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lunedì 8 giugno 2026

Mugnano e i Comuni limitrofi

Sulla falsa riga del "Comune Cittadino", voluta dall'allora sindaco mugnanese Daniele Palumbo, nasce nel 2004 il "Panicocoli news". Questo nome è l'antico toponimo del comune di Villaricca (in provincia di Napoli), che è stato abbandonato nel 1871, ma che rimane nell'uso dialettale locale "Panecuòcole". Il periodico fu avviato alle stampe quando al governo della città villaricchese vi era Raffaele Topo e il suo mandato basato sulla trasparenza diede luogo a questo strumento di comunicazione che dava luce all'operato della giunta. Il giornale era edito dal Comune, il direttore editoriale era il sindaco Raffaele Topo, direttore responsabile Lina Maisto, in redazione: A. Perillo, G. Iacolare; collaboratori: G. D'Alterio, V. Montella, A. Tucci, M. Maisto, G. Cante, S. D'Angiolella, segreteria: V. Castelleone. Progetto grafico e realizzazione: Spotzone srl; tipografia Aura Graf srl di Giugliano. Il giornale fu pubblicato anche dopo il mandato della Giunta Topo. Nella foto sopra una copia del 2005, sotto una del "Comune Cittadino" pubblicato dall'amministrazione mugnanese.

Il periodico mugnanese 



Testo e foto di Carmine Cecere 
Consultazione Wikipedia 

sabato 6 giugno 2026

Mugnano, il personaggio: Carlo Albanese

"Nel 1940, la Libia divenne il principale fronte terrestre dell'Italia nella Seconda Guerra Mondiale. Le truppe italiane, al comando del generale Rodolfo Graziani, lanciarono un'offensiva in Egitto a settembre. Tuttavia, a dicembre, i britannici risposero con l'Operazione Compass, distruggendo le forze italiane e respingendole in Libia, costringendo Mussolini a chiedere l'aiuto di Hitler". Il personaggio della foto si trova proprio in quelle terre e sta manovrando una mitragliatrice Fiat, il suo nome è Carlo Albanese, nonno del conosciutissimo Dott. Rag. Carlo Albanese. L'uomo fu poi fatto prigioniero dagli inglesi ed internato a "Zonderwater in un campo di internamento britannico vicino a Cullinan, nell'allora Unione Sudafricana, oggi Sudafrica, dove sono stati reclusi più di 94000 prigionieri di guerra italiani tra il 1941 e il 1947. Qui venivano condotti i prigionieri catturati nell'Africa Orientale Italiana e nel Nordafrica durante la seconda guerra mondiale, e trasferiti nel paese del Commonwealth". Dopo sei anni di prigionia tra la Scozia e l'Africa l'ex soldato ritornò in Italia dalla sua famiglia, e tornò a riprendersi il posto in Atan in quanto assunto nel 1938, a 18 anni, poiché orfano di dipendente caduto nella grande guerra. Nel febbraio del 1946 riprese servizio per poi andare in pensione nel 1969. L'uomo si dilettava con la chitarra e con il repertorio classico napoletano; infatti, diverse volte mi è capitato di vederlo esibirsi nella sede dell'associazione dei Ferrotranvieri mugnanesi.


Pagina a cura di Carmine Cecere
Consultazione testi Wikipedia 
Foto di Carlo Albanese 

Mugnano, Ciccio 'o parrucchiere

In questo scatto degli anni cinquanta (1954) ritroviamo uno dei più autorevoli parrucchieri di quel periodo. Una vita tra spazzole e capelli, tinture e acconciature. Ciccio 'o parrucchiere, ovvero Francesco Iodice, il cui negozio si trovava in via Roma, in prossimità del santuario del Sacro Cuore. Oggi Mugnano conta un numero imprecisato di parrucchieri per signore, negli anni cinquanta si contavano sulle dita di una mano è uno dei migliori era sicuramente Francesco Iodice, considerato che ancora si racconta della sua bravura di acconciatore. Ciccio è il papà di Bruno che alla sua scomparsa lo succedette con pari bravura, restando sulla breccia per qualche decennio sempre lì nell'esercizio del padre, spostandosi, poi, in Via Napoli dove tutt'oggi svolge l'attività insegnatagli dal decano dei parrucchieri mugnanesi.



Testo di Carmine Cecere 
Foto Mugnano Antica 

venerdì 5 giugno 2026

Mugnano, Teresina 'e coppo 'o Retiro


Siamo in Via Ritiro del Carmine e la porta in ferro che si intravede sulla sinistra, qui nella foto, un tempo si presentava in legno sgangherato, considerati gli anni che aveva. In questo locale si svolgeva l'esistenza di una donna che giovane perse il marito e che da sola dovette dar da vivere alla famiglia composta da lei e da due figli. L'esercizio che gestiva era una sorta di merceria, nella quale si vendeva un po' di tutto: dai detersivi ai gelati e roba di cancelleria. La proprietaria si chiamava, la chiamavamo tutti Teresina. Una bella donna dagli occhi azzurri e dai lineamenti furbi, forgiati dalla vita. Conduceva la sua esistenza in virtù dei figli e di quel magazzino che le permetteva in modo dignitoso di sbarcare il lunario. Era seria e simpatica, molto furba e scaltra, quel suo guardarti fissa negli occhi ti parlava, dicendoti: guaglio' je nun so fessa. Intanto, i figli crescevano, le cose nel mondo mutavano e di conseguenza anche da noi a Mugnano, anche se lei era tenace e resisteva, poi la vita la travolse, perché la vita non guarda in faccia nessuno anche chi ha sacrificato l'intera esistenza in un buco di negozio per tirare a campare. Volò via da questa terra e così, per un po' di tempo, l'esercizio fu gestito dal primogenito Giosuè che, purtroppo, non resse a lungo, e quella porta in legno sgangherato fu chiusa per sempre.


Sullo sfondo a sinistra
il negozio e la casa di Teresina
In Via Ritiro nel 1975.
Foto Mugnano Antica 



Testo e foto di Carmine Cecere 

Mugnano. Zannella, oltre mezzo secolo di vita

Bar Pasticceria Zannella, oltre mezzo secolo di vita. Mia nonna paterna abitava nel palazzo a fianco e per la mia famiglia la domenica era un rito andare a pranzo da nonna Concetta, laddove ci si incontrava con tanti zii e tanti cugini. Prima di salire, però, mio padre faceva tappa da Ferdinando per acquistare un grasso vassoio di paste di ogni tipo: gli immancabili babà, i funghetti, le deliziose, le zuppette, e tutto quel che forniva il ricco bancone, e a completare l'opera una bottiglia di Rosso Antico, il preferito da quasi tutti i commensali. Mio padre, nel frattempo, scambiava sempre con piacere quattro chiacchiere con Ferdinando, il proprietario del locale, perché diceva che era una persona simpatica e piacevole. Quel negozio ne ha viste di generazioni e ha deliziato il palato dei residenti e di tanti che venivano da più lontano. Ormai il bar pasticceria Zannella è una pietra miliare nel panorama dolciario di Mugnano e noi lo abbiamo voluto ricordare in tutta semplicità per quanti verranno dopo e per coloro che passeranno a prendere un vassoio d'arte pasticcera mugnanese.


Testo e foto di Carmine Cecere 

giovedì 4 giugno 2026

Mugnano, il personaggio: Biagio Migliaccio

Io me lo ricordo così, mai visto in abiti civili. Sotto quella divisa di certo c'era un'uomo che pochi hanno conosciuto, per noi ragazzi di Via Napoli, invece, era 'o suldato. Trasmetteva una tale austerità in quella palandrana che sembrava di gesso e quel petto appesantito da un numero imprecisato di medaglie, segno di riconoscimenti per chissà quali battaglie combattute di cui sarebbe interessante conoscere. Biagio Migliaccio, mugnanese di generazioni, era equiparato ai caduti di guerra, Capitano e Maggiore in ruolo d'onore. Fratello del salumiere detto Ciccio 'o russo e Ottaviano della macelleria in Piazza Dante. Si narra che il Capitano fu ferito gravemente alle gambe durante una battaglia non ben specificata, pertanto deambulava con l'aiuto di un bastone. Il militare era zio di Franco il tabaccaio, in quanto fratello del padre Nicola, il quale ha promesso che appena sarà possibile ci onorerà di qualche ricordo dello zio per farcelo conoscere meglio. Intanto, lo ricordiamo uscire dal palazzo di Via Napoli, dove appunto Franco ha il suo esercizio, fiero della divisa che indossava e ciò che rappresentava e ha rappresentato la sua vita segnata dal lavoro al servizio della patria.

Segue quanto ci precisa il figlio Giacomo.

Buongiorno Carmine, ti ringrazio per questo bel ricordo di mio padre: dal tuo articolo traspare, tra le altre cose, la nostalgia per un mondo semplice, fatto di persone vere, che non c’è più e che sempre più ci manca; non prendertela a male, però, se ti correggo alcune inesattezze: papà riporto’ una lesione al midollo spinale dopo essere stato sbalzato in aria dall’esplosione di una bomba durante il bombardamento dell’aeroporto militare di Eleusis (Grecia) da parte degli alleati anglo-americani del 28 settembre 1943: come altri suoi commilitoni era stato fatto prigioniero dagli ex alleati tedeschi, che in barba alle convenzioni internazionali impiegavano i prigionieri nei compiti più rischiosi. Dopo un breve ricovero all’ospedale di Atene fu deportato in Germania e per i due lunghi anni che seguirono la sua famiglia non ne seppe nulla; dopo sofferenze e vicissitudini d’ogni genere arrivò a casa, dove già lo davano per morto, il 17 giugno 1945. Nonostante la sua infermità riuscì negli anni successivi a costruirsi una solida posizione economica e, soprattutto, una famiglia. Non girava sempre in divisa: la indossava solo in alcune manifestazioni pubbliche; i gradi , le medaglie, l’iscrizione nel ruolo d’onore dell’Esercito Italiano furono riconoscimenti successivi. Dietro l’aspetto burbero che molti ricordiamo c’era un animo buono, che avrebbe volentieri cambiato tutte le medaglie e gli onori per una vita normale, ma che ha accettato con coraggio la vita che gli è toccata ed ha cercato di viverla al meglio.



Testo di Carmine Cecere 
Foto Mugnano Antica 



mercoledì 3 giugno 2026

Mugnano, i 117 anni dell' Associazione Sacro Cuore

La presente foto è quella inaugurale dell'Associazione cui fu realizzata nel 1909, anno della sua fondazione, centodiciassette anni or sono. Al centro del gruppo riconosciamo don Eugenio Caianiello, affiancato sulla sua destra da un giovane comandante delle guardie municipali Domenico Palumbo. Sarebbe bello pure conoscere i nomi di tutti i presenti, ma, purtroppo, è cosa ardua. Di sicuro la fotografia è stata scattata davanti il primordiale ingresso del santuario del Sacro Cuore, immagine che provoca un certo sentimento, direi quasi un'effimera dolcezza. Nella foto sottostante ritroviamo nel centro di essa, vestito di nero il simpatico Pasquale, il sacrestano, il factotum della parrocchia di San Biagio. La foto riprende la vecchia sede ubicata all'inizio di Via 4 Martiri negli anni ottanta. Nell'ultima foto scattata, questo 3 giugno 2026, presso l'attuale sede ritroviamo Gigiotto (Luigi Giordano) il presidente e il primo da destra il professore di musica Francesco Iacolare. La foto in alto ci è stata concessa di riprodurla dal presidente al quale porgiamo i nostri ringraziamenti.


Foto degli anni ottanta 

Foto 3 giugno 2026


Testo e foto di Carmine Cecere 

lunedì 1 giugno 2026

Mugnano e il 2 giugno

Viva la nostra amata Repubblica, la nostra amata Costituzione, ciò è per ringraziare all'infinito coloro che tra sacrifici e sofferenze ci hanno donato la libertà, la democrazia. A tutti quelli che sono caduti sui campi di battaglia, nelle strade per cacciare il nemico, la dittatura, l'usurpatore; ai nostri quattro martiri, a Giuseppina Bianco, ai martiri di Giugliano, di Villaricca, agli studenti del Vomero, a Gennarino Capuozzo, a Pansini a Illuminato, a Lenuccia Cerasuolo, ai nostri soldati che passarono con i partigiani, ai soldati IMI (Internati Militari Italiani) che rifiutarono di passare coi tiranni; all'amato presidente Sandro Pertini, a tutte quelle persone semplici che divennero eroi per amor di patria e del prossimo; a tutte quelle bocche che non vollero stare zitte, a quelle mani che attanagliarono il nemico, a quegli occhi luccicanti e impavidi che si scagliarono contro il regime, alle madri e padri costituenti che ci hanno regalato la carta della libertà, a coloro che pur in silenzio gridano il loro: evviva il 2 giugno!!

Nella foto sopra i Vigili del fuoco di Aversa il 2 giugno del 2021 mentre srotolano il tricolore. 


Testo di Carmine Cecere 

Mugnano, villa stile liberty

Di questa bella villa stile liberty abbiamo solo il cognome degli attuali proprietari: Alessi e nient'altro. Non conosciamo l'anno di realizzazione e chi furono i principali proprietari. Probabilmente sorse nei primi anni venti, nel periodo della belle epoque. "Questa epoca (circa 1880-1914) è stato un periodo storico e culturale europeo di grande prosperità, spensieratezza e fiducia nel progresso, che ha visto l'ascesa della borghesia e si è concluso tragicamente con lo scoppio della Prima Guerra Mondiale". È evidente che quando venne su, in quella zona, vi era solo campagna e filari di alberi di noce. E noi ce la immaginiamo immersa nel verde di una Via Napoli che stava man mano trasformandosi, difatti la villa sorge di fronte al supermercato della Decò, dove un tempo era ubicata la fabbrica di scarpe di Cillo, altro pezzo storico lavorativo della Mugnano degli anni settanta. Ci piacerebbe attingere dei dati sulla villa, ma purtroppo non abbiamo agganci né altre fonti per poter ampliare la nostra ricerca, tranne quella visiva, oggi infatti, è una scuola. Peccato, magari anche qualche foto del tempo che fu, farebbe piacere.


Testo e foto di Carmine Cecere