mercoledì 24 giugno 2026

TPN, Al mare con la cafoniera

"La TPN (Tranvie Provinciali Napoli) venne costituita sul finire degli anni 50 per trasformarsi verso la fine degli anni 70 in consorzio trasporti pubblici (ctp) con socio al 50% comune e provincia . Solo nel 2000 si trasformò in compagnia trasporto pubblico per poi essere assorbita dall’anm e sparire del tutto". 
Negli anni settanta, l’esercito dei vacanzieri dei sette comuni, ma un po’ da tutta la provincia, invade le distese sabbiose di Licola, qualificando la zona a polo turistico senza mai raggiungere, però, livelli qualitativamente alti; nonostante gli sforzi profusi da coloro che nel corso degli anni hanno provato a dare un’immagine positiva investendo energie e soldoni. Intanto, in quegli anni, il sabato e la domenica la strada degli americani veniva invasa da una miriade di seicento e cinquecento e chi non si poteva permettere la macchina si organizzava con la “Cafoniera” uguale in foto, ovvero con quel pezzo da museo di autobus (Fiat 306 Menarini), avente lo stesso colore azzurro del mare di Licola, si fa per dire. Poi la società nel 2001 diventa CTP, Compagnia Trasporti Pubblici. Ma i tempi sono ormai cambiati.


Testo di Carmine Cecere 
Foto internet, consultazione Enzo Iacolare

martedì 23 giugno 2026

Mugnano, i lavori al convento del Carmine

Non ancora ultimati i lavori al convento del Carmine iniziati nel 2024. Si sta completando il cortile centrale dove c'è il pozzo e la zona retrostante la struttura dove c'è il passo carraio. I tempi di completamento erano previsti, come si legge dalla tabella dei lavori, a marzo 2026. Ciò che preme di più è il dopo lavori, che cosa ne sarà della struttura, quali saranno i tempi tecnici per organizzarsi e realizzare quanto previsto dalle promesse politiche. Confidiamo nella buona volontà e nella tempestività di quello che dovrebbe diventare l'ex convento, ovvero, si è raccontato di un centro polifunzionale anche se non ben definito. Cosa importante però è che la struttura sia stata ripresa in toto in tutti i suoi elementi architettonici, garantendo la sicurezza strutturale dell'immobile. La seconda vita del convento sta per prendere forma in modo diverso, per noi, però, resterà sempre il caro "Ritiro del Carmine".


Testo e foto di Carmine Cecere 

Mugnano, la salumeria di Carolina

A metà di Via Ritiro, per anni, c'è stato un punto di riferimento per i residenti del quartiere ed era la "salumeria di Carolina" della famiglia Strazzulli. Sorta negli anni settanta o poco prima, soddisfaceva le esigenze delle famiglie quando ancora la grossa distribuzione non aveva messo piede a Mugnano e non aveva ancora fatto i danni che si sono visti poi negli ultimi anni. Era un esercizio a conduzione familiare, il classico esercizio di quegli anni, comodo per quanti vivevano nelle vicinanze o pressappoco più distante. La cordialità era di casa e pure la disponibilità a scambiare quattro chiacchiere nel mentre si preparavano i prodotti richiesti dal cliente. La battutina, la risata che non fa mai male e il rispetto reciproco venditore cliente. L'ultimo proprietario a gestire di persona il locale fu Enzo Strazzulli, giovane eclettico, simpatico, sempre con la battuta pronta e capace per le qualità richieste nel mondo della salumeria. Poi, purtroppo, come molti negozi chiusi a Mugnano, anche Carolina abbassò le serrande e ancora sono giù, laddove il tempo sta deteriorando gli elementi degli infissi e su quelle imposte cresce la tristezza dei giorni belli che furono.

Nella foto sopra Enzo Strazzulli
negli anni settanta. Sotto il negozio 
Chiuso in una foto del 2026


Testo e foto di Carmine Cecere 

lunedì 22 giugno 2026

Mugnano, il tempo in cui si cardava la lana

Chi non poteva permettersi il cardalana, la lana se la lavorava da sé, con l'aiuto delle vicine. Gruppi di cinque o sei donne volenterose a turno si aiutavano a cardare la lana dei materassi, quei grossi e massicci materassi di una volta. Con la venuta dell'estate iniziava un programma fitto di aiuti reciproci, tutte le donne di ogni palazzo si organizzavano nella corte e giù di mano ci si dava da fare iniziando con la lana e fino alla confezione delle bottiglie di pomodoro e succhi di frutta. Nei caldi meriggi si lavorava e si conversava, si parlava di tutto un po' e si rideva a più non posso. La lana rinsecchita si allargava con le sole mani e c'era chi prima la lavava mettendola ad asciugare al sole e dopo qualche giorno si procedeva a distenderla. Coloro che potevano impiegare qualche lira chiamavano 'o cardalano che con un attrezzo dentellato di chiodi effettuava ciò che le donne facevano con le sole mani. Mestiere antico e itinerante quello di cardare la lana, e nei mesi estivi si lavorava sempre. L'uomo azionava lo scardasso o il cardatore e pettinava la lana dei materassi e dei cuscini, altrimenti veniva fatta stessa cosa col solo uso delle mani delle donne e di bambine curiose che sembravano divertirsi.


Testo di Carmine Cecere 
Foto internet