, esiste un sistema di controllo a circuito chiuso nella speranza che i furti non vengano a ripetersi comunque. È pur vero che la struttura è alquanto grande e controllare ogni singolo punto nevralgico si presenta difficile. La foto sopra fu scattata negli anni ottanta, molto prima che le storiche acquasantiere, nell'immagine, venissero trafugate nei primi anni del XXI secolo. Realizzate da autore ignoto le due opere furono sradicate dalla muratura e asportate. Non sono più state ritrovate. Oggi ve ne sono due nuove, ma collocate in posizioni diverse dalle originali. A causa del COVID nel 2020 e del relativo Lockdown le due vasche non sono più state usate, l'intingersi le dita per poi farsi il segno della croce è ormai cosa obsoleta. Pertanto, sono solo ornamentali.



Testo e foto di Carmine Cecere 


Mugnano, Sarnataro il sindaco più longevo

Undici anni ininterrotti di governo Sarnataro, il sindaco che taglia il nastro di un record storico e cioè quello di essere il più longevo nella storia cittadina; secondo: Fabrizio Memola Capece Minutolo che governò Mugnano dal 21.2.1885 al 25.5.1888 e dal 1.10.1900 al 8.10.1909, per tutti gli altri normale amministrazione. Qualcuno rinunciò addirittura subito dopo essere stato eletto. Nell'era moderna, invece, diversi sono stati i commissariamenti. Molti sindaci erano professionisti: avvocati, dottori, ci sono stati anche tre podestà durante il ventennio fascista, tra cui anche liberi professionisti e funzionari. Il giovane Sarnataro intraprese l'avventura a sindaco con determinazione, dopo che la città usciva dal governo Porcelli e precedentemente da quello del dottor Daniele Palumbo. Le elezioni dirette del 2015 vedono splancare le porte della Casa comunale, nonché del governo cittadino al giovane Luigi in seguito al ballottaggio con il candidato Piscopo. Alla successiva tornata, ovvero quella del 2020 e fortemente confermato ad un nuovo mandato nella continuità di quanto aveva fatto fino a compiere l'intero mandato, passando, simpaticamente, lo scettro all'amico Pierluigi Schiattarella nel 2026. Non esprimiamo giudizi sul suo operato, in quanto crediamo che sia una storia che debbano scrivere altri, di sicuro possiamo dire che è stato un sindaco della gente, un uomo che amava il contatto con l'altro, molto empatico, e questa è di sicuro cosa positiva. Buona vita, Luigi.


Testo di Carmine Cecere 

(Nella foto sopra è premiato personaggio mugnanese dell'anno 2026)


lunedì 25 maggio 2026

Marano, Salvatore Nuvoletta: "Dalla parte giusta"

La foto a fianco, a noi data in esclusiva, raffigura un'immagine sviluppata con l'intelligenza artificiale in cui è evidente l'immagine del carabiniere eroe Salvatore Nuvoletta che indossa l'uniforme storica dell'Arma dei Carabinieri, caratterizzata dalla giacca nera con alamari bianchi, strisce rosse sui pantaloni e la bandoliera bianca a fianco del suo caro fratello, anch'esso carabiniere, Enrico. Salvatore, medaglia d'oro al valor civile, fu barbaramente assassinato dalla criminalità organizzata nel luglio del 1982. I fratelli Nuvoletta si prodigano in meeting e manifestazioni laddove il tema riguarda le vittime innocenti di mafia. Il 4 giugno prossimo, in Marano di Napoli, presso lo storico convento francescano Santa Maria degli Angeli ci sarà la prima edizione del premio "Dalla parte giusta" premio Salvatore Nuvoletta, vi prenderanno parte gli studenti di ogni ordine e grado con elaborati sul tema della manifestazione.

La locandina della manifestazione 



Testo di Carmine Cecere 



Mugnano, Palazzo Capece Minutolo in Via Roma

Aabbandonato il gentilizio palazzo seicentesco i Capece Minutolo si trasferirono in quello realizzato in Via Sant'Aniello, oggi Via Roma. Si sa che l'antica struttura fu venduta al Comune il quale negli anni trenta realizzò la prima scuola comunale nel vero senso della parola, giacché precedentemente vi erano solo aule sparse in immobili in affitto. Analizzando la struttura in foto ci si rende conto che è finimente realizzata, in specialmodo il cornicione il cui scorcio mostra la tipica architettura dei centri storici napoletani, caratterizzata dai palazzi d'epoca con balconi in ferro battuto e facciate. Questa immagine ritrae un edificio storico caratterizzato da elementi architettonici tipici dell'architettura meridionale italiana. La struttura presenta balconi in ferro battuto, infissi in legno e finiture esterne che suggeriscono un'epoca di costruzione databile intorno alla metà del XX secolo. L'edificio mostra segni del tempo e potrebbe necessitare di lavori di ristrutturazione per migliorarne le condizioni strutturali ed estetiche. In questo palazzo abitava l'ex sindaco Fabrizio Antonio Giovanni Memola Capece Minutolo con la sua consorte Beatrice, diretta discendente dei Capece Minutolo di Mugnano.


Testo di Carmine Cecere, sviluppato con l'A.I.

Mugnano, il personaggio: "Masto Aitane"

Quell'omino simpatico salutato da tutti con ossequi e sorrisi si chiamava Gaetano Mango, conosciuto da tutto il paese come "Masto Aitane 'o fravecatore". Uomo eclettico che cercava il contatto con chiunque perché lui era fatto così, una forte socialità innata, un bisogno necessario di parlare con gli altri, di scambiare due parole, una battuta divertente con adulti e piccini. Di aneddoti carini se ne raccontavano e se ne raccontano ancora su di lui, ma quel che resta è il tenero ricordo di una brava persona. In questa foto tratta da Mugnano Antica, lo vediamo tenere il morso a un ciuchino vestito da azzurro simbolo della squadra del Napoli che in quell' anno vinse il primo scudetto con il grande Diego Armando Maradona. Ecco, non si sottraeva affatto, si metteva in gioco e giocava con tutti. Alle sue spalle c'è un altro ricordo storico e cioè il negozio di abbigliamento la cui prima denominazione fu Snoopy Shop, poi per motivi di copyright dovette tramutarlo in Spoony Posh e poi come si vede alle spalle di "Masto Aitane" prese nome di Taxi, ma dopo poco chiuse per sempre, ma per sempre nei nostri ricordi c'è quella voce particolare che contraddistingueva il nostro personaggio che lasciò questa terra diversi anni fa ormai. Ciao "Masto Aitane".


Testo di Carmine Cecere 

domenica 24 maggio 2026

Mugnano, luogo storico: il bar Galdiero

Generazioni dopo generazioni sono cresciute all'ombra del Bar Pasticceria Galdiero, un locale che imperava tra Via Napoli e Via Manzoni, meta domenicale per l'acquisto degli ottimi manicaretti dolciari e luogo di relax durante i giorni settimanali per gli studenti e non solo. Diretta dall'eclettico Giovanni Galdiero, passato a nuova vita alcuni anni or sono, negli anni sessanta divenne un luogo di ritrovo dei giovani mugnanesi considerato uno dei pochi luoghi di aggregazione. Per decenni è stato sulla breccia commerciale, ha servito famiglie mugnanesi e anche al di fuori di Mugnano, ha dato lavoro ai tanti che che collaborarono e aggiungiamo pure che è stato un luogo gioioso per i giovani che amavano stare all'aria aperta specialmente nei mesi primaverili ed estivi. L'attività fu ceduta ad altri ma oggi le serrande, purtroppo, sono chiuse. In questa storica foto, scattata negli anni sessanta, vediamo un gruppo di amici radunati al sole dinanzi l'ingresso del bar. Il primo in alto in piedi a destra è il professor Mario Di Carmine, seguito da De Mase Domenico, Biagio Capasso, Cristofaro Menna, Giuseppe Mauriello, Carlo Fago, sullo sfondo appena si intravedono i dipendenti della Pasticceria.


Testo di Carmine Cecere 
Foto Mugnano Antica 

sabato 23 maggio 2026

Mugnano, il personaggio: Suor Silvestra

Voglio ricordare questa suora della mia infanzia, di sicuro non solo la mia: Suor Silvestra, del convento di Gesù Eucaristico di Via Ritiro del Carmine. Erano gli anni sessanta quando per esigenze scolastiche, diciamo così, la ebbi a conoscere. Era la responsabile della classe materna, con lei si giocava ma non solo. Ebbi la fortuna di frequentare il Ritiro: primo perché abitavo a ridosso del convento e secondo perché mia madre ci lavorava. Era una suora con una certa grazia, gentile ma quando c'era da essere dura lo era davvero, anche se aveva un volto angelico, così sembrava. Le lezioni cominciavano con le immancabili preghiere, ripetute con una certa continuità. Dopo iniziavano le impartizioni didattiche, cose leggere, poi ci si alternava con i giochi fino all'ora di mensa, quando la suora ci faceva schierare in fila per due e ci conduceva in refettorio, locale alquanto angusto, il cibo però era buono. Poi si ritornava in classe a fare un riposino, si doveva dormire appoggiando la testa sul banco, ma questo è un ricordo confuso è probabile che sia da collocare al periodo che frequentai il collegio di san Mauro abbate a Casoria. Tuttavia, crescendo poi l'ho intravista altre volte, finquando la vita mi ha portato verso altri lidi perdendola del tutto di vista. Non ebbi più notizie, né quando il Signore la chiamò a se.


Testo di Carmine Cecere 

Mugnano, il personaggio: la mitica 'Taliana

Nella foto la famiglia De Stasio al completo e la prima, a partire da sinistra, (con vestito scuro) è la mitica 'Taliana alias Lilina. Colei che dagli anni settanta e per alcuni decenni è stata amica e mamma di generazioni di tanti alunni della Media Cirino. Un tipo eclettico, ma donna determinata e non meno gentile, diresse con tutto il suo saper fare la cartolibreria proprio di fronte il plesso scolastico. Persona simpatica e divertente con quel suo straordinario modo di mostrarsi con chi cercava di metterla in difficoltà, avendo sempre una parola giusta per tutti. Anche i professori e i collaboratori scolastici si servivano da lei e l'intero vicinato. Ogni mattina era tappa obbligata, anche se non si comprava niente si passava da lei anche solo a darle un saluto. È inutile dire che vi era sempre una folla di ragazzi a chiederle i più disparati oggetti che una cartolibreria potesse avere. In quel luogo crebbe i suoi tre amati figli, sostenuta anche dal marito il quale era quasi sempre presente. Si spense molti anni or sono e sicuramente è nella schiera degli angeli.



Testo di Carmine Cecere 
Foto di Mugnano Antica 


Mugnano, i Liccardo al primo posto

Il cognome più diffuso a Mugnano risulta essere Liccardo, subito dopo troviamo Migliaccio, seguito da Vallefuoco, Chianese, Esposito, Capasso, Cipolletta, Sarnataro, Grasso e De Rosa. Sul territorio nazionale, invece, troviamo al primo posto i Capasso con 4284 famiglie; seguono i Chianese con 1855 famiglie; i Migliaccio con 1613 famiglie; i Cipolletta con 830 nuclei familiari; i Sarnataro con 748; Liccardo con 698; Vallefuoco con 512. Si sa che molti dei cognomi italiani sono alquanto stravaganti, alcuni sono simpatici altri divertenti, altri ancora curiosi, taluni addirittura ridicoli e imbarazzanti come quello infelice del politico Mastronzo che fu costretto a tramutarlo in Mastranzo. Infatti ciò è possibile in virtù del D.P.R. 396 del 2000, il quale, in parte, sostituisce il Regio Decreto del 1939. La competenza è del Prefetto ed è colui che autorizza, su richiesta dell’interessato, il cambiamento del cognome una volta appurato che “questo sia ritenuto ridicolo, vergognoso o rivelante l'origine naturale”. Gli studi antroponimici riguardo il nostro territorio sono alquanto scarsi o per nulla esistenti, ma a carattere internazionale diversi sono stati gli studiosi che si sono inerpicati verso l’ingarbugliata matassa dei cognomi e del loro significato che per la maggior parte di essi resta inspiegabile.


Testo e foto di Carmine Cecere 
Stime tratte da Cognomix.it

venerdì 22 maggio 2026

Mugnano, la grotta dei briganti

Dall’Archivio storico del Comune di Mugnano, precisamente nei registri delle delibere della Giunta del 1901, sono riportate le richieste di concessione di apertura di taverne e cantine e depositi daziari di vini. In quell’anno furono concesse sei licenze e i beneficiari risultano i seguenti: Riccio Aniello di Vincenzo; Chianese Lorenzo, per deposito e vendita al minuto; Chianese Gennaro fu Vincenzo, apertura di cantina; Zingarelli Angela Gelsomina, apertura di cantina in un pagliaio di sua proprietà sito nel fondo denominato Bosco; De Lorenzo Arturo, apertura deposito di vini alla Via S. Aniello n°22; Basile Giuliano di Gaetano, apertura di cantina con l’esercizio dei giuochi leciti, nel fondo da lui coltivato denominato Pozzillo. Negli anni venti, in Via Torre 42, vi era "La Grotta dei Briganti" o cantina della Parrucchiana (come si vede nella foto sopra di 106 anni fa). Sempre frequentata dal vicinato i quali tra un quarto di rosso e una briscola trascorrevano ore alquanto liete dopo una giornata intensa di lavoro. Posta in un luogo alquanto angusto del paese era comunque meta anche di gente che pur essendo di Mugnano, veniva da fuori mano, come si suol dire, ovvero che non abitava in quella zona. Un'altra taverna storica di sicuro più famosa è quella detta del "Pisciaturo" menzionata in una fiaba del Basile, la quale si trovava sull'antico tratturo che da Mugnano dava verso Chiaiano e da qui verso Napoli.


Testo di Carmine Cecere 
Foto da Mugnano Antica 

mercoledì 20 maggio 2026

Mugnano, prima bar Liccardi oggi Amnesia Caffè compie 125 anni

Nato nel 1901 nella Piazza principale del paese il bar Liccardi (detto pure 'e don Felice) prima e Amnesia oggi ha deliziato col suo caffè le esigenze di tante generazioni mugnanesi, servito i dipendenti della vicina sede comunale, come narrano alcune determine di Giunta d'inizio secolo XX, e tanti avventori quando in città si svolgono le manifestazioni del Sacro Cuore o durante la festa del santo patrono San Biagio. Il giovane Felice, discendente della famiglia Liccardi, nei primi anni del duemila cedette la storica caffetteria a nuovi acquirenti, i quali con la nuova denominazione "Amnesia" seguono comunque il percorso tracciato dai Liccardi, offrendo alla clientela di sempre tutto quello che un esercizio del genere può offrire. I giovani gestori, cordiali e lavoratori, non sono da meno dei precedenti proprietari e fanno sì che il bar è sempre un pezzo pulsante della vita sociale mugnanese. Quest'anno questo storico luogo compie 125 anni ed è ormai un pezzo di storia dell'agorà cittadina. Ricordo mio nonno seduto ai tavolini del bar sul finire degli anni sessanta in compagnia dei suoi coetanei a parlare dei tempi della loro gioventù e delle avventure belliche vissute durante gli anni del ventennio fascista.


Queste due foto sono tratte
da Google Maps 


Testo e foto sopra di Carmine Cecere 


Mugnano, la prima fontana compie 131 anni

Nel 1895 nessuna casa privata o ufficio pubblico di Mugnano aveva un impianto di acqua corrente quando in Piazza Municipio fu inaugurata la fontana, il punto d'acqua che si vede nella foto qui pubblicata. È vero, nel corso della sua esistenza ha cambiato posizione e tipo di struttura: una volta in muratura, poi in ghisa, fino all'attuale scatolato in ferro. Quest'anno compie centotrentuno anni da quando nella cittadella mugnanese il primo zampillo dell’acqua del Serino avvenne nel lontano 1895, appunto ed era giovedì 23 maggio (evento immortalato nella foto sotto); all’inaugurazione, tenuta in pompa magna, prese parte la cittadinanza tutta e diverse autorità. Le fontane furono disseminate nelle piazze e lungo le strade principali e a “puntone ‘e vico”. Il quotidiano via vai era continuo e gli incaricati a tale servizio erano i ragazzi e le donne, quest’ultime ne approfittavano per intrattenersi volentieri a conversare tra loro. Per approvvigionarsi si usavano i più disparati recipienti: bottiglie, secchi, damigiane e quant’altro. Le piccole fontane erano costituite, quasi sempre, da una semplice struttura, ovvero una colonnina di circa mt.1,20 di altezza, di ghisa o in muratura in tufo. A Mugnano è tuttora esistente quella nella Piazza principale e da pochi anni, invece, è stata ripristinata quella in Piazza Brando e in Via Napoli. Altre, purtroppo, sono state soppresse, come quella di Largo Maio e quella di Largo Chianese, l’attuale Piazza Dante, nonché quella in Via dell’Orologio, l’odierna Via 4 Martiri. L’importo per la costruzione dell’impianto, per quanto riguardò Mugnano, fu di lire 36.758, e non pochi furono i problemi nell’estinzione di fatture insolute da saldare alla Società dell’Acquedotto. Per ovviare al consumo eccessivo si optò per la sostituzione dei rubinetti di tutte le fontanine, ovvero quelli a getto continuo lasciarono il posto a quelli a getto intermittente automatico. La fornitura fu a cura della ditta Segalli di Milano, con un costo pari a Lire 45. La maggior parte della popolazione mugnanese, nel 1901, si approvvigionava dell’acqua del Serino grazie, appunto, alle fontane disseminate sul territorio, tranne però pochi privilegiati, ovvero di alcune famiglie agiate dell’epoca, che ottennero il permesso per un impianto a domicilio, come per l’allora Sindaco Capece Minutolo, la famiglia Capasso Giuseppe e Pasquale e la famiglia Chianese. Per uso industriale fu autorizzato il signor De Liso Francesco, il quale prelevava, quotidianamente, circa 28 barili d’acqua per il suo molino a vapore, con una rata mensile di lire 14,80. Con delibera di Giunta n° 126 del 26 luglio 1904, su espressa richiesta della fondatrice dell’Istituto Sacro Cuore di Gesù, Suor Maria Pia Brando, le si concesse l’installazione, nel cortile del plesso da lei diretto, di una presa d’acqua con prelievo giornaliero di circa 500 litri e per la durata di cinque anni. Anche la Parrocchia di San Biagio, nel 1908, su richiesta dell’allora canonico don Nicola Cipolletta, si collegò alla rete idrica del Serino con un solo rubinetto posto nella vecchia sagrestia e con un prelievo giornaliero di circa cento litri, stipulando un contratto di cinque anni. Era fatto divieto di usare la fontana ai vetturini, pertanto non era possibile lavare i calessi o i cavalli.

Inaugurazione del primo punto 
D'acqua corrente in Piazza Municipio 



Testi e foto di Carmine Cecere 

lunedì 18 maggio 2026

Mugnano, 'o bancolotto 'e miezo 'o llario

Nel 2019 la vetusta ricevitoria della famiglia Acconciagioco lascia la gestione alle sorelle Liccardo, due donne dinamiche, direi instancabili che oggi portano avanti un luogo storico per tante generazioni mugnanesi, luogo in cui si va per tentare la fortuna e che da sempre si è visto il sorriso e la tristezza sui volti di chi entrava per giocare, come pure accade oggi. "Il gioco del lotto a Napoli affonda le sue radici nel XVII secolo. Arrivato in città nel 1682 grazie ai mercanti genovesi, il gioco divenne ben presto una vera e propria ossessione popolare, trasformandosi nel tempo in un linguaggio collettivo, un rito scaramantico e una forma di divinazione". E così in seguito si diffuse in ogni contrada o villaggio, fin quando anche Mugnano ebbe la sua prima ricevitoria e sicuramente quella di cui stiamo raccontando è una delle prime se non la prima. Per decenni diretta dai fratelli Acconciagioco di Marano, la ricevitoria di Piazza Dante è ormai totalmente digitale, rispetto a quando i biglietti si stilavano su foglietti di carta velina con una grafica tutta particolare. Oggi invece ci pensano le macchine, le penne, ormai, servono a ben poco, considerato il ciclo meccanico attuale. Un tempo in questo tempio del gioco c'era solo il lotto, ora c'è una vasta gamma di lotterie e soprattutto di gratta e vinci, ma si effettuano anche pagamenti di bollettini, ricariche telefoniche e altri servizi. E parlando di gioco del lotto non possiamo che salutarvi con un terno secco giocato da me alcune volte, augurandovi buona fortuna con: 8, 18 e 21.

Esterni della ricevitoria (2026) 



Pagina e foto a cura di Carmine Cecere 


Mugnano, esercizi commerciali storici

La storica pescheria sita in Piazza Dante "Al Vero Merluzzo" abbassò la serranda per sempre nel 2015 e oggi vi troviamo al suo posto il panificio di Antonio Migliaccio. In questo esercizio, un tempo, si vendeva solo quello cui indica l'insegna, come si vede nella foto, ovvero il merluzzo, poi in seguito ci si ampliò con la vendita del pesce in genere e ovviamente dei frutti di mare. La pescheria era gestita dalla famiglia Amoruso. Fu un punto di riferimento per diverse generazioni, quasi tutte le famiglie del circondario si servivano da Giacomino. Non tralasciamo il fatto che pur non essendo una città di mare, Mugnano aveva e ha un mercato ittico ormai consolidato strutturalmente che copre l'intera area di Napoli nord, con una vasta clientela che giunge anche da zone più distanti. Di Pescherie o baccalerie storiche ancora in attività c'è quella di Via Santa Maria di Aniello di "Sesinella 'e Miloccia"; un' altra pure chiuse alcuni anni or sono ed era sita in Via Diaz, di fronte la chiesetta di Santa Maria Assunta.



Un tempo c'era la pescheria,
oggi il panificio Migliaccio (2026)
 
Foto Carmine Cecere 




Testo di Carmine Cecere 
Foto sopra Google Maps 2014

sabato 16 maggio 2026

Mugnano, storia di una lite tra fratelli

Le tante voci mugnanesi di un tempo raccontavano che in Via Diaz, nell'antichità Via Majo, salendo la strada, sulla destra, sono attigui due immobili di due fratelli acerrimi nemici di cui non conosciamo i nominativi né tantomeno nello specifico sappiamo dei motivi della lite che li portò fino ad odiarsi. Alla parete di uno dei due palazzi vi è affissa una targa in marmo che recita: "Al mondo mal non è senza rimedio" frase però che non spiega l'alterco, anche se la risposta dell'altro ci fa intuire qualcosa e quindi ci fa arrivare ad un responso e magari riflettendoci ancora meglio a dirci il perché dell'odio che provassero i due reciprocamente. Al muro dell'immobile successivo fu realizzata un'edicola votiva dedicata alla Madonna della Salute con sotto la dedica o ancora meglio la risposta al fratello contrastato: "Questa è la vera medicina". Tutto accadeva, probabilmente, nel 1838 come recita la targa a margine dell'edicola votiva.

Clicca sulle foto per ingrandirle


Testo e foto di Carmine Cecere 

Mugnano, la torrefazione Cante

Le nuove attività commerciali si succedono a tante che hanno fatto la storia in questo settore qui a Mugnano. Tanti sono stati gli esercizi aperti con entusiasmo e poi dopo neanche un decennio sono stati costretti a chiudere da Via Napoli fin giù le arterie che confinano una con Giugliano e l'altra con Melito, passando per il centro storico e le altre piccole viuzze cui è composta la città. Facendo un escursione per il cuore del paese sono copiose le serrande abbassate già da tempo immemore rispetto alle poche che riaprono i battenti con nuovi generi. Ogni attività ha un proprio percorso, una propria storia e un momento storico particolare. Intraprendere la strada del terziario non è cosa facile in una realtà composta da appena 35.000 abitanti, giacché le spese a volte superano gli introiti e il commerciante di turno è costretto in definitiva ad abbassare la serranda oppure a reinventarsi, e nonostante ciò non sempre si riesce a risolvere quanto si voleva raggiungere. A proposito di commercio, nella foto sopra Via Diaz, dove oggi c'è la friggitoria come si vede, vi era, negli anni settanta, la torrefazione Cante, presente sul territorio diversi decenni, poi, come abbiamo raccontato sopra, un bel giorno serrò per sempre le porte e la città perse un prodotto di qualità e un personaggio squisito.


Testo e foto di Carmine Cecere 

Mugnano, luoghi dell'adolescenza

I luoghi dell'adolescenza segnano la vita di chiunque, un mondo che hai vissuto e che ti resta nell'anima: persone, cose e posti che si è frequentati. Nella presente foto sono tre i luoghi che ho frequentato in questo stabile di Via Mugnano-Melito. Nel locale terraneo, il primo da destra vi era la ferramenta di Pasquale che alla vendita si alternava con la sua consorte. Mio padre mi mandava a comprare oggetti come viti, chiodi, vernici e altre cose. Nel secondo locale da sinistra, negli anni settanta, mio padre aveva una piccola sala in cui vi erano biliardini e flipper che gestiva per conto terzi. Quando uscivo da scuola, con la scusa che andassi ad aiutare il mio vecchio, ero sempre lì a giocare e a mangiare gelati, sì, perché si vendevano pure gelati. Il terzo luogo che frequentai è l'appartamento al secondo piano in cui abitava un mio caro e ormai vecchio amico con cui ancora mi frequento. Di pomeriggio, quando tornava da scuola, mi recavo da lui per trascorrere insieme la serata suonando la chitarra e comporre canzoni che suonavamo nella nostra comunità. Uno dei momenti indimenticabili vissuti a casa sua fu quando insieme a tutti i suoi parenti e con altri amici assistemmo alla finale mondiale di calcio del 1982. Scesi per strada, poi, andammo a festeggiare.


Testo e foto di Carmine Cecere 


martedì 12 maggio 2026

Mugnano, luoghi di un tempo: Parco Padre Pio

Da qualche decennio Parco Padre Pio (San Pio), negli anni settanta 'E palazzine 'e Via Napoli. Questo complesso abitativo si presentava logoro in tutti i suoi isolati, il cancello d'ingresso non c'era, le mura della recinzione erano fatiscenti, né tantomeno vi era la ringhiera. Di sicuro, e ricordo bene, c'era un fazzoletto di terra dove noi piccoli, affamati di pallone, giocavamo da mattina a sera, fin quando qualche condomino non veniva a sollecitare di sloggiare per il baccano che facevamo. Noi che abitavamo sul Ritiro, per raggiungere Via Napoli, attraversavamo un muro nel quale vi era una spaccatura che ci permetteva di passare dall'altra parte superando le palazzine e sbucando sulla strada principale del paese. All'epoca, proprio all'uscita delle palazzine, vi era la pompa di benzina della Esso di cui purtroppo non ricordo più i nomi dei proprietari. Ora, invece, le palazzine hanno tutto un altro aspetto, finanche i viali sono decorosi con la copertura di asfalto. Non entrano più estranei, i quali eravamo noi, e i plessi ristrutturati hanno dato all'insieme tutta un'altra immagine, oserei dire lussuosa. Ora il complesso si presenta in splendida forma e i condomini che un tempo erano giovani sono ormai quasi tutti attempati e di sicuro a questo luogo sono alquanto legati.


Testo e foto di Carmine Cecere


Mugnano, il personaggio: Enrico Nuvoletta

Enrico Nuvoletta, maranese di nascita (1953) e mugnanese di adozione. Giovane virgulto di una famiglia modesta e unita da profondi sentimenti. Nel 1971 si arruola nell'Arma dei carabinieri, svolgendo il corso di preparazione nella scuola allievi di Chieti. A fine corso viene assegnato alla Legione Carabinieri di Torino, presso il Nucleo Radiomobile fino al 1976, quando poi è trasferito, nel 1982 a Roma, all'Istituto "Sicurpena", entrando a far parte della scorta e guardia del corpo del Generale Carlo Alberto Dalla Chiesa nel periodo in cui questi è al comando di un nucleo per fare fronte al terrorismo rosso, e anche Enrico ne fece parte. Finita la battaglia contro le Brigate Rosse, il Generale è trasferito come Prefetto a Palermo per combattere il sistema mafioso. Purtroppo Enrico non lo seguirà, giacché in concomitanza con tale evento accadde che il fratello Salvatore, di stanza a Casal di Principe, anch'egli carabiniere, è barbaramente assassinato a Marano un giorno in cui era fuori servizio davanti al negozio del papà. Il Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi, in data 29 maggio 2003 attribuiva ai familiari del caduto la medaglia d'oro al merito civile. Intanto, Enrico, dal 1982 svolse poi servizio presso il nucleo SIOS della Marina Militare come vice Comandante fino al 1990. Nello stesso anno fu assegnato al Nucleo Informativo del Comando Provinciale di Napoli come addetto all'informazione, nel 2006 fu collocato a riposo. Dal 2009 istituisce a Mugnano la sede dell' Associazione Nazionale carabinieri intitolata al fratello Salvatore. Prese parte agli eventi sismici a L'Aquila e in Campania. Ha diretto, con gli altri fratelli, anch'essi carabinieri, un bene confiscato alla criminalità nel territorio di Marano di Napoli, realizzando una fattoria didattica la cui denominazione era dedicata al fratello caduto sotto i colpi della malavita. Ancora oggi collabora con Nando Dalla Chiesa e con l'Associazione Libera di don Ciotti. Di continuo è richiesta la sua partecipazione a manifestazioni in cui è trattato il tema delle vittime innocenti di mafia e camorra, divulgando ai giovani il sacrificio del fratello Salvatore. Enrico è un personaggio eclettico e in paese è apprezzato da tutti, tutti lo stimano, ma molti non sanno che è stato un servitore dello stato che ha combattuto prima il terrorismo, la mafia e la camorra poi. Vive nel paese di adozione, dove ha cercato di portare la sua esperienza di vita attraverso l'Associazione che ora purtroppo, qui a Mugnano, non esiste più. Il suo messaggio è quello dei fratelli vive in altre realtà, come a Trezzano sul Naviglio a Casal di Principe, Monte di Procida, Marano, Qualiano, Calvizzano, Cimitile, Giugliano, Casalnuovo, poi abbiamo la Compagnia dei Carabinieri di Marano di Napoli e in tante altre parti d'Italia ancora, affinché il caro fratello Salvatore non sia dimenticato, ma sia da esempio per quanti verranno in futuro.


Tra i ricordi e i cimeli
del passato di Enrico c'è
La foto con dedica che
Gli rilasciò il Generale 
Dalla Chiesa.

Enrico con l'Alfetta di servizio 
Anno 1977


L'associazione dei carabinieri
in Piazza Municipio 
Una foto del 2012 di Google Maps


Negozio di Frutta e Ortaggi
della famiglia Nuvoletta. Natale 1981,
nella foto i fratelli Nuvoletta:
a destra Alberto, al centro Enrico,
a sinistra Antonio.


Salvatore Nuvoletta, medaglia d'oro 


Testo di Carmine Cecere 
Foto di Enrico Nuvoletta 

domenica 10 maggio 2026

Mugnano, polo tessile e sartoriale

Nell'antichità Mugnano è stata un grande polo tessile a conduzione familiare con la canapa in primis, sartoriale poi. Si realizzavano, qui da noi, finanche il cordame per le navi borboniche, alcune famiglie per tali prerogative assumevano il soprannome di funari, come quelli che abitavano nel palazzo Capecelatro che avevano convertito, poi, la loro attività in salumeria. Nei primi anni del XX secolo il paese pullulava di sartorie, le ultime che ricordo sono quella di Rocco Sarnataro su al Ritiro, Di Carmine in piazza Dante e di un ultima in via De Gasperi 
di Geppino 'o sarto, papà del sindaco Sarnataro, figura storica che realizzava soprattutto abiti eleganti per uomo, sposi e non. Lasciò l'attività sul finire degli anni ottanta del '900, ma fu portata avanti da altri di cui non si hanno i nomi. Disseminate in città vi era anche un piccolo mondo di fabbrichette in cui si realizzavano divise militari ed erano composte da un numero rilevante di lavoranti. Ricordiamo quella di Giuseppe Di Stasio, soprannominato 'O pirchio e quella di Giovanni Mandara, detto 'O ferracavallo. Un mondo ormai finito, occasioni lavorative dissolte, altre invece convertite in nuove possibilità.


Testo di Carmine Cecere 
Foto tratta da Mugnano Antica 

venerdì 8 maggio 2026

Mugnano, palazzi storici: Brancaccio - Cirino

Palazzo del nobile Spasiano (Vespasiano) Brancaccio, di famiglia antichissima e prestigiosa, ascritta ai seggi di Nilo e Capuano. Risalente al IX secolo (Gregorius Brancatius), possessori di numerosi feudi con titoli di duchi e principi, vescovi e alti funzionari. Sito in Via Chiesa, in epoca moderna della famiglia Cirino, attiguo al fianco nord della Chiesa di san Biagio. Nella foto il portone d'ingresso la cui chiave di volta conclude con un mascherone. "Spesso questi mascheroni hanno una funzione apotropaica, ovvero servivano anticamente a scacciare gli spiriti maligni o a proteggere l'edificio. La raffigurazione grottesca o animalesca è comune nei centri storici di molte città italiane come Torino, Roma o Napoli. Generalmente sono realizzati in stucco, pietra o marmo, a seconda del periodo di costruzione. Sulla volta a botte dell' ingresso è rappresentata una figura femminile. La figura potrebbe rappresentare una virtù o un'allegoria astratta, talvolta accompagnata da motti come "Festina lente". Opere con decorazioni plastiche in stucco e pittura simili sono state attribuite a maestri del XVI secolo, come Federico Brandani. Il soffitto è decorato con un motivo a cassettoni, una tecnica architettonica comune per interni prestigiosi dell'epoca (Wikipedia)".

Il mascherone al centro
della chiave di volta 

Le decorazioni della
volta di ingresso 


Testi di Carmine Cecere

mercoledì 6 maggio 2026

Mugnano, il personaggio: Girolamo Citarella

Possiamo asserire che negli anni settanta il giuoco delle bocce qui a Mugnano fosse più seguito del calcio; e vi erano, per nostra fortuna e orgoglio, campioni del calibro di Girolamo Citarella, vincitore di diversi campionati italiani e altri di non minore importanza, nonché plurimedagliato. Lo vogliamo ringraziare seppur in ritardo, per aver portato Mugnano sui podi più alti di questo sport, rendendoci fieri di avere uno sportivo così talentuoso. Una città come Mugnano dedita a un gioco di facile aggregazione come quello delle bocce e dopo aver dato ai suoi cittadini la possibilità di un palazzetto è svanito nel nulla. Le folle che, negli anni settanta e ottanta, assediavano, se così possiamo dire, i campi della cantina del "Maletaro" dedicata al Sacro Cuore, quella del "Saracano", della parrocchia dei SS. Alfonso e Luigi di Via Napoli e altri di minore importanza, quelle folle dicevamo, non esistono più. Quel fervore per i propri campioni come Girolamo Citarella che vesti' diverse volte la maglia di campione d'Italia, insieme ad altri, di cui non abbiamo memoria, si è purtroppo dissolto. Spesso incontro Girolamo il quale è sempre ben disposto a raccontare quei giorni che videro Mugnano sportiva nell'alzare i trofei conquistati sui vari campi italiani.

Campo della cantina do Maletaro
in Via Manzoni 


La cantina del Maletaro,
esterni 2026


Foto e testo Carmine Cecere 

Mugnano. Via 4 Martiri, la meridiana scomparsa

Mugnano. Via 4 Martiri. Che fine ha fatto la meridiana che era sulla torre come si vede nella foto a fianco e da cui prendeva il nome la strada sottostante? Ovvero Via Orologio. Nell'ultima ristrutturazione, circa dieci anni or sono, furono tolte le piastrelle in ceramica che componevano l'antico orologio, realizzato molto prima ancora che costruissero quello sulla vecchia Casa comunale. Ne ricordo ancora il colore, erano di un verde smeraldo e nel centro vi era scolpita la meridiana. Non capisco perché non è stata più rimessa, eppure di sicuro aveva un certo valore storico. Peccato!! Ora resta solo una torre nuda il cui tufo è eroso dalle intemperie e non spiega neanche la sua esistenza, può capitare che qualcuno si ponga la domanda a che serve quella torre. Difatti quella torre nell'antichità serviva a quei cittadini che, quasi tutti, erano sprovvisti di orologio e che forse neanche l'avevano inventato ancora.


Testo e foto di Carmine Cecere 

Mugnano, il personaggio: Carmine Ruggiero

In occasione della ricorrenza della sua nascita, 6 maggio 1932, vogliamo ricordare un uomo che ha fatto la storia sportiva di Mugnano: Carmine Ruggiero, "il Presidente". Negli anni settanta fondò il rinomato Club Napoli Calcio con l'apertura dei locali in Via Napoli e dove diede vita con Lino Cacciapuoti al CNStet. Ruggiero era però molto vicino anche agli altri sport che si svolgevano in città come la boxe, che con una targa ricordo volle commemorare il neo campione d'Italia Mimmo Di Iorio. E allo stesso modo festeggiare i cento anni del famoso fuochista Orazio Vallefuoco. Insomma era un uomo che amava la terra in cui viveva e i suoi concittadini in specialmodo coloro che si distinguevano nelle più disparate discipline sportive. La squadra del suo cuore avrebbe, all'epoca, meritato un campo di calcio come quello che è arrivato purtroppo dopo trent'anni. Quante volte siamo stati nomadi per seguire il nostro squadrone: a Calvizzano, Melito, Giugliano, Marano e tanti altri campi, giacché Mugnano in quegli anni non aveva alcun impianto sportivo né tantomeno un campo di calcio. L'impegno profuso dal Ruggiero superava le sue stesse aspettative, tanto era l'amore perciò che aveva creato e per tutto quello che riuscì a realizzare oltre al calcio, come la ancora esistente squadra pongista. Ma soprattutto ha lasciato un segno in molte generazioni di giovani, sono pochi quelli che non lo conoscono e molti quelli che lo ricordano con stima per quanto realizzò in quella Mugnano di circa ventimila abitanti. Si spense il 10 febbraio del 1995.

Mimmo Di Iorio e Carmine Ruggiero 


Testo di Carmine Cecere 
Foto famiglia Ruggiero 

domenica 3 maggio 2026

Mugnano, cambio al vertice della San Luigi Gonzaga

Festeggiato stamani il cambio al vertice del direttivo dell' Associazione San Luigi Gonzaga. A subentrare all'uscente presidente Gennaro Bove è Domenico Liccardo, coadiuvato dal vice Bove, dal primo consigliere Saverio Sarnataro, dal secondo Ottavio Mauriello, dal terzo consigliere Savino Del Gaudio, dal segretario Giuseppe Gallo e dal tesoriere Giovanni Buono. I membri tutti hanno brindato alla nuova direzione, esprimendo i più fervidi auguri di un proficuo futuro e che la storica società religiosa che quest'anno raggiunge i 132 anni di età possa negli anni a venire essere punto di riferimento per nuovi associati. L'ASLG fu fondata nel 1894 per volere della gioventù cattolica della città. Il religioso gesuita, San Luigi Gonzaga, fu proclamato santo patrono degli studenti da Benedetto XIII nel 1725 e dei giovani da papa Pio XI nel 1926; e fu anche patrono del regno delle due Sicilie. La "Pia Unione" San Lugi Gonzaga, così era l’originaria denominazione, ha attraversato la storia locale, nazionale ed europea, giungendo fino ai nostri giorni. 




Testo e foto di Carmine Cecere