Testo e foto (2026) di Carmine Cecere
MugnanoStoria
Documenti e foto storiche di Mugnano di Napoli
giovedì 28 maggio 2026
Mugnano, 'a merceria 'e Santulella
Un premio alla carriera, con i suoi cinquant'anni e passa di esistenza, andrebbe di sicuro al negozio 'e Santulella ubicato in Via Manzoni. Un piccolo locale nel quale si vendono articoli di merceria. Aperto negli anni settanta e per decenni ha soddisfatto le richieste di una vasta clientela e tutt'oggi ancora lo fa. La piccola donna, anziana negli anni, quando io la conobbi, si dava da fare con modi aggraziati nei riguardi di una clientela esigente. Ormai è tanto che il Signore l'ha chiamata a sé. In quel piccolo locale c'era di tutto e ancora ci trovi l'impossibile. Dopo il lungo periodo di gestione di Gianni (non ricordo il cognome), oggi è condotto da Antonella, una giovane donna anch'essa gentile e pimpante. Un altro negozio simile si trovava in Via Santa Maria, precisamente 'a reto 'e vecule, ed era conosciutissimo, rispondeva alla denominazione popolare di "Gigino 'e 'Rabbiele" vi andava a comprare anche gente da fuori Mugnano, con la scomparsa dei titolari è finito tutto ed il negozio è chiuso ormai da tanto.
mercoledì 27 maggio 2026
Mugnano, origini contadine
Le origini di Mugnano sono prevalentemente contadine, nell' antichità il sostentamento si traeva esclusivamente dal lavoro della terra. Un gran numero di cittadini erano braccianti agricoli, nei documenti del Comune si legge Bracciale, poi vi erano altri artigiani. Il piccolo villaggio di Munnianum era circondato da ettari ed ettari di terra coltivata a frutteto, vitigni e ortaggi, nonché di frumento e canapa. Per Mugnano si girava esclusivamente con carri su i quali si trasportava il raccolto e le attrezzature per lavorare la terra. Attrezzature rudimentali ma efficaci con le quali si esercitava tutto il sapere per fare sì che la natura desse quanto lavorato. Si usciva presto la mattina per ritornare a casa la sera, dopo una estenuante giornata di lavoro. Certo a mezzodì non mancava mai la sana colazione portata da casa e fatta con i resti della sera precedente. Allora, anche i bambini aiutavano i genitori a gestire il piccolo o grande appezzamento preso in affitto dai tanti feudatari del tempo, tutti lavoravano per lo stesso intento, con sudore e sacrifici. Nella foto sopra, nostri concittadini mentre effettuano la potatura di meli. Da mattina a sera sali e scendi dai treppiedi e taglia e ammanca affinché le piante avrebbero poi risposto positivamente a tutto l'amore messo, dando i migliori frutti che da esse si chiedeva.
Testo di Carmine Cecere
Mugnano, il chiosco di Nanuccia
"Nanuccia deve 'a voce e 'o popolo veveva". Mi piace questa immagine anche se non è veritiera, almeno credo. Nanuccia che reclamizza i suoi prodotti freschi per dissetare quanti si trovavano in piazza. Il chiosco era situato di fronte la Casa comunale negli anni sessanta/settanta a fianco dove oggi c'è l'associazione del Sacro Cuore. Le granite, lo sciroppo di mandorle e l'acqua sulfurea di Telese, quella che aveva un gusto a dir poco puzzolente ma era curativa e fu l'unica cosa che provai al chiosco di Nanuccia. Il tempo trascorre e le cose cambiano inevitabilmente. In Piazza Municipio sono cambiati diversi negozi, hanno aperto e chiuso anche in poco tempo, alcuni sono però secolari, specialmente l'associazione di San Luigi Gonzaga. E purtroppo anche il chiosco sparì. Nanuccia, all'anagrafe Anna Iacolare, non fu più la bella acquafrescaia del centro cittadino, ma divenne la pescivendola di Via Napoli con l'aiuto dei figli e dopo qualche decennio chiuse anche la pescheria. Nella foto sopra una giovane Nanuccia nel chiosco di Piazza Municipio.
Testo di Carmine Cecere
martedì 26 maggio 2026
Mugnano, il tram dei desideri
Via Napoli, un tempo, era una strada sterrata impolverata, con alberi di noci a destra e a manca, profumata in primavera e ombrosa d'estate, allietata dal canto dei passeri, delle rondini e di tanti altri volatili. Non vi era illuminazione e quasi niente case. Su di un lato di essa c'erano i binari dell'antico tram che trasportava passeggeri da Mugnano fino al capoluogo. Prima l'ippovia, ovvero i tram coi cavalli e poi nel 1900 quelli con la corrente elettrica. In Via Napoli, dove oggi c'è la pizzeria e i negozi di abbigliamento, era ubicata l'officina nella quale si effettuavano controlli e riparazioni. E lì vi erano le prime case che davano verso il paese, così come si nota nella foto sotto. Nell'Azienda ci lavorano molti dei nostri compaesani, difatti nella foto sopra il conducente è Francesco Mosca. Il tram che dalla piazza omonima del capoluogo stazionava, una prima volta fuori dal paese, ovvero: più o meno all'altezza dove oggi c'è la croce in Via Napoli, successivamente, su richiesta del Consiglio comunale mugnanese, lo stazionamento avvenne 'nmiezo 'o llario. Credo che oggi i mugnanesi in merito ai trasporti abbiano fatto un passo in dietro, lamentele se ne sentono di continuo e quando si parla del tram che arrivava fino in piazza Dante lo si fa con una certa malinconia considerato che attualmente per raggiungere la stazione della metro lo si fa con mille difficoltà e con l'ausilio di un autobus che si fa desiderare.
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| Nella foto, sulla destra, si intravedono i binari del tram nei pressi del negozio di Maione Music (clicca la Foto per ingrandirla) |
Testo di Carmine Cecere
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